Berlusconi e i leader Cdl: "Emergenza democratica, vano l'appello di Napolitano"

Roma - «La destituzione del generale Speciale da parte del governo è una gravissima prevaricazione e rappresenta un’autentica emergenza democratica che vanifica anche l’appello al dialogo rivolto proprio oggi dal capo dello Stato. E questo alla vigilia della Festa della Repubblica, che è la Giornata delle Forze armate. Di Fronte a questo fatto, che è di inaudita gravità e senza precedenti nella storia della Repubblica, tutta l’opposizione reagirà con assoluta fermezza». È quanto si legge in una nota congiunta di Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Lorenzo Cesa, Umberto Bossi, a commento dell’esito della vicenda Visco.

Bondi: "Deriva autoritaria" «Il governo ha rimosso il comandante generale della Guardia di Finanza colpevole solo di aver tutelato le sue prerogative istituzionali e la dignità delle Fiamme Gialle dalle illegittime interferenze del viceministro Visco. Siamo nel pieno di una grave emergenza democratica». Ha dichiarato il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi, in Toscana per impegni elettorali, riferendosi al caso Visco. «Non posso credere - ha aggiunto - che non ci siano più in questo Paese istituzioni indipendenti in grado di arrestare questa deriva autoritaria di un governo irresponsabile».

Cicchitto: "Autentico colpo di mano" «Ci troviamo di fronte ad un autentico colpo di mano di straordinaria gravità - dichiara il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto - da parte di un governo senza dignità e serietà, che invece di far dimettere un viceministro che ha cercato di manipolare i vertici della Guardia di Finanza, sostituisce il generale Speciale che ha dimostrato grande dignità e autonomia. Si dimostra che questo governo senza consenso nel Paese sta anche diventando pericoloso sul terreno democratico». Lo dichiara Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia.

Calderoli: "Quando la gente sarà al mare riavrà la delega" Se è vero che Padoa-Schioppa ha chiesto le dimissioni di Speciale, allora si passa di livello. Non solo il ministro del Tesoro ma tutto il governo si mette in mezzo e sarà in discussione mercoledì al Senato». Lo afferma il senatore Roberto Calderoli della Lega Nord. «Il giochino della maggioranza - prosegue - peraltro ben anticipato dai retroscena dei giornali, esce allo scoperto: vogliono silurare il generale Speciale, sospendere la sola delega al coordinamento della Guardia di Finanza a Visco per poi restituirgliela, magari già da fine luglio, quando la gente è al mare».

Volontè: "Dispotismo della maggioranza" «Rimettendo le deleghe sulla Guardia di Finanza, Visco conferma le sue indebite pressioni e la sua inconciliabilità con la permanenza al Governo. L’immoralità dell’Esecutivo di Prodi si giudica ancora una volta dalla vendetta che emerge dal trasloco forzoso che si è voluto attuale verso il Generale Speciale, colpevole solo di aver servito lo Stato». È quanto afferma Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera. «Con questo vergognoso arrocco - prosegue l’esponente centrista - il Governo Prodi viola esplicitamente non solo ogni pudore istituzionale ma anche il dovere di rispetto nei confronti del popolo italiano. In una democrazia occidentale - conclude Volontè - ciò che oggi ha compiuto il Governo nei confronti del Generale Speciale, dopo l’ammissione delle ingerenze di Visco, si chiama ’dispotismo della maggioranzà, che modifica gli equilibri della Polizia di Stato in funzione del suo esclusivo tornaconto».

Alemanno: "Vergogna per il Paese" «È una vergogna che il governo Prodi per far pagare a Visco le sue colpe abbia sacrificato una persona onesta e corretta come il generale Speciale». È quanto dichiara Gianni Alemanno, di Alleanza Nazionale. «Quella praticata - prosegue Alemanno - è una logica ipocrita degna della peggiore partitocrazia che punisce il coraggio e la dedizione dei servitori dello Stato. Tutti coloro che oggi portano la divisa e servono lealmente le istituzioni sanno ancora di più di che pasta è fatto il governo Prodi».

Cossiga: "Presto la delega tornerà a Visco" «Non appena il nuovo comandante generale della Gdf avrà giurato saranno, come concordato, tutte le deleghe comprese quella relativa alla Finanza, all’amico Visco». Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, secondo cui quella trovata dal Consiglio dei ministri «è la soluzione all’italiana che avevo già previsto da circa una settimana in tutti i suoi particolari».