Berlusconi: "Garantisti" Camera: no della giunta all'arresto di Margiotta

Il premier: "Spero che i fatti vengano ridimensionati". Il 5 gennaio sarà sciolto
il comune di Pescara. La giunta di Napoli, invece, non potrà essere sciolta per legge. <strong><a href="/a.pic1?ID=315405">La Camera respinge</a></strong> la richiesta di arresto per Margiotta<br />

Roma - Il prossimo 5 gennaio sarà sciolto il comune di Pescara in seguito all’arresto del sindaco. A fissare la data è il titolare del Viminale, Roberto Maroni, facendo poi sapere che il consiglio di Napoli non potrà, invece, essere sciolto per legge.

Berlusconi: "Siamo garantisti" Il caso Napoli tiene banco pure al Consiglio dei ministri. Durante la riunione di questa mattina, riferiscono fonti ministeriali, il titolare del Viminale, Roberto Maroni, avrebbe introdotto l’argomento facendo il punto della situazione. Anche Silvio Berlusconi avrebbe parlato dell’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto vari amministratori locali, sia del Pdl che del Pd. Il Cavaliere avrebbe concordato sul fatto che non ci sono le condizioni per sciogliere il Consiglio. "Noi - ha detto il premier in Cdm - siamo da sempre garantisti, sia per quanto riguarda noi che gli altri. Io spero - ha continuato Berlusconi - che i fatti vengano ridimensionati". Il Cavaliere comunque ha fatto notare, nella riunione ad alcuni ministri, come anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ritenga che sia "urgente" la riforma della giustizia.

Lo scioglimento della giunta di Pescara Il Comune di Pescara sarà sciolto il 5 gennaio con decreto del ministero dell’Interno. "Il sindaco D’Alfonso - spiega il titolare del Viminale - si è dimesso il 16 dicembre (dopo l’arresto nell’ambito di una inchiesta giudiziaria, ndr), trascorsi i venti giorni di legge il Comune sarà sciolto, nominerò il commissario e si andrà a votare con la prossima tornata di amministrative".

La giunta partenopea non sarà sciolta "Le misure restrittive per due assessori non sono sufficienti per lo scioglimento del comune di Napoli, non essendo prevista l’imputazione di associazione per delinquere di stampo mafioso, ma solo l’associazione per delinquere", ha detto il ministro dell’Interno al termine del Consiglio dei ministri spiegando che il Viminale sta seguendo "con grande attenzione" la vicenda. "Siamo preoccupati - ha continuato il ministro leghista - per il corretto adempimento degli obblighi, ma non possiamo intervenire perchè la legge non ce lo consente".

Fissato l'election day Elezioni europee e amministrative saranno accorpate: si voterà sabato 6 giugno nel pomeriggio e tutta la giornata di domenica 7 giugno. "Il Consiglio dei ministri - ha illustrato Maroni al Cdm - ha approvato la mia proposta di un election day: si voterà insieme per le europee, per oltre 4mila Comuni e per 73 Province. Per fare questo abbiamo anticipato al sabato la mezza giornata di votazioni che di solito è di lunedì, sia per le amministrative sia per le europee". Immediata la reazione Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore dei referendum elettorali, che ha invitato Maroni a indire il referendum nella stessa data delle elezioni. "Non esistono ostacoli giuridici di alcun tipo a questo abbinamento, che ci sono precedenti in Italia ed Europa e che in questo modo il risparmio economico si potrebbe triplicare - ha spiegato Guzzetta  nei prossimi giorni chiederemo un incontro al ministro Maroni per esporgli la nostra posizione".