Berlusconi: "Dini non è l'unico scontento"

Il Cavaliere continua a lavorare con l'obiettivo di mandare a casa Prodi. Intanto fa sapere che Dini non è il solo insoddisfatto dall'esecutivo, ma ci sono anche "altri esponenti" del centrosinistra che ancora non hanno dimostrato in aula la loro "insoddisfazione"

Roma - Silvio Berlusconi continua a lavorare all’obiettivo di "mandare a casa questo governo come chiede l’80% degli italiani", e per farlo sta lavorando "a 360 gradi" per convincere alcuni senatori del centrosinistra a trasformare il loro "scontento" in un voto sfavorevole sulla manovra finanziaria. Chiuso nel suo quartier generale di Palazzo Grazioli, il leader di Forza Italia ha passato la giornata a fare telefonate e incontri con questo unico scopo: nell’orizzonte del Cavaliere - spiega chi ha avuto modo di parlare con lui in queste ore - non ci sono dunque solo Dini e i suoi due senatori, ma anche "altri esponenti" del centrosinistra che ancora non hanno dimostrato in aula la loro "insoddisfazione".

In ambienti di Fi del Senato, inoltre, si sostiene insistentemente che Dini sarebbe pronto, nella dichiarazione di voto finale sulla finanziaria, ad esplicitare una netta presa di distanza dal governo e dalla maggioranza di centrosinistra. Un’ipotesi confermata da autorevoli fonti azzurre a via del Plebiscito, ma che non soddisfa completamente Berlusconi. "Ha fatto 30, potrebbe fare benissimo 31", è stato il commento del Cavaliere, secondo quanto riferito da chi ha avuto modo di parlargli. Certo, si sostie in ambienti vicini all’ex premier, una simile dichiarazione - resa ufficiale dalla sede in cui viene pronunciata: l’aula del Senato - sarebbe considerata se non proprio una vittoria, almeno un buon risultato. "Sarebbe un pareggio", ha commentato un senatore azzurro.