Berlusconi e Fini: uniti al voto Casini: "Il Pdl non ci interessa"

Alle urne con il <strong><a href="/a.pic1?ID=239905">Popolo della libertà</a></strong>.<strong> </strong>Il leader azzurro: &quot;Correremo con tutti quelli che vorranno stare con noi&quot;. Il leader di An: &quot;Svolta storica, i centristi si uniscano a noi&quot;. I piccoli dicono sì, c'è anche Dini. Federazione con la<strong> <a href="/a.pic1?ID=239698">Lega</a></strong>. Il leader dell'Udc: &quot;No all'imposizione del partito unico&quot;. <a href="http://blog.ilgiornale.it/taliani" target="_blank"><strong><font color="#ff6600">Commenta</font></strong></a> sul blog di <em>Alberto Taliani</em>

Roma - La campagna elettorale entra nel vivo. E Silvio Berlusconi rompe ogni indugio: "La lista con cui ci presenteremo? Comprenderà Forza Italia, An e tutti coloro che ci staranno - rivela il Cavaliere -. Un movimento grande, importante, che unisce tutti i cittadini italiani che non si riconoscono nella sinistra e che condividono i valori della libertà. I nostri elettori vogliono restare uniti". Il Cavaliere, dunque, dice addio ai simboli di Forza Italia e An e annuncia un accordo con Fini per dare vita ad una lista unica, federata con la Lega, che avrà il simbolo del Popolo della libertà.

Casini "L’imposizione di un partito unico rispondente ad una estemporanea operazione elettorale non ci interessa oggi come non ci interessava ieri". Così Pier Ferdinando Casini ha bocciato da Bologna l’ipotesi della lista unica lanciata. "Se la scelta di Berlusconi e Fini impedirà una nuova alleanza per il governo del Paese, ci presenteremo autonomamente, parlando agli italiani un linguaggio di verità e responsabilità". Il leader dell'Udc, però, non esclude la possibilità di una federazione con il Pdl: "E' una possibilità concreta a cui siamo disponibili".

La risposta del Cavaliere "Io spero che aderiscano, ma se l’Udc non aderisce noi andremo avanti ugualmente". Lo ha detto il presidente di Forza Italia conversando con i giornalisti al Plebiscito. "Nessuno può negare che siamo alleati - ha detto Berlusconi - ma non nella stessa coalizione. Per questo possono presentarsi da soli e poi in parlamento, quindi, potremo naturalmente trovare un accordo per farli entrare nell’alleanza". Per Berlusconi "l’Udc non può fare come la Lega che è un partito territoriale e che, come sul modello della Bavaria, credo si presenterà soltanto in certe regioni".

Fini: "D'accordo con Berlusconi" "Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo delle libertà, una unica voce in parlamento". Gianfranco Fini dopo un vertice di tre ore e mezza a Palazzo Grazioli con Berlusconi conferma la nascita della lista del Popolo delle libertà. "Abbiamo sempre sostenuto che tutti gli elettori del centrodestra sono animati da una spinta unitaria maggiore di quella degli eletti dei partiti. Il 13 aprile nascerà nelle urne un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Ppe, mi auguro che gli amici dell'Udc si uniscano a noi".

La Lega Per il capogruppo della Lega al Senato, Roberto Castelli, il Pdl "sembra una cosa positiva. Noi siamo alleati ma restiamo fuori con il nostro simbolo. Ritengo che le odirne dichiarazioni di Berlusconi risolvono definitivamente la questione delle alleanze".

Il sì di Dini Lamberto dini fa il salto nel Pdl. "La forte accelerazione impressa da Silvio Berlusconi, con la nascita della lista del Popolo della Libertà, segna un passo decisivo nella direzione di mettere fine alla frammentazione nel sistema dei partiti. Si intraprende con coraggio la via di una proposta elettorale basata su una forte coesione programmatica e organizzativa. Nel momento in cui con l’apertura al dialogo fra i due poli vediamo avvicinarsi la realizzazione di quanto da noi auspicato, noi Liberaldemocratici annunciamo la piena adesione al nuovo soggetto; pronti a contribuire alla nuova proposta politica, con i contenuti liberaldemocratici a noi propri".

Giovanardi "Apprezziamo la coerenza e la determinazione con la quale Berlusconi concretizza l'entusiasmante prospettiva di dar vita in Italia al grande partito dei moderati italiani, superando divisioni e distinguo ormai incomprensibili agli occhi degli elettori". Lo afferma in una nota Carlo Giovanardi, che aggiunge: "Noi Popolari liberali siamo usciti dall'Udc, non certo per dar vita all'ennesimo partitino di cui nessun elettore sente il bisogno, ma per concorrere, sin dal'inizio, a costruire questo grande progetto".

Capezzone L’annuncio di Berlusconi "è davvero importantissimo". Lo sottolinea l’ex Radicale Daniele Capezzone, promotore del network Decidere.net, che aggiunge: "Mi pare assai positivo che larghissimi settori della Cdl convergano nel nuovo progetto del Popolo della Libertà, e offrano così una coesa proposta di governo agli elettori. A questo punto, quella che si apre può addirittura assumere i connotati di una campagna elettorale storica".