Berlusconi: "Falso recupero del Pd. Noi in testa di 10 punti"

Il Cavaliere: &quot;Solito modo di fare campagna elettorale: si accreditano i sondaggi sbagliati&quot;. Intanto <strong><a href="/a.pic1?ID=243930">il Pdl prepara la squadra</a></strong> 

Roma - Il recupero del Partito democratico nei sondaggi elettorali è un «artefatto». Silvio Berlusconi, leader del Pdl, ha rintuzzato la propaganda del Pd e, dati alla mano, nel corso di un’intervista al Tg 4 di Emilio Fede ha replicato alle dichiarazioni ottimistiche dei veltroniani. L’ex premier ha rotto gli indugi pure nei confronti di Pier Ferdinando Casini affermando che un voto all’Udc è un voto per Veltroni.

«Hanno ricominciato a usare le armi che hanno sempre usato nelle campagne elettorali», ha esordito Berlusconi riferendosi alle tattiche utilizzate dal centrosinistra. «Per esempio - ha aggiunto - hanno cominciato a diffondere sondaggi artefatti, non veritieri. Questa mattina (ieri; ndr) hanno detto che il vantaggio del Popolo della libertà è sceso al 6%, mentre tutti i sondaggi di cui noi disponiamo, che sono quelli veritieri, dimostrano che il nostro vantaggio è rimasto da tre settimane stabile al 10 per cento».

E qui il coup de théâtre. Berlusconi ha diffuso i risultati dell’ultima indagine effettuata da Euromedia Research, «l’azienda che opera secondo i sistemi dei Democratici americani». Il Cavaliere ha annunciato: «Noi siamo al 46,4%, il Partito democratico è al 36,4. All’Udc danno il 6%, a noi risulta il 3,8». Insomma, si è trattato di una replica berlusconiana alla campagna di disinformatija targata democrat. «Credo questo sia un modo scorretto di portare avanti l’informazione elettorale», ha sottolineato il Cavaliere.

Ma il candidato premier non è stato tenero neanche nei confronti degli ex alleati guidati da Pier Ferdinando Casini. «L’Udc - ha ricordato Berlusconi - è rimasta fuori da questo grande progetto politico del Pdl che corrisponde alla volontà dei cittadini» che desiderano un centrodestra compatto e coeso. L’ex presidente della Camera «ha operato una scelta sbagliata: molti dirigenti Udc sono passati con noi e riteniamo che saranno moltissimi che voteranno per noi». In particolare, ha ricordato Berlusconi, «alcuni di questi dirigenti hanno detto in maniera chiara che non vogliono lavorare per far vincere Veltroni».

In un quadro politico, sicuramente più semplificato, e con le risultanze dei sondaggi dalle quali emergono intenzioni di voto polarizzate, la scelta è quindi obbligata. «Un voto a un piccolo partito come l’Udc - ha rilevato - non è solo un voto inutile, disperso, gettato, è un voto per Veltroni perché diminuisce i voti del Pdl che rappresenta in questo momento tutti gli elettori del centrodestra, tutti gli uomini e le donne libere che amano la libertà e che vogliono restare liberi». Il vero centro, quindi, è il Popolo della libertà.
Silvio Berlusconi, nel corso dell’intervista, si è soffermato anche su altri aspetti riguardanti la campagna di disinformazione che ha come obiettivo la propria parte politica. In primo luogo, per quanto riguarda le candidature. «Hanno diffuso notizie infondate - ha osservato -, addirittura quella della signora Yespica che non ha nemmeno la cittadinanza». Per il leader del Pdl, tale stato di cose ha distolto l’attenzione dalle candidature «vere», quali quella di Eugenia Roccella. Fiamma Nirenstein, l’ex governatore di Nassirya Barbara Contini e del generale Roberto Speciale. «Nessuna notizia sui nostri candidati, ma notizie false su persone che non abbiamo mai voluto candidare».

In secondo luogo, Berlusconi ha voluto chiarire la sua opinione sulla possibilità di un governo di grande coalizione dopo le elezioni. «Anche qui - ha detto - prima ti attribuiscono cose che non hai detto, sei costretto a precisare e poi scrivono che fai retromarcia». A questo proposito, il Cavaliere ha ricordato come, intervistato a Matrix da Enrico Mentana, su quella che ha definito «un’ipotesi di scuola che non è nei fatti», abbia risposto che si sarebbe comportato come nelle passate elezioni quando «di fronte a un sostanziale pareggio offrii all’altra parte di condividere la responsabilità del governo». Alla prossima tornata, Berlusconi ne è convinto, «vinceremo con una vasta maggioranza e quindi avremo il dovere di governare senza nessuna grande coalizione».

L’ipotesi-pareggio dovrebbe essere scongiurata anche dal diverso modo di affrontare la consultazione nella circoscrizione estero. «Questa volta non potranno esserci equivoci: tutti gli italiani che non si riconoscono nella sinistra potranno votare per il grande movimento dei moderati che si è costituito sotto le insegne del Pdl», ha scritto in una lettera-appello indirizzata ai residenti fuori dai confini nazionali preannunciando una lista unica. L’obiettivo è chiaro e consiste nel lasciarsi alle spalle «l’eredità tremenda» del governo Prodi: «Più insicurezza, più povertà, più paura per il futuro».