Berlusconi-Gheddafi: firmato l'accordo Il premier: "Intesa di portata storica"

Siglato a Bengasi l'Accordo di amicizia e cooperazione tra Italia e Libia.
L'intesa
permetterà di &quot;voltare pagina rispetto al passato coloniale&quot;: 5 miliardi di dollari in 25 anni a titolo di risarcimento. <a href="/a.pic1?ID=286919" target="_blank"><strong>Restituita la Venere di Cirene</strong></a>. L'Italia si
aspetta da Tripoli, tra l'altro, una maggiore severità nel
contrasto dell'immigrazione clandestina. Gheddafi: porte aperte alla cooperazione<br />

Bengasi - Il premier Silvio Berlusconi e il leader libico Muammar Gheddafi hanno firmato a Bengasi, in Libia, l'Accordo di cooperazione e amicizia tra Roma e Tripoli. Lo hanno riferito fonti di Palazzo Chigi. La cerimonia di firma dell'accordo si è svolta simbolicamente nell'edificio che ospitava a Bengasi il quartier generale del governo italiano durante l'occupazione coloniale dal 1911 al 1943 ed è stata accolta da un lungo applauso da parte dei presenti delle due delegazioni.
"La firma di questo trattato di amicizia, parternariato e cooperazione ha una portata storica e chiude definitivamente la pagina del passato". Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dopo aver firmato. Contemporaneamente il premier ha restituito nelle mani di Gheddafi la Venere di Cirene, scultura trafugata da archeologi italiani nel 1913, subito dopo l'occupazione coloniale.

Gheddafi: porte aperte alla cooperazione "Questo storico accordo apre le porte per una futura cooperazione e partnership tra l'Italia e la Libia". Così il leader libico Muammar Gheddafi ha salutato la firma con il premier Silvio Berlusconi.

Ferite profonde Il premier Silvio Berlusconi ha rinnovato le scuse dell'Italia al popolo libico per l'occupazione coloniale della Cirenaica e della Tripolitania, riconoscendo "le ferite profonde inferte al popolo libico dalla colonizzazione italiana". Lo ha affermato in un discorso a Bengasi seguito alla firma dell'Accordo.

Risarcimento L'Italia verserà alla Libia cinque miliardi di dollari nei prossimi 25 anni a titolo di risarcimento per il passato coloniale. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi arrivando a Bengasi prima della firma del trattato di amicizia e cooperazione tra Roma e Tripoli. "L'accordo si baserà su una somma di 200 milioni di dollari all'anno per i prossimi 25 anni sotto forma di investimenti in progetti infrastrutturali in Libia", ha aggiunto il presidente del Consiglio.

I danni del passato coloniale L'accordo "deve mettere fine a 40 anni di malintesi: c'é un riconoscimento completo e morale dei danni inflitti alla Libia da parte dell'Italia durante il periodo coloniale", ha detto il premier.

Autostrada costiera I risarcimenti per cinque miliardi di dollari che l'Italia verserà alla Libia nei prossimi 25 anni prevedono investimenti anche per un' autostrada costiera che attraversi tutta la Libia, dall'Egitto alla Tunisia. L'intesa, ha spiegato ancora il presidente del Consiglio, prevede inoltre la costruzione di 200 alloggi nel Paese nordafricano, borse di studio per studenti libici e pensioni di invalidità per quei mutilati vittime delle mine anti-uomo poste dall'Italia su territorio libico durante il periodo coloniale.

Insieme contro i commercianti di schiavi Italia e Libia combatteranno insieme "contro i commercianti di schiavi" nel contrasto all'immigrazione clandestina, ha detto il Cavaliere. A fronte degli indennizzi, Roma si attende infatti la piena collaborazione da parte della Libia nel contrasto all'immigrazione clandestina e l'attuazione dell'accordo già firmato nel dicembre 2007 per il pattugliamento congiunto delle coste libiche dalle quali salpano fiumi di migranti verso Lampedusa. 

In dono le penne per la firma Scambio di doni tra il presidenteBerlusconi e il colonnello Gheddafi. A quanto si è appreso, il premier ha recato in dono a Gheddafi un leone d'argento, con la testa apribile: all'interno un calamaio con due penne che, ha detto Berlusconi, "serviranno per firmare il trattato". Il leader libico ha invece donato al Cavaliere un abito bianco di lino, con camicia assortita.

Le foto dei nipotini Piccolo fuori programma di colore familiare tra il premier Silvio Berlusconi e il leader libico Muammar Gheddafi durante il colloquio sotto la tenda del colonnello. Accantonati per un attimo l'Accordo di amicizia e cooperazione tra Italia e Libia e i risarcimenti miliardari per il passato coloniale, a riprova del clima di cordialità tra i due il Cavaliere ha mostrato a Gheddafi (in tunica bianca e turbante color nocciola) le foto dei suoi nipotini pubblicate di recente da alcune riviste italiane. Una, in particolare, ritrae la moglie Veronica Lario mentre culla in braccio il piccolo Alessandro, l'ultimo arrivato in famiglia, figlio di Barbara Berlusconi. Alcuni dei nipotini del leader della Jamahiriya, invece, Berlusconi li ha potuti conoscere personalmente: erano accanto al 'nonno rais', prima che i due leader entrassero nel vivo dei colloqui.