Berlusconi: «Fondo Ue anticrisi» Ma la Germania corre da sola

Il premier a Berlino: «Soluzione difficile, in tutti c’è però la volontà di tutelare le banche e i cittadini»

nostro inviato a Berlino

La convinzione è che la crisi debba essere affrontata seguendo un «metodo comune», ma le divergenze su un eventuale fondo di sicurezza dell'Unione europea restano tutte. Nonostante la giornata di contatti diplomatici e la cena alla Cancelleria federale, infatti, Silvio Berlusconi e Angela Merkel sono rimasti ognuno sulle proprie posizioni: di collaborazione e intesa sulla necessità che i governi si facciano garanti della stabilità dei sistemi bancari e dunque dei risparmiatori, ma distanti sulla delicata questione del cosiddetto «ombrello protettivo» su cui continua a insistere il Cavaliere.
Una divergenza che appare piuttosto chiara già a metà giornata, quando il portavoce del governo tedesco Ulrich Wilhelm smentisce che Italia e Germania abbiano una posizione comune, come aveva lasciato intendere domenica notte Berlusconi al termine della festa del Pdl a Milano. E anche il presidente del Consiglio, durante la conferenza stampa con la Merkel che precede la cena di lavoro, non lascia margini: «Ho proposto e ancora sono convinto che un fondo comune sarebbe la cosa migliore. È difficile arrivarci e ancora oggi non siamo a questa soluzione, ma è importante avere acquisito un metodo comune».
Insomma, nel lunedì nero delle Borse europee che bruciano quasi 450 miliardi di euro, l'Unione europea pare ancora lontana dall'individuare una strategia d'intervento comune. Tanto che poco dopo le tre del pomeriggio una nota di Palazzo Chigi mette di fatto nero su bianco l'intenzione dei diversi Stati dell'Ue di far fronte alla crisi in maniera autonoma. «Tutti i leader dell'Unione - dice Berlusconi - rendono noto che ciascuno di loro prenderà qualunque misura sia necessaria per mantenere la stabilità del sistema finanziario, sia attraverso l'immissione di liquidità tramite le banche centrali, sia mediante azioni mirate su singole banche, sia attraverso il rafforzamento degli schemi di protezione dei depositi». Ognuno, dunque, sceglierà la strada che reputa migliore, con l'obiettivo comune di «proteggere il sistema affinché i singoli risparmiatori nelle nostre banche non subiscano alcuna perdita nei loro risparmi».
Nonostante la divergenza sulla necessità del fondo, Berlusconi e la Merkel insistono molto sulla necessità di una stretta collaborazione dei due governi, anche in vista del bilaterale di Trieste del 18 novembre. Così, il cancelliere tedesco non perde l'occasione di dare al «caro Silvio» un «cordiale benvenuto», mentre il Cavaliere assicura che «con Angela siamo spalla a spalla» perché «abbiamo il vantaggio di appartenere alla stessa famiglia della democrazia e della libertà del Ppe». «Nel Consiglio europeo - dice Berlusconi - fino ad ora non c'è stata una decisione che io ricordi in cui le nostre posizioni sono state diverse».
Inevitabile che a cena si parli anche di Alitalia e dell'eventualità che la tedesca Lufthansa possa entrare nella Cai. «Ho detto che siamo aperti ad alleanze internazionali e ci piacerebbe che questo avvenisse con la Germania», spiega Berlusconi in conferenza stampa. E aggiunge: «Per noi è auspicabile un ingresso di Lufthansa in Alitalia, ma saranno loro a decidere». Un auspicio, quello del Cavaliere, che naturalmente è ben sostenuto dalla Lega che con la compagnia di bandiera tedesca avrebbe garanzie sul futuro di Malpensa. E che trova la sponda del cancelliere tedesco: «Alitalia e Lufthansa devono decidere autonomamente, ma è chiaro che abbiamo un interesse e sarei felice si arrivasse a un accordo».