Berlusconi: "Ho riportato Napoli in Occidente"

Dopo il Cdm sui rifiuti sotto il Vesuvio: &quot;È finita solo la fase acuta, restano 2mila tonnellate di monnezza da smaltire. Ma lo Stato è tornato Stato&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=277052">Bassolino ammette</a></strong>: &quot;Sconfitto il partito del no&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=277049">Viaggio tra i vicoli sgombri</a></strong>

Napoli - Emergenza rifiuti? Bye-bye. C’è di nuovo «aria d’Occidente» ai piedi del Vesuvio. E i dissidi con la Lega? Non esistono. Anzi, l’azione di governo prosegue all’unisono. Ed è pronto un «percorso abbinato» per approvare, si spera entro l’anno, la riforma della giustizia e il federalismo fiscale, «fondamentali», entrambi. E l’opposizione, se vuole, «sia aperta al dialogo e non abbia pregiudiziali», altrimenti...

Napoli, Palazzo Reale, tardo pomeriggio. Silvio Berlusconi si gode la fine del disastro immondizia in Campania. E, pur avvertendo che «è finita solo la fase acuta», spiegando che la parola fine, per l’emergenza, non è ancora dietro l’angolo, assicura: «Lo Stato è tornato ad essere lo Stato». E, affiancato da La Russa, Prestigiacomo e Bertolaso, dà così il via alla conferenza stampa: «Siamo tutti molto felici per aver dato vita ad un’opera di civiltà nei confronti di Napoli». Che «58 giorni dopo» l’impegno preso dal governo, lanciato lo scorso 21 maggio, «torna ad essere una città occidentale, pulita e ordinata». «C’erano 50mila tonnellate di rifiuti - spiega il premier - e adesso ne rimangono meno di 2mila. Ma sono quelle più pericolose, che vanno asportate con particolare cautela».
Certo, avverte Berlusconi, «è finita la fase drammatica, ma si apre adesso una nuova emergenza, che continuerà fino a quando non saranno attivi i quattro termovalorizzatori. Intanto, informa il Cavaliere, il ministro dell’Ambiente, d’intesa con il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, ha firmato un protocollo d’intesa per finanziare gli interventi di bonifica in 37 comuni campani, nei quali esistono o verranno realizzati impianti di smaltimento dei rifiuti. L’investimento totale è di 526 milioni, che verrà diviso in parti eguali. Un ulteriore passo in avanti, dunque. Ma la strada è ancora lunga. Tempi di percorrenza? Tre anni, pronostica Berlusconi, che si augura comunque possano ridursi a due. In ogni caso, assicura, «andremo ad investigare le responsabilità pregresse». Ma non è finita qui. «Ieri il presidente Napolitano ha firmato il decreto che sblocca 60 miliardi di fondi Ue per il 2007-2013, in massima parte per il Sud. Fermi colpevolmente da un anno».

Un altro successo, dunque, per l’esecutivo, condiviso appieno dal Carroccio. «Al di là di quello che avete scritto», attacca il presidente del Consiglio - rivolgendosi ai giornalisti in sala, che avevano giudicato l’assenza odierna di Umberto Bossi e Roberto Calderoli come un segnale negativo e motivo di nuovo attrito interno - «la Lega oggi era partecipe». Lo testimonia anche la telefonata avuta poco prima con il Senatùr, che «si è complimentato per la riuscita dell’operazione». E a proposito di Lega, Berlusconi ribadisce che la riforma della giustizia e il federalismo fiscale sono allo stesso modo «fondamentali per ammodernare il Paese. Credo quindi che si possa portare avanti un percorso abbinato tra le due Camere. E la nostra intenzione - puntualizza - è arrivare al varo delle due riforme entro fine anno. Ma in ogni caso, non sarebbe grave se succedesse il prossimo anno». Congedandosi poi dai cronisti, il Cavaliere precisa ancora di non aver mai avuto intenzione di inserire l’immunità parlamentare tra i punti chiave della riforma. «Io non l’ho mai detto - rimarca Berlusconi - quindi nessuna marcia indietro».

Prima di volare a Napoli, però, insieme ai ministri «romani», Berlusconi «stuzzica» in tarda mattinata la platea della Coldiretti. E ne approfitta per lanciare una nuova stoccata al Pd: «In Parlamento sono presenti frange estreme e giustizialiste che molto spesso ci fanno disperare». Piuttosto chiaro il riferimento alla pattuglia dei dipietristi.

Berlusconi, inoltre, che ama farsi paragonare al «Brunello di Montalcino», visto che «con gli anni migliora», sottolinea di aver trovato, al suo ritorno a palazzo Chigi, «un’Italia davvero messa all’angolo», anche in ottica europea. Tanto da poter rivendicare che «in poche settimane la musica è cambiata», assicurando, al tempo stesso, che il governo durerà a lungo e «darà il suo contributo per altri cinque anni. Entro i quali - promette - potremo abbassare la pressione fiscale sotto il 40% se riusciremo a ridurre il debito pubblico».

A seguire, l’annuncio tanto atteso sul futuro Pdl, che «scriverà la storia politica d’Italia nei prossimi decenni». «A gennaio 2009 - riferisce il premier - ci sarà un grande congresso nazionale in cui Forza Italia, An, Dca e i partiti minori si fonderanno e daranno vita a un nuovo grande movimento, che rappresenterà tutti coloro che sono alternativi alla sinistra». Immancabile, infine, un accenno al «suo» Ronaldinho, che fa mugugnare la platea romana della Coldiretti. «Il bel calcio si apprezza indipendentemente dalla maglia», rimbrotta il Cavaliere. Arriva il triplice fischio. Palla a centro.