Berlusconi: "Fini? Il governo va avanti" In tv lite furibonda tra Bocchino e Lupi

Il Cavaliere dal Salone del mobile tranquillizza la platea: "Il governo continuerà, la maggioranza resisterà. Penso si possa ricucire, ma anche se non succede non ci saranno problemi. State sereni". E sull'azione dell'esecutivo: "Grazie a San Giulio Tremonti che ha tenuto i conti in ordine". Documento di 15 senatori finiani: "Né scissioni né elezioni, risolvere i problemi". Da Paragone scontro tra le due anime del Pdl a colpi di "Fascista e squadrista" e di "Dimettiti dagli incarichi"

Milano - Pensa positivo, Silvio Berlusconi. "La maggioranza resisterà, il governo continuerà, sono cose superabili": ha detto il premier parlando al pubblico del Salone del mobile a proposito della querelle all’interno del Pdl. "Penso che si possa ricompattare - ha aggiunto -, ma in qualunque direzione si vada non ci saranno problemi. State sereni". E si lascia andare a una battuta su Gianfranco Fini. "Anche con Fini ho messo in campo le mie capacità comunicative, ora cos'è questa storia che non andiamo più d’accordo? Vabbè ora vedremo, però io gli ho fatto la corte".

Lo scontro da Paragone "Dimettiti", no il tuo è un "atteggiamento fascista e squadrista". Scambi di accuse e toni incandescenti ieri a tarda notte tra Italo Bocchino e Maurizio Lupi alla trasmissione L’ultima parola condotta da Gianluigi Paragone su Raidue. A dare il fuoco alle polveri le diverse posizioni sui contrasti interni al Pdl tra il premier e il presidente della Camera. "Lupi stasera è stato il primo a dirci per conto di Berlusconi 'dimettetevi e andate fuori dal Pdl'" ha sostenuto Bocchino al quale ha prima risposto Daniela Santanche: "Come si fa a seguire Fini quando su voto agli immigrati, bioetica, cittadinanza, c’è stato un capitombolo?". "Io amo il Pdl - ha insistito Bocchino - ma se la Lega avanza e il Pdl arretra cosa bisogna fare?". "Dimettiti da vicepresidente vicario del Pdl - la pronta risposta di Lupi - perché io non ti riconosco più". "È un atteggiamento fascista e squadrista - ha incalzato Bocchino -. Voi di Comunione e Liberazione siete i maestri della divisione dei posti, vieni a fare la morale a me?". "Il vostro problema è il potere..." ha continuato Santanchè prima del commento di Paragone: "Sembrate due partiti già separati".

La lettera dei finiani Piena solidarietà a Fini. Sarebbe questo, stando a fonti presenti all’incontro, il documento sottoscritto da alcuni senatori finiani nel corso di un incontro, un testo "propositivo", che auspica unità nel Pdl: "La prospettiva di un’escalation e anche un solo parlare di scissioni ed elezioni anticipate risultano incomprensibili per noi e per l’opinione pubblica che invece si aspetta una fase più incisiva dell’azione del governo". Nel documento si chiede che i temi sollevati da Fini siano affrontati e risolti nel corso della riunione di giovedì prossimo. Secondo alcuni presenti il testo conterrebbe anche un invito a "isolare" coloro che puntano a dividere i due cofondatori del Pdl. Nel suo complesso, sottolineano le stesse fonti, il documento però ha toni "propositivi", in quanto invita il partito a tenere conto delle richieste di Fini, ma allo scopo di unire e non di dividere. L’obiettivo, sintetizza un altro senatore, è quello di rafforzare il partito, non certo di indebolirlo. Nessuna discussione sui gruppi autonomi: "Al momento, nessuno parla di un gruppo autonomo, e francamente non so chi ne abbia mai parlato" dice Andrea Augello. Tra i partecipanti alla riunione in tutto 14 senatori: Laura Allegrini, Andrea Augello, Mario Baldasarri, Cesare Curzi, Candido De Angelis, Egidio Digilio, Maria Ida Germontani, Giuseppe Menardi, Oreste Tofani, Antonio Paravia, Franco Pontone, Maurizio Saia, Giuseppe Valditara, Pasquale Viespoli.

Grazie a San Giulio Tremonti "San Giulio Tremonti". Così Berlusconi ha definito il ministro dell’Economia elogiandolo per l’attività di governo "che è riuscita a mantenere i conti pubblici in ordine in questo momento complicato. È un personaggio difficile - ha proseguito Berlusconi - e io mi ci trovo su posizioni diametralmente opposte tutti i giorni. Quando parla con qualcuno si ha l’impressione che dopo cinque minuti pensi a 'io sono un genio, questo qui è un pirla'. Ma di me - ha concluso scherzando - non lo pensa o almeno me lo auguro".

Le riforme "Le riforme costituzionali non credo siano la cosa più importante" ha continuato Berlusconi spiegando che "la riforma costituzionale è qualcosa a cui vale la pena di lavorare". E parlando al Salone del Mobile ha detto che si farà "sentendo tutti" e possibilmente "con l’assenso di una opposizione responsabile, se diventerà responsabile". Servirà a dare allo Stato "un assetto più moderno" permettendo di "prendere decisioni con la necessaria tempestività. Di sicuro è un allargamento dei diritti del cittadino poter scegliere il presidente dell’Italia - ha spiegato - però dietro c’è uno sconvolgimento di tutto il sistema costituzionale che risente del fatto che i nostri padri venivano dal Ventennio fascista".

Sovranità dei pm "La sovranità in questa democrazia non è più del popolo che la attribuisce al parlamento, ma per certe leggi passa ai pm della sinistra che con la Corte Costituzionale fanno abrogare le leggi a loro sgradite" ha detto ancora il premier. "Undici membri della Corte Costituzionale - ha attaccato - sono della sinistra e quattro del centrodestra". Il premier ha quindi ribadito la volontà "di arrivare a una riforma della giustizia in cui ci sia una distinzione dei percorsi tra giudici e pm".

Riforma del Fisco "Nel giro di due anni realizzeremo un codice unico in materia fiscale per eliminare le migliaia di leggi che oggi creano troppa confusione" ha detto il presidente del Consiglio. "A causa di questa situazione - ha aggiunto - anche aziende che si fanno assistere da studi fiscali di primo piano si trovano a essere oggetto delle attenzioni dell’Agenzia delle Entrate e magari a subire un giudizio anche quando erano convinti di non aver commesso reati". Berlusconi ha anche preso l’impegno preciso di ridurre le tasse "appena i conti pubblici saranno a posto. La prima cosa che faremo - ha detto - sarà pensare alle famiglie numerose e la seconda l’abolizione dell’Irap che io chiamo imposta rapina".