Berlusconi: "Fini non è super partes Allargare maggioranza oppure il voto"

Il presidente del Consiglio: &quot;C’è la necessità di continuare l’azione di governo, sarebbe irragionevole andare alle elezioni è meglio cercare un accordo con il terzo polo&quot;. E poi: &quot;Con questa maggioranza si può governare tranquillamente&quot;. Una stoccata a Fini: &quot;Non è super partes&quot; (<strong><a href="/video/berlusconi_fini_non_e_super_partes/id=fin_superpartesi">video</a></strong>). Sulla giustizia: &quot;Senza Fli è più facile fare la riforma&quot; (<strong><a href="/video/berlusconi_senza_fini_piu_facile_riforma_giustizia/id=finiani_giustizia">video</a></strong>). Caso Prestigiacomo: &quot;Donne ministro? Non sono pentito&quot;. Elezioni 2013: &quot;Potrei non ricandidarmi premier&quot;<br />

Roma - Un premier a trecentosessanta gradi nella tradizionale conferenza di fine anno. Due ore e mezza di colloquio con i giornalisti in cui Silvio Berlusconi ha toccato tutti i temi, pubblici e personali. Aperture all'Udc, Fini, Napolitano, magistratura e riforma dell'università, slittamento dell'esenzione fiscale per le zone terremotate dell'Abruzzo e poi il futuro dell'esecutivo: ampliare la maggioranza oppure andare al voto e vincere.4 Sono questi i temi caldi messi in agenda da Silvio Berlusconi. Non manca una stoccata al presidente della Camera ("Senza Fini sarà più facile fare la riforma della giustizia") e la riproposizione di un vecchio progetto che fece molto scalpore: una commissione d'inchiesta per valutare i fini eversivi di certi pubblici ministeri.

"Irragionevole andare alle urne" Il governo deve cercare di andare avanti e schivare il pericolo di un ritorno anticipato alle urne, questa l'opinione del presidente del Consiglio. "C’è la necessità di continuare l’azione di governo, sarebbe irragionevole andare alle elezioni, ma tutto questo è stato superato dal 14 dicembre. Anche le agenzie di rating ci avevano detto che serviva la stabilità del governo e che sarebbe stata una catastrofe entrare in una fase di ingovernabilità, dando luogo ad una campagna elettorale feroce". Con l’attuale maggioranza si può "tranquillamente governare" e siamo convinti di poterla "ampliare", senza alcun "calcio mercato", ha proseguito il Cavaliere.

"Senza Fini è più facile la riforma della giustizia" "Credo che sia più facile ora fare la riforma con la dipartita dal Pdl della fazione che faceva riferimento a Fini e ai suoi collaboratori a partire dal presidente della Commissione Giustizia della Camera. C’era un problema di difficoltà e un preventivo dissenso che ci costringeva spesso a fermarci e non ci consentiva di portare a presentazione i disegni di legge già discussi in Cdm. Nonostante le difficoltà che avremo io penso che ora il lavoro sia più agevole del passato", ha dichiarato il Cavaliere.

Nessun riavvicinamento con Fini Con Fini "non ritengo che ci possa essere in futuro un ravvicinamento per come si è sviluppata questa situazione". "Per un anno il presidente Fini ha portato critiche e distinguo al governo e a me personalmente. Non l’abbiamo espulso dal partito, abbiamo detto con la mia astensione che le sue posizioni erano ’allo statò incompatibili con le posizioni del Pdl. Fu approvata in quella riunione del Pdl la decisione di deferire ai probiviri tre parlamentari che avevano portato critiche dure e sgarbate". "Credo - ha proseguito - che la determinazione di Fini sia definitiva, e durante l’ultima colazione che ho avuto con lui quando ritenne di invitarmi lui mi disse di voler fare un gruppo autonomo, io lo scongiurai, gli dissi ’non riuscirai mai a litigare con me perchè bisogna essere in duè e lui mi rispose ’ma per divorziare basta unò e indicò se stesso". "Capii che era una cosa lungamente preparata e determinata e non credo che ci possa essere un cambiamento. Da persona normale penso che certi limiti non si possono superare".  

Colle, chiarezza e cordialità "Con Napolitano ho avuto e ho un rapporto di chiarezza e cordialità". Il premier ha sottolineato che "ho apprezzato diverse sue prese di posizione" come il discorso sulla stabilità. "Ho con il presidente Napolitano - ha aggiunto - una collaborazione soddisfacente e produttiva". 

Io Capo dello Stato? Ho un altro nome "Senza incertezze posso dire che se si chiede a me chi potrebbe essere il migliore Capo dello Stato, per unire il Paese, io ho già un mio candidato, che non sono io, e sul quale ho un convincimento assoluto".

Magistratura eversiva Se sarà necessario, il presidente del Consiglio proporrà l’istituzione di una commissione parlamentare per verificare "se in parte della magistratura" vi sia un’"associazione a delinquere a fini eversivi", ha dichiarato il premier parlando di quale sarebbe la sua reazione nel caso fosse chiamato a difendersi se la Consulta valutasse incostituzionale il legittimo impedimento. 

Poteri forti? No, c'è la sinistra "Non ho elementi per dirlo ma dentro di me penso che non sia così perchè non penso che per loro sarebbe utile avere un governo di sinistra. Dal punto di vista politico invece penso di si perchè da parte della sinistra c’è sempre stato il desiderio di prendere una scorciatoia giudiziaria perchè che non riescono a farmi fuori con elezioni democratiche".

"Nel 2013 potrei non candidarmi premier" Berlusconi potrebbe non ricandidarsi premier se le elezioni dovessero tenersi nel 2013, alla scadenza naturale della legislatura. Rispondendo ad una domanda durante la conferenza stampa: "Sono convinto che stiano crescendo nuove forze assolutamente capaci di diventare presidente del Consiglio e portare avanti il Pdl e il centrodestra. Mi auguro che si appalesino, anzi stanno venendo fuori, e mi auguro che io possa partecipare alla campagna elettorale, dare il mio apporto, ma interrompere lì il mio impegno". 

Casini premier? Non osteggio "Non è l’attuale presidente del Consiglio che deve indicare il capo futuro dei moderati o il presidente del Consiglio futuro. Non credo ci sia un diritto dinastico sui successori, ho sempre detto che chiunque, anche Casini e Fini, potesse aspirare, non ho mai osteggiato le loro ambizioni". Lo ha detto Berlusconi rispondendo alla domanda sulla possibile investitura del leader Udc a suo successore in caso di nuova intesa con Casini. 

Nessuna debolezza, figli influenzati da madri "Penso di essere una persona assolutamente normale e di potere essere citato da esempio". Lo ha detto Silvio Berlusconi, rispondendo a una domanda sulla sua vita privata: "non c’è stata nessuna debolezza. Naturalmente i figli sono influenzabili dalle madri, voglio molto bene a Barbare, ma in questa situazione ha subito delle influenze. Conduco una vita che può essere portata da esempio per tutti. Lavoro tutto il giorno, dormo solo 4 ore, credo che nessuno alla mia età possa vantare una capacità lavorativa come la mia. Una volta al mese, l’ultimo sabato, invito amici e poi dato che ho un forte senso estetico sono contento che tra gli invitati ci sia qualche bella ragazza, credo sia una cosa che faccia piacere non soltanto a me, ma a tutti gli ospiti". 

Con regole dibattito con Fini Il premier sarebbe disponibile ad andare in un talk show per confrontarsi con Gianfranco Fini se ci fossero "regole" che garantissero l’imparzialità del confronto. Lo ha detto lo stesso presidente del consiglio durante la conferenza stampa di fine anno. Ad una domanda sulla disponibilità di un confronto televisivo con Fini, Berlusconi ha risposto sottolineando di "non apprezzare assolutamente le trasmissioni attuali di confronto che sono senza regole". "Le voci si sovrappongono - ha proseguito - con risultati di incomprensibilità, con comportamenti non educati che creano un distacco dalla politica". In Italia, ha proseguito il premier, "non c’è una regola che assicuri l’imparzialità della conduzione e la parità degli interventi. In Gran Bretagna e negli Usa - ha proseguito - ci sono regole rigorose sull’imparzialità del conduttore, sul modo di porgere domande e sui tempi di risposta". "Se ci fossero regole precise - ha detto ancora - andrei. Io ebbi regole nei confronti con Prodi, Occhetto, D’Alema, li ci erano state garantite ad entrambi regole precise, ma successivamente non sono mai state attuate". 

Carfagna e Prestigiacomo I casi Carfagna e Prestigiacomo non sono stati causati da una distonia "tra il governo e il Pdl", e comunque "non sono pentito di aver contato sulle donne per importanti incarichi di governo". Il premier ha comunque sottolineato che il caso Prestigiacomo si "è risolto" dopo un incontro che si è tenuto ieri a palazzo Chigi con Letta, Cicchitto e con il quale lui stesso si era collegato telefonicamente".