Berlusconi: "Fango sul mio governo ma non riusciranno a fermarmi"

Il premier: "Patto scellerato
tra riformisti e giustizialisti, certa
magistratura vuole sovvertire
il voto. Ma il ’94 non si ripeterà. "Non ho bisogno
di nuove norme,
nei processi mi sono
sempre difeso". Poi aggiunge: "Lavoro eccezionale
a Palazzo Chigi,
i sondaggi
ci danno in crescita"

Vincenzo La Manna

Roma -  Il governo non si fa «impressionare» dagli attacchi di «certa magistratura » che intende «sovvertire il voto popolare». E nonostante «i pettegolezzi senza fondamento», i sondaggi «ci premiano» e «continua a crescere la fiducia degli italiani». Silvio Berlusconi scandisce il concetto a voce ferma. E una volta per tutte intende chiarire. «Rinuncio» a qualsiasi vantaggio di legge, alla «salva-premier» per capirci. Insomma, non si fugge dai processi. Anche perché, nonostante il «patto scellerato» tra la sinistra riformista e «l’ala giacobina e giustizialista» di chi «propugna il dominio della magistratura sullo Stato» - scriverà in seguito - il premier «si salva da solo», grazie alla sua credibilità.

Il presidente del Consiglio va di nuovo all’attacco, convinto com’è che va «assolutamente fermata la deriva giustizialista» che si sta propagando nel Paese. E lo fa in due fasi. Prima convoca i giornalisti a palazzo Chigi per difendere a spada tratta il suo esecutivo. Poi mette tutto nero su bianco in un messaggio inviato ai giovani di Forza Italia e della Pdl riuniti a Napoli. È un premier «condottiero » quello che, in tarda mattinata, irrompe in sala stampa, al termine del Cdm, seguito a ruota da ben sette ministri, per illustrare le iniziative portate avanti nei primi due mesi di attività. Ma si capisce subito che il Cavaliere avrebbe presto cambiato marcia, alzando via via il tiro.

E così, ribadisce di essere «soddisfatto» per il «lavoro eccezionale» svolto da chi siede in Consiglio dei ministri. Poi annuncia una conferenza programmatica da sviluppare in cento città italiane e la dislocazione di gazebo per spiegare ai cittadini, ogni fine settimana, quanto prodotto e «ascoltare le loro opinioni». Una necessità impellente, spiega, dato che «sulla stampa si vede un panorama completamente diverso» rispetto al reale. Dove «l’attenzione», purtroppo, «si concentra su fatti che nulla hanno a che vedere con il programma di governo», portando invece «in primo piano l’attacco continuo di certa magistratura a chi deve governare, scelto dal Paese», con l’intenzione di «sovvertire il voto popolare».

Un fendente preciso, lanciato dal Cavaliere, che avverte: «Non ci lasceremo impressionare». Anche perché, «abbiamo una vasta esperienza in proposito», e se «il tentativo di farmi fuori nel ’94 ha funzionato», con «accuse fasulle inventate contro di me», nel 2008, «è destinato a fallire». Tanto che, «nonostante il fango che ci viene gettato addosso», il consenso nei confronti del governo e del premier «nell’ultima settimana, stando ai sondaggi, è cresciuto dello 0,3%». Berlusconi non molla la presa e interviene anche sulle aspre polemiche che da settimane vanno avanti sulla cosiddetta norma salvapremier. E a scanso di ulteriori equivoci rimarca: «Rinuncio assolutamente a qualsiasi vantaggio, non ho bisogno di nuove norme e nei processi mi sono sempre difeso». Dai quali, tra l’altro, ho avuto sempre «assoluzioni totali». Tra l’altro, «non si tratta di norme salvapremier», semmai di «norme salvatutti». E «il premier», in ogni caso, «si salva da solo per il suo grado di credibilità».

L’incontro con i giornalisti prosegue, e in tre quarti d’ora i temi si accavallano. E Berlusconi, che sottolinea di non voler più «acuire» la polemica sulla giustizia «al di là di quanto sia produttivo per tutti», ne approfitta per sottolineare la bontà del piano triennale di finanza pubblica, che definisce un’autentica «rivoluzione nel sistema delle finanziarie». Ma anche per annunciare la fine oramai prossimadell’emergenza rifiuti in Campania. «Nei prossimi 15 giorni li rimuoveremo completamente dalle strade - assicura - e dal 20 luglio non ci saranno quindi più giacenze» nell’intera regione».

Insomma, Berlusconi a tutto tondo che, prima di abbandonare la scena, ne approfitta per ricordare che di lì a poche ore volerà in Giappone, per partecipare al G8 «come membro anziano», cercando di «portare il contributo del nostro Paese ai problemi del mondo». Presenziando quindi ad un summit che «si occuperà di temi importanti, che fanno vedere come piccole cose da cortile tutte le situazioni che invece invadono le pagine dei nostri provincialissimi giornali». Cari giornalisti, conclude, «auguri...».