Berlusconi dice sì alla Moratti: sarà capolista

Lupi: «Il sindaco è una risorsa decisiva per confermare l’ottimo risultato di Forza Italia»

Sabrina Cottone

Sarà Silvio Berlusconi il capolista di Forza Italia alle amministrative del 28 maggio. Una scelta che ricalca quella del 1997 e del 2001, ma che assume un significato particolare per queste elezioni che arrivano a ridosso delle politiche. La decisione diventerà ufficiale all’inizio della prossima settimana, insieme con i criteri di composizione delle liste, ma il presidente azzurro ha già rassicurato i commissari cittadini, Luigi Casero e Maurizio Lupi, della sua intenzione di impegnarsi in prima persona nella campagna milanese. A questo punto l’obiettivo, difficile ma non ancora ritenuto impossibile dai vertici azzurri, resta convincere Gabriele Albertini a correre come numero due. «Riteniamo il sindaco una risorsa importante e anzi decisiva per poter confermare l’ottimo risultato di Forza Italia a Milano, che è un partito da trenta per cento» è l’appello di Maurizio Lupi.
Un ruolo di primo piano sarà giocato anche da Tiziana Maiolo, assessore ai Servizi sociali e commissario vicario, intenzionata a candidarsi alle amministrative insieme con gli assessori Aldo Brandirali, Giulio Gallera, Guido Manca. Non si presenteranno, invece, Giancarlo Martella, Bruno Simini e Domenico Zampaglione. Saranno ricandidati tutti i consiglieri comunali: hanno già annunciato il proprio no Pietro Bassi, Livio Caputo e Gianfranco Lucini. Crea invece qualche polemica la decisione di Paolo Bianco, consigliere azzurro uscente, di correre nella lista Moratti. Tra i nuovi innesti alcuni presidenti di consigli di zona. «Preferiamo puntare sulla giovane classe dirigente già consolidata che su nomi noti» spiega Lupi.
È stata Letizia Moratti a chiedere al Cavaliere di candidarsi direttamente a Milano, così come ha rivolto la medesima richiesta agli altri leader nazionali della Cdl. È molto probabile che anche Pierferdinando Casini e Umberto Bossi saranno alla testa dell’Udc e e della Lega, mentre al momento sembra escluso un coinvolgimento diretto di Gianfranco Fini per An. L’obiettivo della Cdl è vincere a grande maggioranza. «Non molleremo e starò in trincea» ha detto Berlusconi. È sicura la sua presenza alla manifestazione della Cdl, in programma il 7 maggio al Palalido: il premier ha garantito la propria presenza parlando al telefono con la Moratti.
Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale azzurra, spiega il significato dell’impegno di Berlusconi: «Milano diventa l’occasione per ribadire la validità del modello politico della Casa delle libertà e del blocco politico che rappresenta. Da qui ripartirà la battaglia per il governo del Paese». Forza Italia ha raggiunto a Milano città il 29 per cento, una percentuale che ne fa di gran lunga il primo partito, così come una buona affermazione ha avuto l’intera coalizione, che è andata oltre il 52 per cento. I sondaggi su palazzo Marino sono in linea con questi numeri: l’ultima ricerca effettuata da Ekma il 30 marzo dà la Moratti al 51,2 per cento contro il 47,3 per cento di Bruno Ferrante.
È sulla base di queste considerazioni e dei risultati del 9 e 10 aprile che Letizia Moratti chiede una politicizzazione del voto, ulteriore prova che con la sua lista civica non pensa di entrare in competizione con i partiti, tanto più che la lista Moratti sarà presente solo per il Comune e non per le zone. Inoltre, una sinergia tra i partiti e la candidata sarà costruita anche grazie al simbolo, che probabilmente sarà accompagnato dal nome della Moratti. Sarà «Forza Italia per Letizia Moratti», con una soluzione assai simile a quella adottata alle regionali con Roberto Formigoni.