Berlusconi-Fini, La Russa: confronto nel Pdl

Alla festa Atreju 2009 il premier cerca di ricucire: "Il Pdl non è una caserma, ciascuno ha
libertà di esprimersi. Con Fini solo un equivoco". Ma il presidente della Camera non ci sta e attacca: "Fraintendimento? Riduttivo. Così non si risolvono i problemi". La Russa: "Queste questioni
politiche devono essere
dibattute"

Roma - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi stempera, il presidente della Camera Gianfranco Fini attacca. E' ancora alta tensione nel Pdl dopo le frizioni registrate settimana scorsa per la posizione di Fini sul voto agli immigrati. "Il partito non è una caserma - ha chiuso il premier ieri dal palco di "Atreju 2009" - con Fini c'è stato solo un fraintendimento". Ma il presidente della Camera ha replicato a distanza: "Per quanto l’ottimismo di Berlusconi sia proverbiale, definire fraintendimento le tante valutazioni di carattere politico su cui nel Pdl è necessario discutere, è non soltanto riduttivo ma soprattutto rischia di non contribuire a risolvere i problemi".

Cambiare l'Italia Il presidente del Consiglio - introdotto dal ministro della Gioventu Giorgia Meloni sul palco della festa "Atreju 2009" - è stato accolto da applausi dalla platea dei giovani del Popolo della libertà riuniti in un ampio spazio ribattezzato dagli organizzatori "Largo Falcone e Borsellino". Dopo una introduzione di Giorgia Meloni che ha ricordato il compito di questo governo di "fare la storia, lasciare un segno" e quindi "cogliere l’attimo nel tempo che sfugge tra le dita" il premier, il ministro e tutta la platea hanno intonato l’Inno di Mameli. "Silvio Berlusconi ha governato l’Italia per più giorni rispetto ad un uomo come Alcide De Gasperi", ha subito spiegato Berlusconi entrando nel vivo del discorso e assicurando che il record si farà anche più consistente perché "il governo non deve sedersi sulle cose positive che ha fatto" anche perché "abbiamo altri 4 anni di governo e vogliamo cambiare l’Italia".

I rapporti nel Pdl e le alleanze "Con il presidente Fini c’è stato un fraintendimento, oggi abbiamo avuto una telefonata molto cordiale e molto simpatica", ha assicurato Berlusconi rivelando che le sue parole di ieri "sono state dette in buona fede". Il Popolo della Libertà, ha puntualmente spiegato il Cavaliere, "è un movimento liberale di massa. Non siamo una caserma ma esattamente il contrario. Tutti hanno la libertà di esprimersi, di far conoscere agli altri le loro opinioni, di comportarsi dialetticamente con gli altri". "Quando si va al voto alla Camera o al Senato - ha detto Berlusconi - ci sarà libertà di coscienza che è stata sempre riconosciuta ai nostri parlamentari sui temi etici. Il movimento ovviamente ha una sua posizione largamente maggioritaria ma ricnonosce a chi non si riconosce in questa posizione di essere se stesso e votare conseguentemente".

Il fraintendimento con Fini Berlusconi vedrà il presidente della Camera Fini già sabato sera per l’incontro dei presidenti dei Parlamenti del G8 e poi all’inizio della settimana prossima. Il Cavaliere ha spiegato anche che all’origine dell’equivoco con la terza carica dello Stato che ha agitato le acque del centrodesta in questi giorni, c’è stata una diversa interpretazione del tema dell’immigrazione: "Noi siamo per il rigore nei confronti degli irregolari che non hanno lavoro e così rischiano di finire nelle mani della criminalità, aumentando l’insicurezza per gli italiani mentre il diritto di voto amministrativo che Fini propone di concedere riguarda gli immigrati regolari. Su questo c’è stato solo un misunderstanding", anche perché aveva precisato in precedenza il Cavaliere "siamo per la massima accoglienza nei confronti degli immigrati regolari ai quali si possa però garantire lavoro, casa, scuola e assistenza sanitaria".

La Russa: "Serve un confronto" "I giornali li abbiamo letti tutti: ci sono opinioni diverse su alcuni argomenti. Ci sono opinioni del presidente Fini non espresse adesso per la prima volta che non sempre sono condivise totalmente dal Pdl". Secondo il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, "queste questioni politiche meritano un luogo e un’occasione dove essere dibattute anche all’interno del partito". "C’è tata una telefonata fra Fini e Berlusconi, definita dal Premier cordiale ma è rilevante il fatto che si siano trovati i luoghi e i momenti per affrontare e confrontare questioni politiche che meritano approfondimento", ha aggiunto La Russa spiegando che "occorre una occasione o più occasioni di confronto all’interno del Pdl". "Il presidente della Camera, in questa fase no svolge un ruolo di leader nel Pdl e da lì nascono molte valutazioni divergenti. Non credo che Fini aspiri a fare il capo di un altro partito altrimenti non sarebbe il co-fondatore del Pdl - ha concluso il ministro della Difesa - il ruolo del Presidente della Camera non è lo stesso del ruolo di un leader di partito. Per Fini è considerato opportuno, quasi dovuto essere meno legato alla contingenza politica".

La sinistra e il voto agli immigrati La sinistra "ha una strategia subdola" che è quella "di aprire le frontiere a tutti" per fare entrare "quattro o cinque milioni di persone che in grandissima parte voteranno per loro". "Posso assicurare alla maggioranza moderata degli italiani - ha aggiunto il presidente del Consiglio - che finché ci saremo noi questo non accadrà, perchè garantiremo estremo rigore nella gestione dell’immigrazione". Secondo Berlusconi, infatti, "la sinistra ricorre a questo subdola strategia per modificare quello che accade dal ’46 nel nostro paese, ovvero la prevalenza di una maggioranza moderata in Italia". Il governo, ha fatto sapere Berlusconi, continuerà a "mantenere estremo rigore nella gestione dell’immigrazione": sarà accogliente con gli immigrati che hanno un lavoro, ma agirà con "rigidità nei confronti di quegli immigrati senza lavoro che una volta in Italia finirebbero per darsi ad una attività criminale".