Berlusconi: «Giorno triste manifestazione anti Usa»

Marianna Bartoccelli
da Roma
Mentre il corteo contro la base americana di Vicenza scorre rimandando immagini di folla, colori, palloncini, ragazzi e famiglie, Silvio Berlusconi affida, telefonicamente, ai giovani azzurri di Napoli la sua riflessione: «Sono molto triste perché mentre voi giovani siete lì a Napoli a discutere dei temi della libertà migliaia di manifestanti stanno sfilando a Vicenza contro gli Stati Uniti». E manda a dire che «non bisogna mai dimenticare che tanti americani giovani sono venuti a morire in Italia per la nostra libertà».
È il sentimento anti-Usa del corteo che preoccupa il presidente di Forza Italia, a differenza di Fabrizio Cicchitto, coordinatore di Fi, che punta sulla contraddizione politica nella quale si verrà a trovare il governo: «Una parte della maggioranza manifesta contro il governo - annota guardando sfilare in tv le bandiere e i vertici dei partiti della sinistra radicale -. È vero che non ci sono ministri e sottosegretari, ma ci sono i segretari di alcuni partiti di quei ministri e sottosegretari. E dentro il corteo si inseriscono presenze inquietanti come gli striscioni di solidarietà ai compagni arrestati. Questo dà il senso della contraddizione».
Cosa che rimarca anche il presidente dei senatori di Fi, Renato Schifani: «È stata l'apologia dell'ambiguità. Lontani da Prodi ma attaccati senza riserve al potere: questo il messaggio della sinistra più o meno radicale». Ricorda che Massimo D'Alema il prossimo mercoledì sarà chiamato a rispondere in Senato sulle scelte di politica estera: «Non potrà ritenere archiviate le posizioni dei partiti della sua coalizione che a Vicenza hanno manifestato contro le scelte del governo. E non potrà sfuggire al dovere di fare chiarezza e dovrà chiedere alla sua maggioranza l'avallo politico riguardo a Vicenza».
Attende il governo al dibattito in Senato di mercoledì anche Altero Matteoli, capogruppo di An: «Adesso il governo dovrà ritirare la decisione sull'ampliamento della base statunitense, oppure il corteo sarà derubricato a semplice sfogatoio per i seguaci della sinistra radicale?». E si chiede: «Come farà il ministro degli Esteri a mettere insieme ciò che non si tiene neppure con l'attak?».
Su quello che farà Prodi punta l'attenzione anche Mario Landolfi, presidente della Commissione di Vigilanza Rai: «O Prodi fa marcia indietro come gli intima una parte non irrilevante della sua stessa maggioranza oppure quello di oggi è stato solo un anticipo del Carnevale. In entrambi i casi il corteo di Vicenza fotografa lo stato confusionale di un governo incapace di decidere unitariamente». Il buon risultato della manifestazione spinge l'opposizione a evidenziarne ancora di più la contraddizione: «Dopo Vicenza si è aperta una nuova convulsa pagina della guerriglia dentro l'Unione che è sempre più di lotta e meno di governo», afferma Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Fi. E il leghista Roberto Calderoli mette in evidenza come la manifestazioni di ieri e quella del 2 dicembre della Cdl siano state entrambe contro Prodi e la sua linea di governo: «Con un gesto di onestà intellettuale dovrebbe abbandonare il suo ruolo di governo».
Critico anche Marco Follini, leader dell'Italia di mezzo, che parla di rito logoro: «Riporta la sinistra italiana al "come eravamo" di qualche anno fa». Caustico Paolo Boaniuti, portavoce di Silvio Berlusconi: «Una città bloccata, un impegno massiccio delle forze dell'ordine, un pomeriggio di festa passato nel timore: e tutto questo perché una parte della sinistra che governa voleva manifestare contro il governo della sinistra».