Berlusconi e il Milan, vent’anni in una notte

Festa a San Siro, sfida col Barcellona. Davanti al premier e ai rossoneri del mito: da Gullit a Savicevic, da Papin a Weah

da Milano

Vent'anni in una sera, nel segno di Silvio Berlusconi. Il ventennio in rossonero del presidente-patron Silvio vedrà questa sera a San Siro la sua celebrazione ufficiale in coincidenza con la partita d'addio al calcio di Demetrio Albertini, contro il Barcellona. Per l'occasione, prima a San Siro, poi in una festa privata allestita nel vicino Ippodromo, sfileranno intorno a campo, torta e candeline, i volti degli ultimi vent'anni di Milan, i primi targati Berlusconi.
Nel segno dell'amarcord, accanto a Berlusconi, proprietario del Milan dal 13 febbraio 1986 e presidente dal 24 marzo successivo, si raccoglieranno per l'illustre compleanno i campioni più rappresentativi del ventennio, e gli amici più cari del presidente. Per una serata tra bordocampo e terreno di gioco torneranno a San Siro il trio olandese Gullit-Rijkaard-Van Basten e il duo serbo-croato Savicevic-Boban; le frecce franco-liberiane Papin-Weah e la mitica linea difensiva Tassotti-Costacurta-Baresi-Maldini con Filippo Galli in appoggio; il centrocampo più roccioso che, con l'asse Ancelotti-Rijkaard, la recente storia rossonera abbia potuto vantare e i finalizzatori più continui come Virdis, Simone e Massaro.
Insomma, un amarcord in piena regola in nome di un compagno rispettato da tutti e di un presidente comune, Silvio Berlusconi. L’occasione è l’addio di uno dei moschettieri del centrocampo del Milan, un ragazzo umile e decisivo, quel Demetrio Albertini capace per anni di macinare chilometri e di essere intelligente metronomo di una squadra di fenomeni. Un giocatore che, come profetizzò un giorno lo stesso Berlusconi, potrebbe avere una carriera ancor più brillante come allenatore.
«Demetrio dà l'addio troppo presto - ha commentato ieri a Milanello Paolo Maldini -. Io sono più vecchio di lui ma non ho intenzione di mollare. Però capisco la sua scelta e per questo è giusto festeggiarlo. Con Demetrio ho condiviso tanti momenti, anche delicati, sia nel Milan che in Nazionale. Non so se si commuoverà, non mi sembra uno dalle lacrime facili. Però al momento dell'addio ho visto commuoversi anche uomini di ghiaccio come Marco Van Basten. Quindi...».
Quindi, comunque vada, lacrime o no, sarà festa. Una festa che vedrà in campo gemme assolute del calcio contemporaneo come i palloni d'oro Andrji Shevchenko e Ronaldinho, due che da soli valgono la spesa del biglietto. A dare loro indicazioni dalla panchina, poi, tecnici che a loro volta hanno fatto la recente storia non solo del Milan, ma del mondo del pallone: Arrigo Sacchi, Fabio Capello, Carlo Ancelotti e Johann Cruijff. Gli interisti obiettano che mancano Terim e Tabarez, ma non si può avere tutto.
Dalla festa in campo, con un Milan-Barcellona che potrebbe addirittura essere il preludio della semifinale di Champions League 2006, alla festa all'Ippodromo, dove il protagonista assoluto sarà il presidente di questi vent'anni in rossonero. Silvio Berlusconi ha voluto intorno a sé oltre ai suoi giocatori, i suoi più vicini compagni d’avventura al Milan come il fratello Paolo e il figlio Piersilvio. E gli amici. Attesi tra gli altri Fedele Confalonieri, Giancarlo Foscale, Emilio Fede. In prima fila anche Adriano Galliani, memoria storica del Milan stellare, protagonista di ieri e di oggi, simbolo della continuità rossonera.
Il premier arriva a Milano subito dopo il faccia a faccia televisivo con Romano Prodi. Per lui oggi sarà solo festa. A San Siro, naturalmente.