Berlusconi: i Circoli della libertà non diventeranno mai un partito

Il Cavaliere sul movimento
della Brambilla: "È solo un fenomeno
collaterale alle formazioni liberali".
Aria di distensione dentro Forza Italia

da Roma

La prima avvisaglia arriva a metà mattina. Quando Sandro Bondi se la prende con Libero per la titolazione della sua intervista che, dice il coordinatore azzurro, «stravolge tutto il mio ragionamento su Forza Italia, sul Partito della libertà e sul mio percorso politico ». Insomma, «come si deduce dalla semplice lettura del testo», l’intervista di per sé è assolutamente fedele al pensiero del dirigente azzurro, mala titolazione - accusa Bondi - è da «grottesco teatrino del giornalismo». Un’avvisaglia, dicevamo. Perché quando sono ormai le sette di sera è Silvio Berlusconi a dettare alle agenzie di stampa la sua precisazione, corretta e limata per tutto il pomeriggio durante una lunga passeggiata per il parco di Villa Certosa. Precisazione che, ancora una volta, ha come obiettivo il quotidiano diretto da Vittorio Feltri che ieri titolava la prima pagina sui malumori interni a Forza Italia («Tremonti in crisi di nervi ») nei confronti dei Circoli di Michela Vittoria Brambilla.

Il Cavaliere, dunque, dopo una mattinata di consultazioni telefoniche con Bondi, Fabrizio Cicchitto e Giulio Tremonti, decide di provare a chiudere la querelle tra Forza Italia e Circoli che va ormai avanti da prima dell’estate. Perché il partito rischia di implodere e sono molti a mostrarsi insofferenti (soprattutto i senatori, lamentava in privato ancora nei giorni scorsi il capogruppo Renato Schifani), ma pure perché l’ex premier è dell’idea che la Brambilla si stia «sovraesponendo », con il rischio di danneggiare l’operazione Circoli. Che, dice il Cavaliere, «non sono e non intendono diventare in nessun modo un partito politico, ma sono e devono essere semplicemente un fenomeno di collateralismo ai partiti dell’area liberale». Insomma, il compito dei Circoli della libertà è quello di «aggregare e coinvolgere nell’impegno pubblico quei cittadini che, pur preoccupati dalla presente situazione d’emergenza democratica, non intendono impegnarsi direttamente all’interno diun partito».Unconcetto che Berlusconi aveva già espresso nei giorni scorsi ma su cui ieri è voluto tornare con forza. Tanto che invece di affidarecome suo solito la precisazione al fidato Paolo Bonaiuti ha deciso di intervenire in prima persona.

E qualche effetto le parole del Cavaliere sembrano averlo ottenuto, visto che per la prima volta da settimane il clima dentro Forza Italia si è andato distendendo. Per dirla con un ex ministro azzurro, «Berlusconi non poteva essere più chiaro». «Le indiscrezioni giornalistiche che riguardano Forza Italia - spiega infatti il Cavaliere - sono prive di fondamento». Insomma, Forza Italia «è in campo con il suo 32 e più per cento, ed è e rimane saldamente il primo partito del Paese, un partito in crescita e sempre più radicato sul territorio». Parole di elogio anche per il gruppo dirigente, «esperto e affiatato », e che «ho l’orgoglio e la soddisfazione di aver fatto crescere in questi anni». Berlusconi, poi, torna a immaginare il percorso che dovrebbe in futuro approdare al Partito della libertà. Una strada che ha più volte tratteggiato, l’ultima giovedì scorso alla festa di Azione giovani. «Forza Italia - dice - può diventare il nucleo fondante di un percorso unitario che abbia come obiettivo la formazione di un grande partito dei moderati che, all’insegna dei valori e dei programmi del Ppe, miri a coinvolgere consensualmente e democraticamente tutte le formazioni politiche dell’area moderata e liberale a partire da An e dall’Udc».

E «la prima tappa di questo processo politico » è la federazione che «si rivolge anche alla Lega» ed è «un obiettivo a portata di mano per raggiungere il quale, fin dalle prossime settimane, si possono compiere dei passi in avanti significativi». Un progetto al quale i Circoli della libertà parteciperanno ma solo in seconda battuta. L’obiettivo di un’aggregazione unitaria, infatti, «potrà essere la risultante sia del confronto e dell’incontro fra i vertici delle forze politiche che della partecipazione spontanea della società civile attraverso i Circoli della libertà, i Circoli del buon governo e di ogni altra forma di iniziativa dal basso, in parte già esistente».