Berlusconi: "Don Gianni, il consigliere che ascoltavo di più"

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Il capo del governo: &quot;Baget Bozzo era un mistico che portava il peso della
sua grandezza in un periodo storico spesso dominato dalla mediocrità&quot;. Il presidente del Senato Schifani: &quot;L'Italia perde un interprete profondo dei valori cristiani più
autentici&quot;. Franceschini: &quot;Intellettuale mai banale&quot;
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Milano - La scomparsa di Gianni Baget Bozzo lascia un vuoto nel panorama politico culturale del Paese. L'opinione è pressoché unanime. "È morto il nostro amatissimo don Gianni - dichiara commosso, in una nota, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi -.  L’amico, di grande tempra intellettuale e spirituale, che ha accompagnato, fin dai primi passi, la nostra avventura di popolo".  "L’incontro con Forza Italia - afferma Berlusconi - ha segnato ed attraversato gli ultimi, luminosi e fecondi vent’anni di vita di questo grande sacerdote, intellettuale e testimone del ’900 e della realtà contemporanea. Con la pietas del cristiano di fronte alle tragedie della storia. Pochi ricordano le sue avventure spirituali, le associazioni di fedeli che aveva guidato con rara sensibilità: don Gianni - prosegue il premier - era un mistico che portava il peso della sua grandezza in un periodo storico spesso dominato dalla mediocrità. Ma Gianni, il nostro Gianni, non era amaro con il mondo, che amava. Egli sperava contro ogni speranza".

"L'amico e consigliere che ascoltavo di più" "Mi mancherà l’amico, il confidente, il consigliere, che ascoltavo più di ogni altro e che sentivo aderire intimamente a tutti i miei pensieri e a tutte le mie intuizioni. D’ora in avanti - aggiunge il Cavaliere - mi mancherà per le scelte importanti da assumere in un tempo in cui il suo pensiero lucido, forte e profondo, sarebbe stato per me un conforto e un punto di riferimento fondamentale. Con la sua scomparsa avverto non solo un grande dolore ma anche un vuoto e una mancanza che sarà difficile colmare".

Franceschini: intellettuale mai banale "Con don Baget Bozzo scompare un intellettuale appassionato e mai banale. Spesso siamo stati su posizioni opposte, spesso i nostri giudizi sulla politica e sul modo di essere laici e cristiani impegnati nella storia, sono diventati terreno di polemica anche molto dura". Lo afferma il leader del Pd, Dario Franceschini. "Don Gianni - prosegue - ha attraversato stagioni diverse affrontando contraddizioni e incomprensioni ma non ha mai rinunciato alla sua libertà". 

Schifani: interprete dei valori cristiani "L’Italia e noi tutti abbiamo perso un interprete profondo dei valori cristiani più autentici che, con il suo pensiero acuto, ha contribuito in modo importante alla formazione della politica italiana della seconda Repubblica". È quanto si legge nel messaggio che il presidente del Senato Renato Schifani ha inviato ai famigliari del sacerdote scomparso. "Giurista e teologo, il suo forte amore per Dio e per l’uomo lo hanno spinto nel tempo a occuparsi attivamente di politica. Sono convinto - prosegue il messaggio di Schifani- che quanto fatto da Don Gianni, già esempio e modello per coloro che lo hanno amato e ascoltato con attenzione durante la sua vita, sarà da oggi patrimonio prezioso per tutti coloro che intendono mettere la propria esistenza al servizio del Paese".

Scajola: protagonista del dibattito sul rinnovamento "Don Gianni - ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola - è stato un amico e un maestro di cui ho sempre ammirato lo straordinario impegno teologico, pastorale e sociale nonché l’acuta intelligenza politica che ne ha fatto, dal dopoguerra ad oggi, uno dei protagonisti del dibattito sul rinnovamento delle nostre istituzioni democratiche".

Sacconi: perdiamo acuta intelligenza Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ricorda don Gianni per il suo "impegno civile" e per la sua "coerenza che nasce dall’autentica ricerca del bene comune". "L’Italia perde un’acuta intelligenza che a differenza di certi intellettuali egoisti e autoreferenziali si è sempre posta al servizio dell’interesse generale".

Bondi: dedichiamogli la scuola di Gubbio Dedicare a Don Gianni Baget Bozzo la prossima edizione della scuola di Formazione di Gubbio. È la proposta lanciata dal coordinatore nazionale del Pdl e ministro dei beni culturali Sandro Bondi.

Alfano: ha illuminato la politica "Oggi si è spenta una luce che, a lungo e con avvedutezza, ha illuminato la strada della ragion politica. Una mente straordinaria, un uomo e un sacerdote che ha lasciato il segno nel percorso del nostro Paese". Lo afferma in una nota il ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Cicchitto: da lui elaborazione di alto livello "Cattolico, socialista craxiano, con Forza Italia dal suo decollo, ha rappresentato per Berlusconi, per il centrodestra, per tutti noi - commenta Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl - una fonte inesauribile di provocazioni culturali, una grande originalità di pensiero. L’elaborazione di don Gianni - aggiunge - sempre di grande livello, non si è mai fermata nella normalità, ha sempre scandalizzato i burocrati di centrosinistra e di centrodestra. Come anni fa quella di Lucio Colletti, oggi la sua perdita crea un vuoto che non è possibile colmare".

Gasparri: "Sue idee essenziali per il Pdl" "Il suo contributo al dibattito politico e culturale italiano è stato essenziale". Lo afferma in una nota il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. "Decisivo - aggiunge - anche il suo costante apporto alla costruzione di una moderna formazione di centrodestra, che unisse vari percorsi e offrisse agli italiani una sintesi tra tradizione e modernità. Ricordo personalmente con particolare commozione Don Gianni, che non ci ha mai fatto mancare il suo consiglio, il suo stimolo e il suo apporto. I senatori del Pdl assumeranno iniziative perché il suo prezioso contributo di idee continui ad alimentare l’opera del Popolo della Libertà".

Parisi: la sua morte non interromperà confronto "Troppe sono le cose che ci hanno diviso, troppe quelle che ci hanno unito - commenta Arturo Parisi (Pd) -. Seppure su lati opposti dello stesso cammino lo abbiamo percorso assieme nella stessa direzione. Come forse nessun altro don Gianni Baget Bozzo ha seguito da oppositore, spesso graffiante sempre intelligente, la vicenda ulivista con la passione di chi la sapeva inscritta nella stessa dinamica e nello stesso orizzonte nel quale erano inscritti il suo progetto e la sua ossessione. Non sarà la morte ad interrompere il nostro confronto".

Burlando: non rinunciò mai ad esprimersi "Scompare un personaggio molto significativo per Genova e non solo per la nostra città. Un uomo che non ha mai rinunciato a dire schiettamente ciò che pensava. Una qualità che apprezzo anche se le idee possono essere state molto diverse": è quanto afferma il presidente della regione Claudio Burlando nell’esprimere il suo cordoglio per la morte. "Non conoscevo bene Baget Bozzo - prosegue Burlando - ma posso dire di avere avuto con lui in un’unica occasione, ma per me molto importante, un lungo colloquio. Fu quando una ventina di anni fa avanzai l’idea dell’Acquario a Genova, una proposta che fu accolta anche con molto sorrisi di sufficienza, mentre Baget Bozzo chiese di potermi parlare perché voleva capire che cosa significasse quella idea. Quando gliela esposi ebbe parole di comprensione e di incoraggiamento".

Quagliariello: "Passione politica vera" "Con don Gianni si spegne una passione politica autentica sorretta dalla forza del pensiero e da un’instancabile volontà di approfondimento intellettuale". Lo dichiara Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl. "Per tutta la vita - prosegue - Gianni Baget Bozzo ha lottato per ricercare per l’Italia una via che sfuggisse al connubio tra le ideologie del cattolicesimo sociale e del comunismo e nella quale la modernità e le radici della nostra identità potessero laicamente comporsi. Il Pdl è stato, nella sua visione, il frutto più maturo di questo percorso. Lui ne è stato un artefice attento e fino all’ultimo vi ha dedicato il suo impegno attraverso il consiglio, la discussione, lo stimolo".

Rotondi: "Un pezzo di storia del cattolicesimo" "Con Baget Bozzo se ne va un pezzo di storia del Novecento dei cattolici - commenta il ministro Gianfranco Rotondi -. Ha saldato la vicenda democristiana e il berlusconismo nella continuità di un progetto culturale. La sua penna ferma per sempre ci toglie un pezzo di futuro perché ci ha aiutato sempre a capire gli avvenimenti fino ancora ai giorni scorsi". 

Casini: intellettuale raffinato, politico controverso "Personalità acutissima, intellettuale raffinato, politico controverso, Baget Bozzo ha dato un contributo importante al dibattito politico-culturale del cattolicesimo italiano. A volte ne abbiamo condiviso le analisi, molto più spesso abbiamo dissentito da lui, ma sentiamo oggi un grande vuoto di intelligenza e di cultura". Lo afferma il leader dell’Unione di Centro, Pier Ferdinando Casini.

Cacciari: gli volevo bene "Volevo molto bene a don Gianni". Così il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, ricorda il prete-politico scomparso. "Lo avevo conosciuto in anni davvero appassionanti e tragici per il nostro Paese - prosegue Cacciari -, verso la fine degli anni Settanta. Lui aveva attraversato una interminabile sequenza di avventure politiche, culturali, ed esistenziali, dal primo dopoguerra nella Democrazia cristiana all'intensa collaborazione col cardinale Siri fino a un approdo quanto mai sofferto, complesso, e per certi versi contraddittorio, ai temi del Concilio".

Capezzone: non si arrese mai al cattocomunismo "L’Italia perde un intellettuale libero e coraggioso, capace di andare controcorrente rispetto al cosiddetto establishment politico-culturale". È il ricordo di Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. "Baget Bozzo ha saputo attraversare e contrastare stagioni culturalmente cupe, segnate da un cattocomunismo a cui non volle mai arrendersi, scegliendo e alimentando sempre un’alternativa culturale e politica nel segno della libertà: negli anni bui del compromesso storico Dc-Pci, camminando fianco a fianco con il riformismo di Bettino Craxi; negli anni della gioiosa macchina da guerra, scommettendo sulla rottura positiva incarnata da Silvio Berlusconi". "La sua - conclude - è una lezione di lucidità intellettuale e di coraggio civile, della quale bisognerà serbare a lungo la memoria".

Bobo Craxi: uomo d'intelligenza straordinaria "A mio padre Bettino e ai socialisti, don Gianni Baget Bozzo piaceva molto, perché nelle battaglie garibaldine era fondamentale avere un prete al nostro fianco. Don Gianni è stato un saggista straordinariamente intelligente, un uomo di fede e di cuore". Lo afferma Bobo Craxi, dirigente nazionale del Partito socialista.

Polledri: teneva in piedi la fiamma dei valori "Un sacerdote, un uomo di cultura, una mente arguta, con il gusto per l’approfondimento per il paradosso e per la polemica costruttiva". Così il deputato della Lega Nord Massimo Polledri, ricorda il sacerdote scomparso. "Era un uomo che amava le verità - aggiunge il parlamentare del Carroccio - ma anche l’amicizia, un conservatore nel senso più costruttivo, teneva in piedi la fiamma dei valori e non le ceneri del passato. Baget Bozzo aveva dato più volte le linee non del politicamente corretto sterile e fine a se stesso, ma -conclude Polledri- la misura di quello per cui vale la pena fare politica e magari anche vivere".