Berlusconi: il governo cadrà, presto al voto

Il leader della Cdl: "Gli ultimi sondaggi dicono che siamo 55,7%, il centrosinistra è al 44,1%. Pdl federato la la Lega. Grande centro progetto aantistorico". Poi attacca: "Paese sfinito da tasse e crimini". E Prodi avverte i suoi alleati: nuova legge sì, voto no

Gubbio - "Qualcosa mi dice che questa maggioranza imploderà presto: dopo di che, noi dovremmo raccogliere i frutti del nostro lavoro con elezioni immediate. Si dovrà andare immediatamente al voto". Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, nel suo intervento al seminario di Gubbio. Gli ultimi sondaggi dicono che il centrodestra è al 55,7%, contro il 44,1% del centrosinistra; e mentre il Partito democratico "é fermo al 27%", Forza Italia è arrivata al 32,7%. Lo ha detto il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, nel suo intervento al seminario di Gubbio. Quanto al gradimento personale, l'ex premier ha detto di essere al 63%.
"No assoluto a un governo istituzionale" "Il patto che avevo proposto subito dopo le elezioni adesso è irriproponibile. Dico assolutamente no all'ipotesi di un governo istituzione perché se cade Prodi si va direttamente alle elezioni: questa ne è la dimostrazione". Così Silvio Berlusconi a margine del seminario di Gubbio ha chiarito un passaggio del suo intervento a proposito del dopo Prodi.
"Paese sfinito da tasse e crimini" Silvio Berlusconi torna ad attaccare così governo e maggioranza, accusando l'esecutivo Prodi di aver "sfinito" il Paese e di averlo messo sotto un "tallone". "Il Paese è sfinito e non ne può più, ne siamo tutti testimoni", ha detto il leader di Fi nel corso del suo lungo intervento al seminario di Gubbio. "L'attuale governo, nato dall'assemblaggio di un cartello elettorale senz'anima e senza nobiltà politica, sta ponendo il suo tallone sui cittadini che considera dei sudditi e li tratta alla stregua di sconsiderati evasori", ha attaccato il Cavaliere. "Quello di Prodi - ha proseguito Berlusconi - non è un governo, ma un controgoverno, un governo delle controriforme" come dimostra il "programma scellerato e controriformista" che hanno sottoscritto. "La casta - ha detto l'ex premier rivolto alla platea di parlamentari e sostenitori di Fi -, l'unica vera casta sono loro: la casta che acquista le case nel centro di Roma a prezzi di favore e con la stessa disinvoltura occupa tutte, tutte le istituzioni della Repubblica, senza neanche un pieno e legittimo mandato popolare". "La crisi italiana - ha proseguito il Cavaliere nella sua requisitoria - è precipitata dopo le ultime elezioni e si sta avvicinando a una spirale pericolosa perché Prodi e la sinistra hanno voluto governare l'Italia con una maggioranza risicata". Il tasto del fisco è stato quello su cui Berlusconi ha battuto maggiormente: "Sentire Prodi parlare di tregua fiscale é stata una assurdità senza precedente e infatti i suoi padroni della sinistra radicale lo hanno immediatamente smentito". Bisogna, ha continuato, "interrompere subito il circuito perverso della sinistra che per cultura storica non capisce che il fisco oppressivo è un vero e proprio attentato alla libertà dei cittadini". Insomma, ha detto, "dobbiamo rispondere subito e con fermezza". Ora, ha aggiunto, "vogliono perfino tassare le opere sociali della Chiesa, mentre mantengono tutti i privilegio per i sindacati e per le cooperative rosse. Quelle coop che sono delle vere e proprie centrali finanziarie per il partito".
"Grande centro progetto antistorico e illusorio" "C'é un ostacolo sulla strada del bipolarismo: la nostalgia del centro, il progetto, il sogno, l'ambizione di ricostruire una forza politica in grado di condizionare il centro. Ma è illusorio individuare il centro come lo spazio in cui tutto si compone e tutto è virtuoso" e in ogni caso "non si può dare vita ad un partito di centro senza Forza Italia: se lo si vuole fare lo si deve fare con noi". Silvio Berlusconi chiude seccamente ogni spazio politico: "Non c'é spazio per manovre di frontiera che sarebbero antistoriche e datate".
Prodi: riforma elettorale non significa elezioni Che ci sia bisogno di una nuova legge elettorale non c'é dubbio, ma questo "non è un buon motivo per chiedere elezioni anticipate". L'altolà arriva dal presidente del Consiglio Romano Prodi che ha aperto così il suo intervento all'inaugurazione della Fiera del Levante di Bari. Segnale chiaro in vista di un autunno che avrà la riforma del sistema elettorale fra i primi punti dell'agenda politica. Uno stop a quanti, nell'opposizione ma anche nella maggioranza, hanno invece legato in qualche modo i due passaggi. Il Professore spazza subito via i dubbi e chiarisce che se non vuole tornare alle urne non è certo per il gusto del potere, ma perché la "continuità nell'azione di governo è una condizione indispensabile per affrontare i problemi dell'Italia, per il suo ritorno alla normalità. E anche gli italiani - è convinto Prodi - questo ormai l'hanno capito. Dopodiché, è chiaro che occorre cambiare il 'porcellum' varato dal centrodestra, perché solo così si possono "superare gli elementi di instabilità e frammentazione". Normalità, serietà: questo è quello che desiderano i cittadini per vivere "finalmente - sottolinea Prodi - in un Paese dove non contino gli annunci, ma le azioni concrete". Il tutto nel rispetto "dei valori e delle leggi sui cui si fonda la nostra democrazia, leggi - è l'anticipo di un nuovo attacco che questa volta ha per bersaglio unico e certo il governo Berlusconi - che troppo spesso vengono violate anche per l'indebolirsi del senso civicò".