Berlusconi: "Dialogo? Non con questo Pd"

Silvio Berlusconi parla ancora a tutto campo. Il premier chiude la porta a Veltroni e al Partito democratico, poi torna sui temi caldi di Alitalia e della riforma della giustizia. "La compagnia aerea sarà a maggioranza italiana. Il partner estero? La scelta spetta a Cai". Poi dice: "O passa il lodo o riflessione sulla giustizia"

Melezzole (Terni) - Silvio Berlusconi ancora a tutto campo. Il premier fuori dai cancelli del centro benessere umbro dove ha trascorso alcuni giorni, torna a parlare del rapporto con il Partito democratico, dell' Alitalia e della riforma della giustizia. Replica indiretta all'intervista rilasciata al "Corsera" da Walter Veltroni.

"Il Pd? Non parliamo di dialogo..." Noi abbiamo una maggioranza a cui gli italiani hanno dato il mandato di governare il Paese. Quindi, non parliamo più di dialogo, per favore, perché con quello che dicono, hanno detto, e per come si sono comportati, è una cosa addirittura ridicola pensare che con gente del genere si possa collaborare". Replica così, il Cavaliere, a proposito dell'intervista del leader del Pd Walter Veltroni al 'Corriere della Sera'. "Il signor Veltroni si illustra da sé, basta leggerlo. Le persone che hanno buonsenso leggono Veltroni e non c'é da aggiungere alcun commento a quello che lui ha detto a 'Porta a porta' l'altro giorno e a quello che ha detto oggi sul Corriere" ha aggiunto il presidente del Consiglio. 

Alitalia "Per quanto riguarda la trattativa di Alitalia credo che si possa dire che abbiamo concluso anche questo impegno. Manca poco, ma sono fiducioso che si concluderà con tutti, e poi ci metteremo presto al lavoro sulle altre cose", ha detto.

"La maggioranza della compagnia sarà italiana" Berlusconi esclude che un gruppo straniero possa, anche fra cinque anni, detenere la maggioranza di Alitalia. Ai cronisti che gli chiedevano un commento sulla presunta intenzione di Lufthansa di avere una quota significativa di oltre il 40% nel capitale della futura compagnia di bandiera e delle sue dichiarazioni sulla necessità che il partner straniero restasse di "assoluta minoranza", il presidente del Consiglio ha risposto: "Sì, ho detto questo perché c'é una clausola che impone ai partecipanti di non cedere la maggioranza per un periodo di almeno cinque anni. Ma successivamente - ha aggiunto - la decisione di cedere la maggioranza dovrebbe essere approvata dai due terzi. Quindi - ha sottolineato - io escludo, perché questo è stato proprio il significato della nostra azione di governo su Alitalia, che la nostra compagnia di bandiera possa essere detenuta in maggioranza da gruppi o compagnie straniere".

"La scelta spetta agli imprenditori di Cai" "Non voglio entrare in questo tema che ormai compete alla compagine di imprenditori, al loro buonsenso, alle loro intenzioni e al loro piano industriale" ha premesso il presidente del Consiglio. "E' chiaro - ha aggiunto - che Alitalia si aprirà all'alleanza con altre compagnie internazionali: noi ci dobbiamo fermare qui, abbiamo dato il nostro contributo e vi ricordate come ci avevano schernito e irriso quando avevo detto che ci sarebbe stata una compagine italiana che avrebbe messo dei capitali importanti. Tutto si è verificato". "Abbiamo assistito - ha proseguito - questa compagine nelle trattative con i sindacati, bloccando praticamente per quasi due settimane l'attività di Palazzo Chigi e adesso sta a loro fare quel che riterranno più opportuno, per far sì che Alitalia sia una compagnia che chiude con bilanci in attivo e fornendo all'Italia, alle imprese e a tutti i cittadini italiani il servizio che una compagnia di bandiera deve fornire". 

Giustizia e Lodo Alfano "Sono assolutamente convinto" che il 'lodo Alfano' passerà il vaglio della Consulta. "Se non passasse, allora ci sarebbe da fare una profonda riflessione su tutto il sistema giudiziario e su tutto ciò che abbiamo visto accadere recentemente a Milano", ha spiegato il premier.