Berlusconi a Genova il 21 marzo prossimo

(...) e del caporedattore del Giornale Massimiliano Lussana in veste di moderatore. Un segnale all’indirizzo di chi lo ha definito un esiliato: «Non mi sento affatto in esilio. La decisione di candidarmi in Lombardia è stata presa comunemente e ha un significato preciso, perché il connubio logistico tra questa regione e la Liguria è fondamentale». Il porto di Genova, sostiene Grillo, «è guardato con più interesse e competenza dai lombardi che dai liguri, e la sua valorizzazione passa dal Terzo Valico».
L’invito è a guardare oltre alle polemiche sulle liste: «Stavolta non si va a votare per questo o quel nome. Questo è un voto di portata storica, un referendum fra due modelli di governo: la politica di mantenimento e assistenzialismo del centrosinistra, e quella del centrodestra, che punta alla produzione di ricchezza e a lavorare per il futuro». Non manca il confronto con la base. Un operaio in pensione lamenta l’eccessivo fair play dei politici della Cdl nei dibattiti televisivi: «Io, confesso, sono un ex comunista: un peccato di gioventù. Ho frequentato gli ambienti dell’allora Pci abbastanza da conoscere i loro metodi, mai cambiati: menzogna, attacco personale all’avversario. Tutto, pur di vincere. E allora perché i nostri politici devono parlare in punta di forchetta e farsi sbranare vivi di fronte alle telecamere?». Grillo approfitta per ricordare le difficoltà di una campagna elettorale in cui «la televisione è imbavagliata dalla legge sulla par condicio e la carta stampata è quasi completamente in mano al centrosinistra, dopo che anche il Corriere della Sera si è schierato con Prodi».
Costa e Rosso intervengono per ricordare gli effetti del governo del centrosinistra nelle istituzioni locali. Il primo parla di una città impoverita, con 200mila abitanti persi in vent’anni; il secondo dichiara invece che la Valpolcevera «è stata tradita» e che il tanto agognato ospedale di vallata, parola dell’assessore regionale al Bilancio Pittaluga, resterà una chimera per chissà quanto ancora. Il giovane «bi-oppositore», come lo definisce scherzosamente Grillo, si mette a disposizione per rendere noto «tutto ciò che il centrosinistra ligure fa, o meglio, non fa». Il primo giorno di primavera arriva Berlusconi. Dopo di lui arriveranno gli altri: il 24 Rutelli sarà a Sanremo, il 26 Fini a Genova, il 27 tocca a Fassino. Allora sarà scontro vero.