Berlusconi: «Giovedì mi aspetto il sì della Moratti»

La Gelmini: «Adesioni oltre ogni previsione». Borghini scherza sulla raccolta dei fondi: «Non facevo le collette nemmeno quando ero nel Pci»

Sabrina Cottone

Letizia Moratti non c’è ma alla cena elettorale di Forza Italia tutti giurano di essere tranquilli. E quando Silvio Berlusconi fa il nome della signora per la riforma della scuola, il salone della Fiera si riempie di applausi. È l’unico accenno del premier a colei che si prepara a sciogliere definitivamente le riserve sulla candidatura a sindaco di Milano. Ma poi, a margine della serata, il premier torna sull’argomento quando gli viene chiesto se non tema un ripensamento. «Non direi proprio», dice. E aggiunge: «Mercoledì (domani per chi legge, ndr) daremo corso all’approvazione del maxi emendamento alla Finanziaria e quindi giovedì il ministro potrà dare la sua risposta».
«Letizia Moratti è l’unico ministro citato dal premier insieme al sottosegretario Letta. Lo considero un segnale di investitura politica forte alla vigilia del giorno in cui scioglierà le sue riserve», commenta subito il vice-commissario azzurro Tiziana Maiolo. Intanto Berlusconi passa a parlare di ciò che sta nel cuore dei milanesi: il derby. «Sono a lutto, ma non sono un anti-interista viscerale, sono un milanista razionale e questo è il motivo per cui ho cenato anche con degli interisti...».
Cento tavoli, quasi mille ospiti paganti, anzi finanziatori della campagna elettorale di Fi: mille euro il prezzo del posto per gli ospiti semplici, tremila euro la somma richiesta a parlamentari e consiglieri regionali. Nella sala luci azzurre e decori bianchi e anche qualche sfumatura di rosso: i fiocchi dell’albero e le stelle di Natale che addobbano i tavoli. Sul megaschermo sopra il lungo tavolo di Berlusconi la bandiera di Forza Italia. Gli ospiti sono imprenditori, politici e simpatizzanti azzurri.
Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia allo stesso tavolo del premier, parla della candidata: «La Moratti è il candidato sindaco dei nosti desideri, che credo si realizzeranno. Sappiamo che vuole concludere il mandato di ministro, giustamente e correttamente». Maurizio Lupi, vice commissario cittadino, va oltre: «Il candidato sindaco ce l’abbiamo e questa settimana dirà di sì. La sua presenza stasera non era prevista, d’altra parte è la cena d’avvio della campagna elettorale per le politiche». Anche il sindaco Gabriele Albertini è tra gli «ospiti star» e in mattinata aveva detto che «avrebbe scambiato quattro parole con il presidente del Consiglio». La mobilitazione del partito c’è tutta. A dimostrarlo anche l’assessore regionale Piero Borghini, che scherza sulla raccolta fondi a cui si è dedicato per il suo tavolo: «Non facevo le collette neanche quando ero nel Pci». Nel suo discorso, Berlusconi spiega che il denaro serve non per finanziare i partiti ma la politica per i cittadini. Tra i commensali molti imprenditori, soprattutto piccoli e medi, liberi professionisti e uomini dello spettacolo come Renato Pozzetto e Memo Remigi. «Non sono tutti iscritti, ma credono in Forza Italia e vogliono dare il loro contributo per la politica portata avanti dal premier», sintetizza la coordinatrice regionale, Mariastella Gelmini, anche lei al tavolo di Berlusconi. La Gelmini è molto soddisfatta della serata: «Siamo partiti da sessanta-settanta tavoli, siamo dovuti arrivare a cento per il gran numero di adesioni».
Tra gli ospiti anche molti consiglieri comunali, a partire dal capogruppo azzurro Manfredi Palmeri fino a Pennisi, Triscari, Mascaretti, Pillitteri, la Martini Giobbi. «Ma siamo arrivati qui solo dopo che la seduta è stata sospesa. La nostra presenza è la conseguenza, e non la causa, della caduta del numero legale» spiega Palmeri. I consiglieri, infatti, sono impegnati in una maratona per far approvare il bilancio di previsione entro la fine dell’anno.