Berlusconi: "E' crisi, governo finito"

Il Cavaliere sull'ex Guardasigilli: "Quello che ha detto ieri, cioé che esistono pacchetti di mischia autoreferenziali nella magistratura, lo dico da 14 anni. Nel nuovo partito? Possono starci tutti quelli di cui la gente ha fiducia"

Roma - La porta è aperta. "Clemente Mastella nel Pdl? Non sono io a doverlo accogliere, è la gente. In questo partito possono starci tutti quelli di cui la gente ha fiducia". Lo dice Silvio Berlusconi, rispondendo ad una domanda dei giornalisti su un eventuale approdo del leader dell’Udeur Clemente Mastella nel Partito delle libertà. Poi il Cavaliere elogia il discorso rivolta ai magistrati dall'ormai ex Guardasigilli: "Devo dire però che ho trovato molto efficaci le parole di Mastella del suo intervento a Matrix di ieri sera - prosegue - durante il quale ha detto sui giudici cose che io dico da 14 anni. Esistono pacchetti di mischia di magistrati autoreferenziali, che non sono bracci operativi, ma sono autonomi dalla sinistra". Quindi Berlusconi, a Montecitorio, commenta anche la decidione di appoggio esterno annunciato dall’Udeur di Clemente Mastella al governo: "Non sta in piedi. La politica del governo - aggiunge il Cavaliere - è opposta a quella che Mastella ha enunciato ieri in aula".

Governo finito "Anche lei, signor presidente del consiglio, ha delle grandi responsabilità. Deve prendere atto che l’esperienza di questo governo è finita, non tanto per le sue responsabilità personali, quanto per il fallimento di una alleanza politica divisa da posizioni politiche e programmatiche insanabili". È questo uno dei passaggi del discorso che il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, avrebbe dovuto pronunciare nel dibattito in aula a Montecitorio sul caso Mastella, ma non ha fatto perché arrivato in ritardo. È stato lo stesso Cavaliere a distribuire il testo ai cronisti a Montecitorio. "Resistendo ad ogni costo - prosegue il testo distribuito dal Cavaliere - farebbe un danno all’Italia e ridurrebbe la sua figura politica alla semplice difesa della sua personale posizione di potere, che ormai è invisa alla stragrande maggioranza del Paese. Quello che le chiedo - prosegue il testo scritto dall’ex premier - signor presidente, e che chiediamo anche al paese, è di prendere atto della crisi del suo governo e di contribuire ad aprire una fase nuova nella politica del nostro Paese nell’interesse di tutti".

Prodi non dura "Vedo molto difficile che questo possa continuare visto che nel governo ci sono ministri che l’hanno attaccato in modo violento, come ha fatto ad esempio Di Pietro pubblicamente". Dunque la sorte del governo appesa ad un filo? "Non la sorte del governo - ha risposto il leader di Forza Italia - ma quella dell’Italia, cui questo governo ha già fatto molto male". Quanto all’interim del premier Romano Prodi al ministero della Giustizia, il Cavaliere ha commentato: "È una soluzione di ripiego, credo che confidi troppo ottimisticamente nei tempi della giustizia italiana. Comunque, auguri".

E' politica "Ho solo letto i giornali, ma non mi risulta nulla che possa essere indicato come un reato". Continua il leader di Forza Italia sottolineando che quanto viene imputato a Clemente Mastella "è la vita politica di tutti i giorni. E' la normalità della politica: tutti in parlamento dovremmo essere sotto processo se questo fosse reato" aggiunge Berlusconi.