Berlusconi: "Elettori nauseati dalla sinistra senza ideali"

Il Cavaliere: "La gente prova rigetto e distacco dalla politica. Il voto può essere determinante per lo scioglimento anticipato della legislatura". E sulla sua salute: "Ero solo stanco. Resterò fino all'esaurimento delle forze"

Piacenza - «Gli elettori, gli italiani sono nauseati da questa sinistra. Perché questa sinistra è in crisi, non ha più ideali. Lo spettacolo che stanno dando al Paese, così come le solite facce che sfilano davanti alle telecamere in tv, hanno fatto e fanno allontanare molti italiani dalla politica, provocano distacco e rigetto. Ma non tutta la politica è in crisi. Quelli vuoti, quelli senza idee sono loro, quelli della sinistra. Non hanno più niente in cui credere. Noi invece abbiamo progetti, abbiamo entusiasmo e questa piazza, il calore di questa piazza lo dimostra».
Già, il calore. Quando, alle 18.20, Silvio Berlusconi attacca a parlare, in piazza Cavalli a Piacenza, la colonnina del mercurio segna 39 gradi. E la folla, cinquemila persone, che si accalcano nel cuore della città, sono l’ennesimo attentato al cuore disidratato di superSilvio. Che, tanto per esorcizzare il malore dell’altro giorno, che l’ha costretto a rivedere il suo tour elettorale, lancia il suo sasso nello stagno dei profeti di sventura: «Qui fa caldo, molto caldo, speriamo che qualcuno non svenga».
Poi, caldo o non caldo, mentre ammolla la prima di un’infinità di pacche sulle spalle al candidato sindaco della Casa delle libertà, Dario Squeri (d’altra parte è venuto qui per sostenerlo), il Cavaliere parte subito lancia in resta: «I sondaggi, quelli veri, non quegli degli istituti vicino alla sinistra, ci danno al 56-57 per cento: ciò significa che, se si andasse a votare adesso, anche con questa legge elettorale, tanto contestata dalla sinistra, la nostra coalizione stravincerebbe. Quelle del prossimo weekend sono elezioni amministrative. Ma se le indicazioni che sono arrivate dal Molise e dalla Sicilia, se le anticipazioni dei sondaggi trovassero un’ulteriore conferma, ebbene al governo Prodi arriverebbe un bel segnale. Un voto netto di 12 milioni di italiani, tanti sono interessati a queste amministrative, può essere determinante per chiedere di andare a nuove elezioni prima della fine della legislatura. Per dare un segnale di fine corsa al governo di questa sinistra».
Applausi, cori e bandiere di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega che sventolano e arrivano, provvidenzialmente, a muovere l’aria nel catino dei bollori sotto il palco.
Nemmeno il tempo di riprendere fiato e Berlusconi, che alla fine, a conti fatti, avrà parlato per cinquanta minuti filati ribadisce il concetto: «Mi piacerebbe, perché no, che questo avviso di fine corsa a Prodi partisse proprio da Piacenza, nella rossa Emilia Romagna. Quindi datevi una mossa perché ci resta poco tempo in questa campagna elettorale. Ognuno di voi convinca amici o parenti che ancora non fossero convinti. Andate a casa e attaccatevi al telefono, vi do il permesso di chiamare anche vecchie fidanzate e vecchi fidanzati: per la libertà si può fare questo e altro. Avrei voluto portare con me uno spadone e metterlo sulla spalla destra di ciascuno di voi (destra ho detto perché su quella di sinistra non ci riuscirei), e nominarvi tutti missionari di libertà. Dobbiamo reagire tutti insieme a questo strapotere di una sinistra senza ideali».
E, a proposito di spade, ecco un altro affondo dell’ex premier: «Il governo Prodi, che è un governo contro gli italiani, un governo che crede che il risparmio degli italiani sia un privilegio e che quindi bisogna tassarlo, spera di cavarsela, spera di guadagnare voti e consensi spalancando le porte agli immigrati. Gli immigrati possono essere una risorsa purché vengano qui con un lavoro. In quel caso diamo loro la casa e l’assistenza. Se si fa entrare chiunque, gli irregolari, quando va bene, si rifugiano nel lavoro nero, altrimenti nella criminalità. Per questo bisogna ritornare alla nostra politica: controllo da parte delle forze dell’ordine e delle questure, accordi con i Paesi rivieraschi. Fare il contrario cioè di quello che vuole questa sinistra che vuol cancellare la nostra legge che aveva ridotto del 51 per cento l’immigrazione clandestina. Il centrosinistra non ha scelta: deve tornare alla politica sull’immigrazione del governo Berlusconi». Un accenno al tesoretto fiscale: «Vada alla riduzione delle tasse, non alle dispense dei ministeri per alimentare le loro clientele».
Poi, prima di scendere dal palco stringendo la mano al candidato sindaco della Cdl, aggiunge: «Vedete Squeri (ex presidente della Provincia della Margherita che tre anni fa è passato al centrodestra, ndr), è stato buon profeta perché si è accorto in tempo che con questa sinistra, con una sinistra ormai ostaggio della sua parte antagonista, che si dichiara ancora comunista e che porta il simbolo del terrore e della morte, la falce e il martello, non si può far politica, non si può lavorare».
È tardi. Bisogna cedere il palco e la piazza a Veltroni che sta per arrivare. Ma Berlusconi, a dispetto dei consigli dei medici, non rinuncia a una breve passeggiata in centro per stringere mani e soffermarsi a scambiare qualche parola con il popolo degli azzurri convenuti in piazza Cavalli per incontrarlo. Prima di congedarsi una rassicurazione. «Sto bene, hanno esagerato tutti, ero solo disidratato e stanco; oggi ho bevuto. Si suda, ma sto bene. Resterò fino all’esaurimento delle forze». Come dire: arrivederci al prossimo match.