"Berlusconi e Fini? 16 milioni di voti: hanno già vinto loro"

Il sondaggista Nicola Piepoli: "La somma di An e Forza Italia dà 40%. Veltroni fermo al 30". E ancora: "Vedo debole l'Udc. Casini è attestato al 5%, paga la mancata chiarezza"

Roma - «Il centrodestra ha vinto».

Professor Piepoli, allo stato attuale Berlusconi avrebbe vinto?
«Non avrebbe, ha».

Tutte le novità di questi giorni (Veltroni che corre da solo, Forza Italia e An in lista insieme) non cambiano niente?
«Partiamo dal dato di oggi: la somma di An e Forza Italia è 40 per cento, 16 milioni di voti. Con questo tipo di configurazione politica, Berlusconi ha vinto le elezioni».

La lista unica di centrodestra non penalizza i due partiti?
«Non muta nulla. I voti non si muovono, non si inventano. Per ora sono semplicemente trascinati. Stiamo votando con la peggiore legge elettorale, e la gente si aggrappa ai partiti».

L’azzardo di Veltroni non lo ripagherà?
«Il Pd è al 30%, 12 milioni di voti. Siamo a 16 milioni per il centrodestra berlusconiano-finiano contro 12 milioni del centrosinistra veltroniano».

Da qui ad aprile nessuna variazione?
«Ci potrebbe essere un 6% di voti portato al nuovo partito se ipoteticamente fosse sponsorizzato dalla Chiesa cattolica, ma non si espone la Chiesa e non si espone il nuovo partito».

E l’Udc?
«L’Udc è un po’ debole, soprattutto con questa configurazione di nuovo conio che è la Rosa Bianca, che prenderà voti non sappiamo ancora precisamente a chi. Dopo la conferenza stampa d’esordio, le ricerche le danno un minimo di 400mila voti, 1%».

È bastata l’idea di Baccini per indebolire il partito di Casini?
«Credo che l’Udc paghi la mancata chiarezza».

Che percentuale ha?
«Un 6% scarso. Ma è prevedibile una crescita della Rosa Bianca».

Veltroni da una parte e Berlusconi dall’altra si sono mossi con chiarezza.
«E la gente lo apprezza. In questo momento se dico chiaramente quello che voglio la gente mi segue di più».

Fino a che punto il Pd si rafforzerà correndo da solo?
«Il Pd sta salendo lentamente, è in assestamento al 30%. Ma il centrodestra ha vinto. Certo tutto è possibile: può darsi che ci sia un improvviso crollo, non so, se Fini viene trovato a rubare la marmellata. Le rotture di trend sono difficili, non le ho quasi mai viste».

Quasi...
«La più grossa fu la discesa della Dc alla fine degli anni ’80, ma fu graduale. Qui ci sono due mesi davanti. Ma cosa sono due mesi? Sono già passati. Se non dovesse andare come prevedo, sarebbe una delle più grandi meraviglie della mia vita».

E nel 2006 non si è meravigliato?
«Sì, per come ha vinto la sinistra, ma alla fine ha vinto».

Bertinotti come se la caverà?
«Bertinotti avrà il 10%, 4 milioni di voti».

Cosa dicono invece i sondaggi sulle macroaree destra-sinistra?
«È un assetto che non c’è, comunque anche in questo caso abbiamo centrodestra al 55 e centrosinistra al 45, in cui il centro è considerato destra».

Clemente Mastella ha variato i suoi consensi dopo le vicende giudiziarie della moglie?
«Mastella è un’area territoriale di 800 chilometri quadrati. È forte in quel territorio. Ma l’Italia è fatta di 304mila chilometri quadrati».

E Di Pietro?
«Ha detto che va con Veltroni, è un 2% di voti che passano dalla Cosa Rossa al Pd. Per avere un assetto più definito bisogna aspettare un mese.

Ma il risultato delle elezioni secondo lei è scontato comunque?
«Banale».

Ci annoieremo?
«No che non ci annoieremo, le serate elettorali sono comunque divertentissime».