Berlusconi a Fini e Casini: "A loro i progetti, a me i voti"

L’ex premier replica a An e Udc. L'implosione del centrosinistra: "Nell’Unione ogni giorno ce n’è
una: sul welfare hanno messo
la fiducia a prescindere,
senza conoscere il testo&quot;. <a href="/a.pic1?ID=222713" target="_blank"><strong>L'asse Fini-casini: no alla demagogia, serve un progetto</strong></a><br />

da Roma

«Cosa hanno detto? Che vogliono progetti e non populismo? Se continuano cosi, a noi va benissimo... Noi ci teniamo gli elettori. A loro lascio il progetto». Silvio Berlusconi con un ampio sorriso ha ribadito un concetto chiaro e semplice ai suoi colleghi Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini che per descrivere la nascita del Partito della libertà hanno usato i termini «populismo », «propagandismo» e «autolesionismo». La strada intrapresa non esclude l’apporto delle altre forze che hanno dato vita alla Cdl. «Spero di sì», ha replicato il Cavaliere uscendo da Palazzo Grazioli ai cronisti che gli domandavano se ritenesse possibile il rientro di Fini e Casini nel progetto unitario.

«La Cdl si stava impaludando negli egoismi di partito, non potevo tollerare che diventasse un teatrino - ha aggiunto intervistato dal direttore di Panorama Belpietro - e con la nascita del Pdl ci sono le condizioni per riprendere la strada». Il sistema al quale pensa Berlusconi, infatti, si fonda «su due grandi partiti, più forti e finalmente omogenei ». Come ha spiegato il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto, respingendo le «schermaglie polemiche», «non ci risulta che nessuno abbia il monopolio dei progetti », ma «siamo sicuri che verrà rapidamente il tempo per discutere serenamente».

Il momento politico è molto delicato e Berlusconi ha compreso che il passaggio sul welfare per il governo Prodi potrebbe essere complicato. «Ho visto che hanno messo la fiducia - ha commentato - a prescindere. Non sanno qual è il testo, ma comunque c’è la fiducia ». Nell’Unione «ogni giorno ce n’è una», ha rilevato l’ex premier. Berlusconi ha proseguito la tessitura propedeutica alla costruzione del nuovo partito. Ieri mattina ha incontrato Daniele Capezzone, ex radicale e promotore del network Decidere. net, favorevole all’iniziativa. Nel pomeriggio si è dedicato a un servizio fotografico ad hoc con il simbolo del Pdl. La rinnovata identità politica, tuttavia, deve contemperarsi con la realtà.

A questo proposito, il coordinatore azzurro Sandro Bondi ha reso nota una lettera inviata dallo stesso Berlusconi ai coordinatori regionali nella quale, oltre a sottolineare il «grande entusiasmo fra i nostri elettori» e «le migliaia di richieste di adesione pervenute», si invita a cambiare «da subito», il nome dei gruppi consiliari in «Forza Italia - Verso il nuovo partito dei moderati e dei liberali».

La lettera di Berlusconi e l’intervento del coordinatore Emiliano Bettamio hanno messo fine a una piccola fuga in avanti di quattro consiglieri a Bologna che avevano già dato vita al gruppo della Libertà. Una presa di posizione che ribadisce quanto già espresso in una lettera inviata ai parlamentari azzurri. Fi dovrà essere «il ceppo principale della nuova forza politica sulla quale si dovranno innestare altri partiti, altre associazioni e soprattutto i cittadini». Berlusconi ha quindi programmato una fase di transizione nella quale bisognerà rapportarsi con il partito e con il coordinatore Bondi.