Berlusconi: "Dialogo? Alle urne"

Il leader della Cdl chiude all'invito di questa mattina del presidente della Repubblica Napolitano, che aveva chiesto <strong><a href="/a.pic1?ID=215574" target="_blank">&quot;dialogo tra i poli per le riforme&quot;</a></strong>. Il Cavaliere: &quot;L'unica soluzione è che Prodi dia le dimissioni e si torni a votare&quot;. Botta e risposta fra Palazzo Chigi e presidenza della Camera sul governo tecnico

Roma - "Non posso che ribadire quello che ho sempre detto: non c’è modo e spazio per collaborare con questa sinistra sulle riforme". Così Silvio Berlusconi ha risposto ai cronisti che gli chiedevano un commento all’appello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla necessità di un dialogo sulle riforme. "Con questa sinistra - ha aggiunto l’ex premier, parlando con i cronisti durante una passeggiata nel centro di Roma - dopo un anno e mezzo di governo, con i risultati che conoscete tutti, l’unica strada possibile è che il governo dia le dimissioni e che si ritorni alle urne per sentire i cittadini".

"Fermi sulla nostra posizione" "La nostra posizione - ha sottolineato - non può essere cambiata". Berlusconi è quindi tornato sul governo Prodi, ribadendo che "non si può governare quando otto cittadini su dieci non vogliono questo governo". Berlusconi chiude quindi anche all’ipotesi del governo istituzionale per fare le riforme di cui ha parlato ieri sera il presidente della Camera Fausto Bertinotti: "Non c’è nulla di nuovo. La mia posizione la conoscete. Io sono uno che guarda come guardate voi".

Palazzo Chigi: bene Napolitano, spiace il no al dialogo Palazzo chigi condivide "dalla prima all’ultima" le parole con le quali il presidente della Repubblica considera "indispensabili" le intese per riformare il sistema politico istituzionale. "Dispiace", osservano in un briefing fonti dell’esecutivo, che l’appello di Napolitano non trovi il consenso di tutti perché, sottolineano, «l’unità nelle parole del capo dello stato è un valore importante, di fronte al quale non ci dovrebbe essere una posizione di non ascolto». Le stesse fonti si dicono "felici" per il chiarimento che ha dissolto l’equivoco secondo il quale il presidente della camera, Bertinotti avrebbe aperto all’ipotesi di un governo tecnico per le riforme.

"Bertinotti? Nessun equivoco" Fonti della presidenza della Camera replicano alle fonti di Palazzo Chigi, accade anche questo. Le "fonti" precisano così il pensiero di Fausto Bertinotti sul governo tecnico: non c’erano equivoci da chiarire. Semmai chi ha equivocato sta altrove. Perché quando Bertinotti a Firenze ha detto stamattina di auspicare che il governo Prodi duri, non ha fatto che rafforzare una posizione già espressa ieri. E lo ha fatto quando un giornalista gli ha chiesto se ritenesse proprio necessario un governo istituzionale. Bertinotti, sottolineano le stesse fonti, ha confermato allora di avere auspicato per questo governo una durata di legislatura, ma che, se non dovesse farcela, servirebbe un nuovo governo che lavori per la riforma elettorale e per le modifiche della Costituzione che sono necessarie.