Berlusconi: «Crisi grave, non tragica E nessuno sta facendo più di noi»

MEDIA CONTRO «La Rai è l’unica televisione di Stato che attacca il governo in carica»

RomaLa crisi esiste, è «pesante» ma non tragica. E gli italiani stiano «sereni», visto che il governo non intende «chiudere gli occhi». Anzi. «Nessuno ha fatto più di noi in Europa» e, sia chiaro, «gli ammortizzatori sociali ci sono». Quindi, l’ipotesi dell’assegno di disoccupazione, lanciata dal Pd, non serve: sarebbe un boomerang e darebbe semmai la «licenza di licenziare». E il nodo pensioni? «Stiamo cercando di non incorrere in una procedura di infrazione» dell’Ue, che chiede l’innalzamento dell’età per le donne.
Prima di soffermarsi sulla riforma del sistema previdenziale, in tarda mattinata Silvio Berlusconi scende in sala stampa, dopo il Consiglio dei ministri, ma soprattutto al termine di una «sostanziosa» riunione del Cipe. E a Palazzo Chigi, dinanzi ai giornalisti, annuncia le misure appena approvate (tra cui 9 miliardi di fondo per le imprese, pacchetto complessivo della stessa entità sul fronte ammortizzatori sociali, stanziamento di 21,6 miliardi per le infrastrutture) e rilancia la ricetta anti-crisi: «Il pericolo più grande è aver paura della paura».
Insomma, «serve fiducia». Ed è «dannoso» il comportamento dei media che «continuano a presentare la crisi come qualcosa di definitivo. È pesante, ma l’aggettivo tragico è esagerato». Come dire, «c’è una distonia completa» fra quello che raccontano tv e giornali e «il messaggio che noi ci sforziamo di dare ai nostri concittadini». Per il Cavaliere, servirebbe «un minimo di benevolenza verso gli interessi di tutti», anche e forse soprattutto da parte della Rai, «unica tv di Stato che attacca il governo in carica».
Seduto tra Giulio Tremonti e Raffaele Fitto, Berlusconi premette di non voler rispondere all’ipotesi formulata da Dario Franceschini. Poi però ci ripensa: «Il sistema attuale già consente di intervenire in maniera opportuna, migliore di quella che non sarebbe se adottassimo la misura che è stata preconizzata». L’assegno di disoccupazione, difatti, «sarebbe una licenza di licenziare, soprattutto per i piccoli imprenditori e gli artigiani», i cui dipendenti «godrebbero dell’indennità e continuerebbero a lavorare in nero».
Il messaggio che il governo lancia suona invece così: «Gli ammortizzatori sociali ci sono e tutti coloro che temono di perdere il posto di lavoro non avranno difficoltà a ottenerli». Lo testimonia pure lo stanziamento extra di 4 miliardi di euro, che si aggiungono ai 4 delle Regioni e al miliardo contemplato dalla Finanziaria. «Complessivamente - sottolinea - la somma diventa di 9 miliardi». Una cifra «che riteniamo esuberante», rimarca, «ma abbiamo voluto essere cauti e prudenti». Il governo, tra l’altro, ha deciso di «costituire pure un fondo strategico a sostegno dell’economia reale, quindi delle imprese, di 9 miliardi, presso la presidenza del Consiglio».
Per i cosiddetti Tremonti-bond, ricorda poi il Cavaliere, «sono previsti 10-12 miliardi, a seconda delle richieste che perverranno». E «dato che vanno al patrimonio delle banche per consentire l’erogazione di credito alle imprese», l’intervento potrà attivare «150 miliardi di finanziamenti». Guardando poi al crollo della Borsa, il premier osserva che sono solo «una manciata di azioni» a essere passate di mano ai valori bassi. «Chi non ha esigenza di fare subito cassa - dice - le tenga nel cassetto e aspetti che passi la crisi».
Spostando l’attenzione sui pubblici dipendenti, Berlusconi ricorda che «non hanno alcun timore di perdere il lavoro e il loro potere d’acquisto è superiore al passato». E sempre in tema di azione anti-crisi, rivendica gli interventi a favore del settore auto («le industrie hanno richiamato quasi tutti i lavoratori in cassa integrazione» e «il presidente della Volkswagen mi ha chiamato per complimentarsi»), annunciando pure il veloce via libera al Piano casa, che con «ogni probabilità» sarà varato dal «prossimo» Cdm. Una «importantissima iniziativa sull’edilizia» che, come recita un detto francesce, «quando va, tutto funziona».
Dopo aver riunito nel primo pomeriggio i vertici di Forza Italia a palazzo Grazioli, in vista del Congresso del Pdl, in serata il Cavaliere si sofferma pure sulla spinosa questione pensioni, alla luce della richiesta Ue di innalzare l’età per le donne. «Stiamo vedendo come rispondere - riferisce - per far sì che non ci sia una procedura di infrazione contro l’Italia».
Sul nodo Rai, invece, boccia l’ipotesi Giuliano Amato alla presidenza. «Sono sicuro che non esiste questa possibilità», risponde ai cronisti, uscendo da un clinica romana dopo un «controllo al menisco andato bene». L’ex premier, spiega il Cavaliere, «è stato fatto da poco presidente dell’enciclopedia Treccani e non ha nessuna intenzione di venir meno a questo impegno. Quindi è escluso».
Il leader del Pdl, infine, non si sbilancia sugli ultimi nodi da sciogliere sul partito unico. Tre coordinatori? «Ne stiamo parlando, ma non ci sono ancora decisioni al riguardo». Sulla possibilità di candidare i ministri alle Europee, afferma poi di non esserne al corrente. «È ancora da affrontare tutto il piano» e «inizieremo ad interessarcene da mercoledì».