Berlusconi: «Faremo il miracolo»

«Regaleremo all’Italia un’aviolinea profittevole». Il consiglio per la semestrale rinviato a fine agosto. Tremonti il 10 settembre alla Camera

da Milano

«Faremo un altro miracolo e regaleremo all’Italia una “sua” profittevole compagnia di bandiera», ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. «Quanto aspetteremo per una soluzione? Non molto. Stiamo lavorando».
Tutto, comunque, slitta a fine mese. Ieri è stata rinviata a fine mese la riunione del consiglio di amministrazione di Alitalia per l’approvazione dei conti semestrali. Era in programma per venerdì, ora è stata spostata al 29 agosto, ultimo giorno utile per approvare il bilancio a giugno. L’approvazione della semestrale è un momento cruciale per lo sviluppo degli avvenimenti; in quella sede, infatti, sarà confermata, o no, la «continuità aziendale», e in base a questa decisione potrà essere avviato il piano industriale messo a punto da Intesa Sanpaolo.
Intanto ieri la Camera ha deciso che l’informativa del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, si terrà dopo la pausa estiva, il 10 settembre. Per quella data è plausibile che alcune delle decisioni fondamentali per il futuro della compagnia siano già state prese.
Intervenendo ieri in Senato, il ministro dei Rapporti col Parlamento Elio Vito ha spiegato che occorrerà uno sforzo unanime: «Al punto in cui siamo giunti, la questione Alitalia richiede uno sforzo congiunto di tutte le energie del Paese - le forze politiche, le istituzioni, nazionali e locali, le organizzazioni dei lavoratori, le imprese, per raggiungere un obiettivo che diventa ogni giorno più difficile. In questa prospettiva credo che, pur nel normale svolgersi della dialettica politica e parlamentare, debba prevalere - ha sottolineato Vito - la consapevolezza che il recupero di efficienze e di competitività dell’azienda rappresenta un interesse nazionale di rilevanza strategica, rispetto al quale sarebbe irresponsabile ridurre il confronto ad una sterile contrapposizione tra maggioranza ed opposizione».
Critica l’opposizione: «È il solito rinvio. Il governo non sa che pesci prendere», ha commentato il ministro ombra dell’Economia, Pier Luigi Bersani.