Berlusconi fonda l'università liberal

Dopo aver coltivato l’idea per un anno il leader di Fi sarebbe passato alla fase operativa. Già individuati la sede e il probabile rettore, il consigliere Rai Petroni. Lezioni tenute da Clinton, Gorbaciov e Bill Gates

Roma - Il progetto sarebbe in cantiere da circa un anno. La sede sarebbe già stata individuata: una prestigiosa villa in Lombardia. Così come sarebbe già stato scelto il responsabile del progetto e il possibile «rettore»: Angelo Maria Petroni, direttore della Scuola superiore della pubblica amministrazione e consigliere di amministrazione della Rai.
L’ultima idea di Silvio Berlusconi si chiama «università del pensiero liberale». Un ateneo ad hoc con cui scardinare il «monopolio della sinistra» in campo culturale e accademico e formare la «futura classe dirigente moderata», aiutando il centrodestra a penetrare nella società, facendo rete dei propri strumenti e arcipelago delle proprie isole sparse. Un sogno che il presidente di Forza Italia ha sempre avuto nella testa e ora potrebbe iniziare a prendere forma, uscendo dalla stadio embrionale.
Il leader di Forza Italia, rientrato da alcuni giorni in Italia dopo l’intervento a Cleveland, sta trascorrendo questi giorni di festività a Milano, accanto ai suoi familiari. L’ex premier non ha ancora ripreso a pieno ritmo l’attività lavorativa. Ma Don Gelmini - amico di vecchia data del Cavaliere - dopo averlo sentito per telefono ha detto che «sta bene ed è molto, molto combattivo». In effetti, anche in questi giorni di riposo ai tanti che lo hanno chiamato per gli auguri Berlusconi è sembrato molto determinato, soprattutto su quella che considera la sfida dei prossimi mesi: il partito unico dei moderati. Un obiettivo a cui si affianca un altro progetto: la fondazione di una «università del pensiero liberale». L’idea era stata anticipata alcune settimane fa nel corso di una riunione con i coordinatori regionali. Ma ora sarebbe partito l’input definitivo per passare alla fase operativa del progetto.
«Non possiamo lasciare la cultura nelle mani della sinistra» è stato il ragionamento che Berlusconi ha fatto in queste ore con alcuni interlocutori. «Il partito dei moderati sarà il mio lascito - ha aggiunto - e l’università costituirà la base della futura classe dirigente del centrodestra». Il successo della manifestazione organizzata dal centrodestra a dicembre ha rafforzato nel Cavaliere la convinzione che si debba «rilanciare la cultura di centrodestra, soprattutto ora che il popolo di San Giovanni ha dimostrato che Forza Italia è un partito di massa». Come dire che il popolo c’è, ma bisogna fornirgli una guida e una comunità intellettuale di riferimento, sottraendo alla sinistra «il monopolio della cultura».
Il progetto, assicura chi ci sta lavorando, sarebbe in una fase piuttosto avanzata e sarebbero già state individuate alcuni possibili sedi in Lombardia. Secondo qualcuno si starebbero valutando alcune strutture vicine alle due case di Berlusconi di Arcore e Macherio. Nelle intenzioni del leader azzurro, l’università dovrebbe essere strutturata sul modello statunitense. Un vero e proprio campus, dunque, con posti letto per studenti e professori, attrezzature sportive, biblioteche. Un progetto da realizzare in tempi rapidi se è vero che il Cavaliere vorrebbe inaugurare l’ateneo entro un anno, massimo un anno e mezzo.
L’università prenderebbe spunto dall’esperienza di istituti già esistenti come la Luiss o la Bocconi. Un ateneo privato, dunque, ma con un sistema di borse di studio per premiare gli studenti meritevoli che non possono permettersi la retta. Le facoltà sarebbero prevalentemente quattro: economia e commercio, giurisprudenza, scienze politiche e della comunicazione. Berlusconi è intenzionato a dare un’impronta internazionale al nuovo istituto con accordi di collaborazione con università di altri Paesi e con lezioni di personaggi di livello internazionale, come gli ex statisti Bill Clinton e Mikhail Gorbaciov o magnati come Bill Gates. Nessuna indiscrezione sul nome dell’ateneo. L’unica certezza è che il leader azzurro ne sarebbe il fondatore perché come conferma il senatore Guido Possa, amico di infanzia dell’ex premier, «Berlusconi vuole che il suo passaggio nella politica lasci un’eredità concreta e un’orma profonda, anche nella formazione e nella cultura».