Berlusconi: «Crisi? Fandonie» Ancelotti: «Siamo troppo lenti»

Roberto Bonizzi

Tre pareggi in otto giorni. Benedetta sia la sosta del calendario perché il Milan di Ancelotti ha la lingua a penzoloni, le idee confuse e non riesce a segnare. Dallo spogliatoio rossonero escono volti distesi e nessuno, formalmente, si dimostra preoccupato. Ci pensa il presidente a tranquillizzare tutti: «Il Milan è nervoso? È tutto il contrario il clima che si respira nello spogliatoio - smentisce Silvio Berlusconi -. Smettiamola di raccontare fandonie». A fine match l'ex premier rincuora i suoi: «Ci ha detto di continuare così - dice Cafu -, di lavorare sereni, la vittoria verrà».
Ancelotti guarda solo il campo e usa la logica: «Ci è mancata la velocità nel primo tempo. Mentre nel finale non siamo stati lucidi. È un periodo non fortunato». Non fa drammi l'allenatore: «Alla fine sono i primi due punti persi in campionato. A Livorno si poteva anche pareggiare». Sotto accusa finisce l'attacco che la stagione passata era invece il punto di forza: «Nel 2005-'06 - analizza Ancelotti - abbiamo realizzato 100 gol. E a questo punto della stagione avevamo già messo sotto accusa la difesa. La verità è che queste partite sono solo difficili da sbloccare e se non riesci a segnare subito poi le cose si complicano. Ma non facciamo drammi. Nel corso di un campionato incontri del genere possono capitare, ora comunque dobbiamo cercare di risalire posizioni in classifica». A chi critica la coppia formata da Inzaghi e Gilardino il tecnico risponde con i numeri: «Hanno giocato insieme 19 volte. E abbiamo ottenuto 17 vittorie e soltanto due pareggi». Nell'occhio del ciclone sembra essere finito Gilardino, che dall'inizio della stagione non si è ancora sbloccato. Ma per la società il bomber biellese non è in discussione. Dopo il rinnovo del contratto fino al 2011 anche Ancelotti si coccola il suo attaccante: «L'anno passato ha segnato 20 gol. E anche in questa stagione realizzerà tante reti, le sue qualità non si discutono».
Certo che, a voler malignare, nei tre 0-0 filati del Milan a fine macth c'è sempre stato qualcosa da recriminare. La rete annullata a Seedorf contro il Lilla. Il tocco vincente di Pirlo ieri a San Siro contro il Siena. Con una condizione non brillante («Siamo un po' lenti, ci manca velocità» ammette Ancelotti) si tratta di due episodi che potevano decidere le partite in un altro modo. Oliveira fa spallucce: «L'arbitro può sbagliare, non attacchiamoci a queste cose». Ma un difensore della vecchia guardia come Kaladze un sassolino lo scaglia: «Gli arbitri si devono svegliare un po'». Cafu conferma: «Di questi tre pareggi due potevano essere successi, se contiamo i gol annullati». Lo stesso allenatore qualcosina da dire ce l'avrebbe. E lo dice: «Il gol di Pirlo non era da annullare perché la posizione di Inzaghi non era di fuorigioco attivo. Non copriva la visuale di Manninger, mentre Pirlo era partito in linea con i difensori». Ma proprio il portiere senese boccia le teorie rossonere: «Sul gol la posizione di Inzaghi era irregolare e da punire. L'ho visto appena è partito il tiro di Kakà. L'arbitro ha fischiato giusto». Il Milan si consola con le occasioni create, «sette o otto pulite» fotografa Ancelotti. Per Jankulovski «è solo sfortuna di questo periodo. Ma dobbiamo essere più efficaci là davanti». Stessa linea di Cafu: «Mettiamoci a lavorare per sbloccarci al più presto».
Sorrisi in casa Siena. I toscani si confermano «squadra da trasferta» con 7 punti in tre viaggi (uno solo racimolato al Franchi). «Le nostre occasioni le abbiamo avute, abbiamo meritato. Il Milan non ha nessun problema, le opportunità le crea, ci può stare che in un periodo non si faccia gol». Il migliore in campo Manninger confessa che «questa partita me la ricorderò per tutta la vita. Abbiamo lasciato a zero gli attaccanti del Milan, i più forti del mondo».