Berlusconi: "Giustizia, entro un anno la separazione fra pm e giudici Ddl popolare per diminuire i deputati"

Il premier rilancia sulle riforme: &quot;Sto pensando a un ddl di iniziativa popolare per portare i deputati a 300 e i senatori a 150&quot;. E sulla giustizia: &quot;Non mi ritirerò finchè non saranno separati gli ordini&quot;. <br />
Napolitano: &quot;Rispettare gli equilibri costituzionali&quot;. Il Pd chiama a raccolta Udc e Idv in &quot;difesa del Parlamento&quot;. Ma Di Pietro e Casini dicono no. L'Anm: no alla separazione delle carriere

Roma - "Sto veramente pensando a un ddl di iniziativa popolare per portare i deputati a 300 e i senatori a 150. Perchè un testo di iniziativa popolare? Perchè voglio vedere il Parlamento non votare positivamente una legge presentata con il sostegno di milioni di elettori" ha detto il premier Silvio Berlusconi in una intervista a Rtl 102.5.

Berlusconi: "Ho solo detto che è pletorico"
"Ho detto solo che che è pletorico: 630 deputati sono troppi" e "a causa di questo regolamento per fare una legge ci vogliono venti mesi". "Non si può pretendere - ha concluso - di essere uno Stato moderno se andiamo avanti così". Un premier a ruota libera ai microfoni di Rtl. Berlusconi ha anche detto che il caso Mills "sarà solo un boomerang per la sinistra e mi rafforzerò", auspicando un risultato forte per il Pdl alle europee. "L’obiettivo del Pdl è molto di più del 40 per cento. I sondaggi ci danno al 45 per cento e io al nostro congresso ho indicato come obiettivo il 51 per cento, come risultato da attingere nei prossimi anni". "Dobbiamo dare un drizzone all’Europa" ha ribadito il premier sottolineando come non esista una politica europea unitaria a livello internazionale o di energia o di ambiente.

Separazione degli ordini "Non mi ritirerò dalla politica, se non quando sarà diventata legge dello Stato la separazione tra gli ordini e cioè l’ordine dei giudici, che giudica, e l’ordine dell’avvocato dell’accusa, gli attuali pm". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervistato da Rtl 102,5 e ha aggiunto: "Questo si deve fare e stiamo preparando" un provvedimento "e immagino che sarà fatto nel prossimo anno".

"Mi hanno travisato" "La Finocchiaro e D’Alema si sono comportati in modo indegno, ignobile e spudorato attribuendomi parole che non ho mai pronunciato e cioè che il Parlamento sarebbe inutile e dannoso". Lo comunica, con una nota da Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

"Non c'è bisogno dell'opposizione per fare le riforme" "L’opposizione non è necessaria, non è indispensabile per fare le riforme: c’è da riformare i regolamenti parlamentari, da fare la riforma della giustizia penale per separare gli ordini" e per quanto riguarda "la riforma sui numeri del Parlamento io penso che la manderemo avanti e credo che lo faremo con il disegno di legge di iniziativa popolare", il premier, nel corso di un’intervista a Radio Montecarlo, manda un messaggio preciso. Poi: "Non vedo che cosa ci possa essere nei miei confronti che sono il più rispettoso nei confronti della Costituzione sulla quale peraltro ho giurato" risponde a chi gli chiedeva se le parole del presidente della Repubblica sul necessario rispetto della Costituzione fossero rivolte a lui.

"Su Noemi tentato di rispondere in Parlamento" E il Cav torna all'attacco sul caso Noemi Letizia: "Il comportamento di molti giornali è veramente indegno, ignobile e direi sconcio e quando la gente si accorgerà di quale è la vera situazione e di quello che loro hanno fatto ci saranno molte persone che si dovranno vergognare". Berlusconi aggiunge, però, che se sarà, non sarà subito. "Prima li lascio andare avanti perché così si mostrano per quello che sono. E sarà un boomerang tale che si vergogneranno, e perderanno consenso e la stima degli elettori, perché in tutta questa vicenda non c'é nulla che non sia più che pulito".

Napolitano: "Rispettare equilibri costituzionali" Commemorando Giovanni Falcone nell’aula bunker di Palermo, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha detto che conta, nella lotta contro la mafia, "la crescita della coscienza critica e della fiducia nello Stato di diritto", e ha sottolineato che essa "può rafforzarsi solo in un clima di rispetto in ogni circostanza degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli".
 
Pd, Idv e Udc incontro per risposta a Berlusconi Il Pd chiama a raccolta le altre forze di opposizione in Parlamento per definire una risposta comune a quello che viene considerato un attacco del premier alle "prerogative del Parlamento". I capigruppo democratici Antonello Soro e Anna Finocchiaro hanno scritto una lettera ai colleghi di Idv e Udc sollecitando un incontro al più presto: "Le recenti dichiarazioni di Berlusconi all’assemblea di Confindustria costituiscono un fatto di straordinaria gravità", scrivono Soro e Finocchiaro. "La reiterata manifestazione di ostilità e disprezzo verso le prerogative del Parlamento meritano una risposta adeguata. Siamo pertanto a proporvi di incontrarci per stabilire le modalità della nostra iniziativa".

Idv: "No, chiederemo la sfiducia"
Antonio Di Pietro ha respinto la proposta del Pd e ha chiesto piuttosto al partito democratico di sostenere una mozione di sfiducia nei confronti del premier Silvio Berlusconi. "La giusta risposta a Berlusconi non sono le solite riunioni e le sterili parole, ma azioni e provvedimenti determinanti", ha dichiarato il leader dell’Italia dei valori in una nota.  Dunque, ha annunciato, "presenteremo martedì prossimo, alla riapertura del Parlamento, la mozione di sfiducia per portare il dibattito in Aula e informare i cittadini. Ci auguriamo che tutti i parlamentari dell’opposizione la firmino e non si concentrino soltanto sulle vuote parole: gli attacchi al Parlamento e alla magistratura hanno bisogno di una risposta adeguata e di una forte e compatta opposizione".

Anche Casini dice no Pier Ferdinando Casini lancia la sfida al premier sul fronte delle riforme per ridurre il numero di parlamentari e dice un no secco al Pd sull'ipotesi di fare fronte comune, assieme a Italia dei Valori, per controbattere le affermazioni di Berlusconi su Camera e Senato. A Berlusconi dice forte che nell'Udc non ci sono capponi. "Noi - rileva - vogliamo tagliare il numero dei parlamentari. Chiediamo a Berlusconi di non fare come le province: ne aveva annunciato l'abolizione e adesso andiamo a votare perché se n'é dimenticato il giorno dopo le elezioni". Poi la stoccata: "Faccia davvero questa proposta e noi la votiamo. Riduciamo a cento i parlamentari". Per Casini non se ne farà nulla perché a dettare le regole del gioco alla fine è il Carroccio di Bossi: "Sono sicuro che Berlusconi verrà bloccato come al solito dalla Lega, che di fatto lo tiene in ostaggio". Non meno severo il commento sulla proposta del Pd. "Credo che questo appello - dice - vada rispedito al mittente perché è irricevibile da chi con i referendari rischia di consegnare definitivamente l'Italia a Berlusconi. Io sono per combattere le derive del governo, ma bisogna essere coerenti".

La Finocchiaro: subito la riduzione Andato a vuoto, clamorosamente, l'appello di Franceschini il Pd, per bocca della senatrice Anna Finocchiaro, rilancia. "Il governo chieda alla prossima conferenza dei capigruppo del Senato, come faremo noi del Pd, di mettere immediatamente all'ordine del giorno dei lavori di Palazzo Madama la nostra proposta di riduzione del numero dei parlamentari". Lo afferma in una dichiarazione Anna Finocchiaro. "Le senatrici e i senatori del Pd - aggiunge il capogruppo a Palazzo Madama - la voteranno. Invece di invocare proposte di iniziativa popolare, il presidente del Consiglio provveda, se può e se è in grado, a farla votare dai suoi senatori".

L'Anm: non alla separazione delle carriere Sarebbe un "grave errore" separare le carriere dei magistrati ed è comunque "poco opportuno" discuterne "sempre in occasione di singole vicende giudiziarie". L'Associazione nazionale magistrati ribadisce la propria posizione. "Abbiamo più volte detto che la separazione delle carriere sarebbe un grave errore proprio per garantire la libertà dei cittadini - ricorda il segretario Giuseppe Cascini - e che in ogni caso appare poco opportuno avviare una discussione sulla riforma della magistratura sempre in occasione di singole vicende giudiziarie". Anche il presidente dell'Anm Luca Palamara conferma il "no" del sindacato delle toghe: "Le riforme di cui c'é bisogno sono quelle che riguardano il funzionamento della giustizia e non il diverso tema dei rapporti tra i poteri dello Stato".

D'Alema: "L'ostacolo alle riforme è Berlusconi" L’ostacolo ad una riforma per la riduzione dei parlamentari non sono le Camere, ma lo stesso premier Silvio Berlusconi: ne è convinto Massimo D’Alema, presidente della fondazioni Italianieuropei, che ha parlato a margine del convegno Crescere tra le righe, organizzato dall’osservatorio permanente Giovani-Editori. "Abbiamo depositato da tempo una proposta per la riduzione dei parlamentari - ha spiegato - Berlusconi è l’ostacolo alle riforme: ha voluto fare il lodo Alfano per non essere processato, perché gli stava a cuore, il Parlamento lo ha votato e non è stato un ostacolo alla sua volontà".