Berlusconi dà il primo «ciak» alla nuova cinecittà milanese

Oggi il via ai cantieri. L’assessore Albertoni: «Il centro formerà attori, registi, doppiatori»

Chiara Campo

Una culla per futuri maestri e divi del grande schermo. Dopo aver accontentato per anni i viziati delle sigarette, la Manifattura Tabacchi si prepara a «confezionare» talenti per gli appassionati della celluloide. L’appuntamento con la rivoluzione è oggi alle 15 in viale Fulvio Testi, quando verrà posata e benedetta la prima pietra della «Città lombarda del cinema». Testimoni dell’apertura del cantiere che in appena due anni darà la luce al primo polo della Cinecittà milanese: il premier Silvio Berlusconi, il ministro Giulio Tremonti, il leader della Lega Umberto Bossi che lo ha fortemente voluto, il governatore Roberto Formigoni, l’assessore regionale alle Culture e identità Ettore Albertoni della Lega, e il sindaco Gabriele Albertini. Un progetto in due tempi: della storica fabbrica verranno recuperati solo i due edifici principali (per circa 16mila metri quadrati), e i lavori partiranno da quello che si affaccia su viale Fulvio Testi. Lì avrà sede il Centro sperimentale di cinematografia presieduto da Francesco Alberoni, una «costola» lombarda della storica scuola del cinema fondata a Roma nel 1935 e da cui sono usciti talenti come Claudia Cardinale e Michelangelo Antonioni (una sede temporanea del centro, da circa un anno e fino alla fine dei lavori è ospitata dal Siam in via Santa Marta e riceve dal Pirellone il contributo annuo di un milione di euro). Le opere all’ex Tabacchi partono dopo l’accordo di programma siglato circa un anno fa tra Regione (che finanzia i lavori con 8 milioni di euro), Comune, Provincia, Centro sperimentale di cinematografia, Agenzia del demanio e Fintecna Spa, proprietaria dell’intera area (circa 80mila metri quadrati), ceduta in concessione d’uso alla Regione per 99 anni. Il Pirellone conta di far partire al più presto anche i cantieri per il secondo polo della cittadella, quello che ospiterà l’Archivio regionale di etnografia e storia sociale - un ricco tesoro di registrazioni audio e video e documenti che riguardano tutti gli aspetti della cultura popolare -, ma anche attività commerciali legate alla cinematografia e un campus per gli studenti. La Regione ha già stanziato 800mila euro per lo studio di fattibilità.
«Vogliamo realizzare una struttura - spiega l’assessore Albertoni, ex consigliere di amministrazione Rai - che garantisca la formazione di quelle professionalità e mestieri, dal regista all’attore, scenografo, doppiatore, elettricisti, indispensabili per una produzione base di fiction, cinematografia, cinema di animazione, pubblicitario o industriale che oggi offrono molti posti di lavoro». L’assessore ricorda che già da due anni e mezzo a Busto Arsizio si svolge un’attività di formazione nata dal Busto Film Festival, e da novembre «circa 150 ragazzi potranno frequentare i corsi di formazione sostenuti dalla Regione per un futuro nel cinema, dalla recitazione alla tecnica del suono, al doppiaggio e montaggio». In alcune sedi lombarde, ammette Albertoni, «i posti di lavoro nelle attività manifatturiere, tessili, del legnoarredo sono calati, e le università producono spesso masse di disoccupati: dobbiamo offrire ai giovani sbocchi professionali molto precisi, come quelli che sono funzionali alla società dei servizi: cinema, tv, digitale terrestre, informatica». L’assessore sottolinea che «nel Nord sono nati il cinema e la tv, poi la Rai ha “abbandonato” le sedi per potenziare al massimo una struttura obsoleta come Cinecittà. Vogliamo riappropriarci delle professionalità del passato, e da cui anche la Rai potrà attingere, tornando a sviluppare le proprie sedi di Torino e Milano».
Albertoni è stanco di assistere al «piagnisteo diffuso contro la cultura», e le grandi opere realizzate dal suo assessorato dal 2000 al 2005, come il recupero del Dal Verme o la mediateca di Santa Teresa («seconda solo a quella di Los Angeles»), e gli investimenti nei 5 anni («192 milioni di euro, per 1.646 progetti tra Milano e provincia») saranno presentati al Pirellone il 2 marzo durante un convegno a cui parteciperà anche il ministro Rocco Buttiglione. Il 29 marzo invece Albertoni incontrerà i rappresentanti delle «circa 1.500 associazioni di volontariato culturale lombarde (oltre 200 a Milano) per fare insieme il punto dei futuri progetti».