Berlusconi: "Una grande compagnia per un grande Paese"

Oggi il via libera dal Cdm al decreto legge e al disegno di legge delega sulla compagnia di bandiera. Il presidente del Consiglio: "Un grande Paese deve avere una
grande, solida, efficiente compagnia di bandiera"

Roma - "Un paese come l'Italia deve avere gli strumenti adeguati per proteggere la propria economia nel mondo. Uno di questi strumenti è una grande e solida compagnia di bandiera". Via libera dal Consiglio dei ministri al decreto legge e al disegno di legge delega su Alitalia. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è soddisfatto del lavoro fatto da tutta la squadra di governo e, pur non nascondendo i sacrifici che dovranno essere fatti, insiste sulla necessità di "intervenire" quanto prima per salvare la compagnia di bandiera.

Il lavoro di Palazzo Chigi "Avere una compagnia di bandiera italiana solida era indispensabile", ha spiegato il presidente del Consiglio che è fermamente convinto che "un grande Paese deve avere una grande, solida, efficiente compagnia di bandiera". Fino a pochi mesi fa la sola alternativa era il fallimento, ma Palazzo Chigi e l'advisor Banca Intesa sono riusciti a mettere insieme un piano capace di "salvare Alitalia". "Abbiamo evitato la soluzione del
precedente governo - ha spiegato il Cavaliere - che sarebbe stata una svendita ad una compagnia straniera peraltro di un paese in diretta concorrenza con noi nel campo del turismo". Ma il centrodestra si è opposto: "Avevamo il dovere di intervenire, siamo intervenuti con concretezza. Ci siamo riusciti". Missione compiuta, insomma, senza dovere appoggiarsi su partner esterni: "Il governo di Alitalia resterà nelle mani degli italiani. Eventuali partner internazionali entreranno solo come soci di minoranza".

I sacrifici da fare "Ci sono dei sacrifici da fare, serve un ridimensionamento del personale ma sara inferiore a quello che si sarebbe avuto con la svendita di Alitalia. Ma l’esigenza primaria è stata il rispetto dell’interesse del paese, era l’unica scelta altrimenti c’era il fallimento". Il presidente del Consiglio ha assicurato che "il personale in eccedenza si troverà in una situazione su cui interverremo". Insomma, nessuno sarà abbandonato. Una linea comp'letamente diversa da quella portata avanti dal precedente governo Prodi. "La precedente trattativa con Air France - ha poi puntualizzato il premier Berlusconi - è fallita non per il nostro intervento, perchè eravamo all’opposizione, ma per per colpa dei sindacati".

Il nodo contribuenti Berlusconi è ottimista sulla ricaduta che l'operazione potrebbe avere sui contribuenti italiani. Secondo il premier, infatti, la Newco la sarà "una compagnia nuova, più efficiente, finanziariamente in equilibrio e tecnologicamente avanzata, che non peserà più sulle spalle dei contribuenti". E ha assicurato: "Il personale in eccedenza, così come i piccoli risparmiatori, non saranno abbandonati, perché non è giusto che siano i singoli a pagare per gli errori del passato".