Berlusconi: «Crisi pesante, ma non è recessione»

«Bisognerà riscrivere le regole dei mercati interni, ci vuole una nuova Bretton Woods. Chiudere le Borse? Solo un’ipotesi». Ed è polemica

nostro inviato a Napoli

Prima fa una smorfia. Come volesse glissare. Come dire, è presto per anticipare le mosse dei governi europei, ma non solo, per uscire dalla crisi economica. Poi però ci ripensa e spara: «C’è la volontà di arrivare a riscrivere i regolamenti, le regole della finanza internazionale. Si parla di una nuova Bretton Woods, si parla di sospendere i mercati per i tempo necessario a scrivere queste regole». Silvio Berlusconi la butta lì, aggiungendo però che «sono tutte ipotesi». Ma è troppo tardi. I cronisti prendono nota. E le sue parole, pronunciate in un momento delicato per le Borse di tutto il mondo, fanno subito notizia. Il Cavaliere va avanti, rilancia la ricetta per difendere l’economia reale del nostro Paese, ricorda che il sistema bancario italiano è «il più solido d’Europa». Tanto da invitare gli italiani ad essere «più forti del panico e della follia». Anche perché, se non viviamo un momento di grande sviluppo, è anche vero che «non siamo ad oggi in recessione».
Il premier continua a parlare, al termine del terzo Consiglio dei ministri convocato a Napoli, seduto al centro di un palco allestito in una sala del Palazzo Reale. La conferenza stampa si conclude, ma l’attenzione è ancora alta. Tutti addosso a lui per un chiarimento. Che dice: «Per ora non c’è nulla, è un’ipotesi che ho sentito...». Ma non basta. Qualcuno fa notare che alcuni mercati finanziari registrano un lieve miglioramento. E forse anche per evitare intereferenze, Berlusconi chiarisce ancora. E così, attorniato in cortile dai cronisti, prima di lasciare il capoluogo campano ribadisce che la sospensione dei mercati è un’ipotesi «mai ventilata da nessun leader né tantomeno da me». «Sono voci che si trovano sui giornali, chi più ne ha più ne metta - continua il presidente del Consiglio -. Forse ho fatto male a dirla, ma pensavo che anche voi la capiste». «Forse l’ho sentita alla radio - afferma -. Io una volta sentivo una radio francese che diceva: Il faut...». Ovvero, «si deve».
Intanto, però, sulle parole di Berlusconi monta una nuova polemica politica. Non si fa attendere il commento di Walter Veltroni. «La crisi finanziaria non è una discoteca in cui si possono raccontare barzellette - attacca il segretario del Pd -. Ogni parola sbagliata condiziona i mercati e aumenta la confusione. Non spetta poi al presidente del Consiglio dire quali azioni acquistare e quali no, specie se i titoli indicati sono di società per la maggioranza private». Il riferimento, in quest’ultimo caso, è legato all’invito rivolto dal premier ai risparmiatori, «anche a rischio di essere accusato di fare il venditore». Ovvero, «è il momento di comprare azioni di Eni ed Enel, entrambe sottovalutate, che torneranno ad avere il loro valore reale».
Sul fronte banche, Berlusconi assicura che «non ci sono situazioni così evidenti», come Unicredit. «Ci sono, al massimo, situazioni in cui forse per migliorare le cose un minimo di aumento di capitale, non che sia necessitato, ma è utile». In ogni caso, va fatto tutto con molta calma, anche perché l’esame che Bankitalia sta svolgendo sul sistema del credito ha dato «risultati molto positivi» in quanto «nessun istituto è in difficoltà».
Per il Cavaliere, in generale, quella attuale è «una crisi nuova che non si può risolvere con metodi vecchi». Ecco perché sono necessarie «misure coordinate fra tutti» per dare «sollievo a situazione che continua ad essere pesante». Poi, annuncia per domani una «possibile riunione dei leader dell’Unione Europea a Parigi» e «nei prossimi giorni» l’ipotesi di un G8 straordinario.
In merito poi all’azione di governo, Berlusconi ribadisce l’intenzione di voler «ridurre le tasse sul lavoro e sulla famiglia». Non a caso, rilancia: «Ho nel cuore il quoziente familiare, perché non è giusto che uno scapolo paghi le stesse tasse di un padre con moglie e 4 figli a carico». Il sistema esiste già in altri Paesi, ricorda. Poi spiega: per introdurlo «servono conti pubblici in grado di farlo» e «spero di poter arrivare a questo risultato entro la Legislatura». Da Napoli, infine, il Cavaliere non esclude che alcune riunioni del G8 del prossimo anno, magari quelle relative ad Ambiente e Cooperazione internazionale, possano svolgersi proprio sotto il Vesuvio.