Berlusconi gela Sarkò: «Risate fuori luogo»

nostro inviato a Bruxelles

Quando in una saletta riservata gli fanno rivedere le immagini della conferenza stampa congiunta di Nicolas Sarkozy ed Angela Merkel sembra che Silivo Berlusconi non abbia battuto ciglio. Scuro in volto sì, ma non una parola. D’altra parte, cosa il Cavaliere pensi del pressing del presidente francese e della cancelliera tedesca non è certo una novità. Visto che da tempo, nelle sue conversazioni private, il premier ha puntato il dito contro «chi vuole trasformare il nostro Paese in un capro espiatorio».
Una giornata lunghissima, quella del Cavaliere a Bruxelles. Che non inizia sotto i migliori auspici se, come raccontano alla Commissione Ue, i colloqui mattutini con Sarkozy e la Merkel prima e con Jose Manuel Barroso e Herman Van Rompuy poi non erano inizialmente in agenda.
Senza contare che il tutto avviene in parallelo con il premier greco Georges Papandreu, quasi a dare l’immagine che la situazione in cui versa l’Italia è la stessa della Grecia.
Berlusconi coglie la sfumatura e non gradisce affatto, convinto - questo confidava in privato sabato prima di partire per Bruxelles - che l’obiettivo sia quello di «scaricare i problemi dell’Europa e dell’euro sull’Italia» in modo da «distrarre» l’attenzione sui problemi interni dei partner europei. Insomma, associare il Cavaliere a Papandreu - come fa Sarkozy quando spiega che ai due primi ministri «sono state ricordate le loro responsabilità» - significa mettere sullo stesso piano Italia e Grecia. Come dire, dopo Atene se tocca a qualcuno sarà a Roma.
Poi le conferenze stampa, il sorrisetto ironico di Sarkozy quando i giornalisti gli chiedono se Berlusconi abbia fornito rassicurazioni e gli affondi Van Rompuy che dice di attendere risposte dall’Italia «entro mercoledì». Tre giorni, insomma, per «prendere provvedimenti sia sul fronte del debito che su quello della crescita». Se non è un ultimatum poco ci manca.
Se il Cavaliere sapeva che il caso Italia sarebbe stato argomento di dibattito al Consiglio europeo, di certo non si aspettava di essere messo sul banco degli imputati in questo modo. Con un sorriso, quello di Sarkozy, che il premier ai suoi non esita a definire «fuori luogo» e «inappropriato». E che il j’accuse dell’Ue non fosse atteso lo dimostra anche la reazione della delegazione italiana, decisamente spiazzata all’inizio tanto che per ore non sia ha alcun cenno di reazione a quello che è a tutti gli effetti un vero e proprio attacco. Per una replica bisogna attendere le parole del sottosegretario all’Economia Guido Crosetto che da Roma fa sapere che «l’Italia farà rimangiare al marito di Carla Bruni il suo sorrisetto». Senza contare che a non contribuisce certo ad allietare la giornata le due ore di Intergruppo in compagnia di una Vittorio Grilli decisamente non particolarmente loquace dopo la nomina di Ignazio Visco alla Banca d’Italia.
Pur nella convinzione che Francia e Germania stiano giocando una partita «in proprio» e per distogliere l’attenzione dai loro problemi - se passasse il piano di salvataggio della Grecia le banche francese sarebbero esposte per quasi 60 miliardi mentre quelle tedesche per circa 40 - Berlusconi è comunque deciso a dare delle risposte all’Ue già per il Consiglio europeo in programma dopodomani. Così, dopo un giro di telefonate con Gianni Letta, sembra che già oggi o al più tardi domani potrebbe essere convocato un Consiglio dei ministri per varare subito i provvedimenti sulla crescita.
Nel pacchetto potrebbero rientrare misure sulle liberalizzazioni, sulle privatizzazioni, sulla semplificazione di procedure per le imprese e sulle infrastrutture.
E non è escluso che il pressing dell’Ue possa sbloccare il nodo pensioni. «Nella mia vita - diceva ieri mattina il Cavaliere prima di incamminarsi verso Justus Lipsius - non sono mai stato bocciato».