Berlusconi: "Fli è destinato a scomparire" Intercettazioni, botta e risposta con Fini

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Il Cavaliere sul progetto politico di Fli: &quot;Si è portato in un'area di non voto, un'area che non esiste ed è destinato a sparire&quot;. Fini: &quot;È una barzelletta&quot;<br />
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Roma - Botta e risposta tra Fini e Berlusconi, al centro del dibattito la legge sulle intercettazioni. La legge sulle intercettazioni si è arenata alla Camera dopo l’incontro tra Gianfranco Fini e i rappresentanti dell’Anm, questa la dichiarazione che avrebbe rilasciato il premier durante un pranzo del Pdl. Ma poi arriva la smentita: "Oggi non ho fatto nessuna dichiarazione pubblica. Le uniche dichiarazioni pubbliche sono quelle che ho reso a voi, non perchè ritenga che voi siete bravi, ma perchè è Natale... Scherzo, lo so che siete bravi...". Ma nel frattempo il presidente della Camera ha risposto a stretto giro di posta liquidando come "barzellette" le presunte dichiarazioni del premier.

Fli sparirà Fini "si è portato in un'area di non voto, un’area che non esiste" ed è destinato a sparire. È il parere di Silvio Berlusconi confidato agli europarlamentari del pdl durante un pranzo in un albergo della Capitale. I cattolici moderati non possono votare per Fini, ha sostenuto il premier. Noi andremo in campagna elettorale a spiegare quello che è successo - ha proseguito il Cavaliere -, quando la gente capirà ancora di più Fini è destinato a sparire, ha sostenuto il presidente del Consiglio.  

Casini? Piace alle signore Il Pdl è al 31%, Fli è al 3,4 mentre Pier Ferdinando Casini ha il 6% ma solo perchè piace alle signore e perchè, al pari di Di Pietro, gode di una sovraesposizione mediatica. Lo ha detto Silvio Berlusconi parlando con gli eurodeputati del Pdl. Il presidente del Consiglio ha ripetuto la sua intenzione di abrogare la legge sulla par condicio.

"Dovremmo cambiare il nome al Pdl" Popolo della libertà è un nome che non ha avuto presa tra la gente tanto che molti ancora lo chiamano la "Pdl", inoltre rischiamo di avere dei contenziosi con Flie per questo sarebbe un nome da cambiare. Con questo ragionamento Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito da alcuni presenti al pranzo con gli eurodeputati, ha ventilato l’idea di cambiare nome al partito. 

L'Udc ha risposto picche Avrei voluto aprire all’Udc, "a Pier l’ho detto anche de visu" ma lui ha risposto picche. È quanto avrebbe detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante il pranzo con gli europarlamentari. Il premier avrebbe ribadito la convinzione di poter però attrarre singoli parlamentari verso la maggioranza. Secondo quanto viene riferito, il Cavaliere avrebbe descritto, riforma per riforma, le ragioni per cui, a suo giudizio, di volta in volta o Fini o l’Udc, non potranno votare contro.

Fini: ennesima barzelletta del premier Fini ha commentato con i suoi l’affermazione fatta dal premier agli eurodeputati del Pdl su un accordo tra il presidente della Camera e l’Anm per bloccare la riforma sulle intercettazioni: "È una delle barzellette del vasto repertorio di Silvio Berlusconi".