Berlusconi difende Cappellacci e attacca la fronda dei dissidenti

RomaIl Cavaliere l’aveva promesso al governatore, giovedì scorso, in aereo, di ritorno da Bruxelles: «Se necessario, interverrò di persona». Detto, fatto. E Silvio Berlusconi scende in campo per rinnovare la sua piena fiducia ad Ugo Cappellacci e stoppare al contempo le velleità della fronda interna, animata da Mauro Pili e Beppe Pisanu - riunitasi sabato ad Oristano e «stanata» ieri dal Giornale - che da alcuni mesi agita i sonni del Pdl in Sardegna. A causa della squadra di 11 consiglieri regionali dissidenti, sui 31 complessivi, sottoscrittori il 13 gennaio di un documento polemico verso la gestione della Regione e del partito, che ieri hanno confermato l’avvenuta riunione e ribadito la linea: «Invitiamo nuovamente i vertici regionali del Pdl a riparare gli errori commessi, a ristabilire le condizioni della convivenza democratica e a concentrare tutti gli sforzi sui problemi della Sardegna».
Ma non finisce qui. Perché la novità importante, oltre al fatto che adesso si giochi a carte scoperte, è rappresentata dalle tre firme poste in calce al comunicato. Ovvero, quelle di Emilio Floris (sindaco di Cagliari a cui lo scorso anno Berlusconi preferì Cappellacci), Pili (ex presidente della Regione e vecchio pupillo del premier) e Pisanu (un tempo ministro degli Interni con Berlusconi a Palazzo Chigi e attuale senatore Pdl, il cui nome è circolato per mesi nei rumors che lo vedrebbero accanto a Fini-Casini-Montezemolo in un futuro governissimo, ipotesi al momento del tutto sfumata), che finora non erano comparsi ufficialmente.
Insomma, una bomba. Tanto da spingere il presidente del Consiglio - «furibondo», secondo alcune fonti isolane - a intervenire in maniera dura. Così, lasciata Villa Certosa per rientrare a Milano, dà il via libera a una nota, messa giù da Paolo Bonaiuti dopo un colloquio telefonico con il governatore, che non ammette repliche. In cui il Cavaliere «esprime tutto il suo apprezzamento per il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, e per la sua giunta, in vista delle prossime elezioni amministrative che riguarderanno tutte le province sarde e diversi Comuni importanti». Su otto Province chiamate alle urne, tra l’altro, una soltanto è guidata dal centrodestra.
E ancora: «Grazie al suo governo impostato sui fatti e non sulle chiacchiere - aggiunge Berlusconi - il presidente Cappellacci ha guadagnato nove punti di fiducia secondo l’ultimo sondaggio pubblicato dall’Unione Sarda». Il premier va oltre e lancia la stoccata ai ribelli guidati in primis da Pisanu: «Sono sicuro che tutti quanti gli eletti nazionali, regionali, provinciali e comunali del Pdl daranno il loro appoggio concreto e fattivo al presidente Cappellacci per ottenere nuovi e significativi successi elettorali». Parole verso cui, in serata, i dissidenti dicono di esprimere «apprezzamento». In ogni caso, è difficile immaginare che la partita finisca qui. E la riunione odierna del coordinamento regionale, è quasi certo, non sarà una semplice routine.