Da Berlusconi i vertici di Ifil e Fiat

Prima Gianluigi Gabetti insieme a John Elkann, quindi Luca di Montezemolo: alla vigilia del cda di Fiat, in programma questa mattina, il presidente della holding di controllo con il vicepresidente sia di Ifil che del Lingotto, seguiti dal numero uno del gruppo, sono stati ricevuti a Roma dal premier Silvio Berlusconi. «Non sono stati trattati in alcun modo i temi caldi di questi giorni (forte rialzo dei titoli Fiat, voci su scalate, dati trimestrali e aggiornamento del piano industriale di Fiat Auto, ndr); è stata solo una vista di cortesia dovuta al primo ministro e decisa da tempo», hanno precisato fonti vicine alla holding. Il sospetto, però, che i vertici di Ifil e Fiat abbiano anticipato a Berlusconi le strategie che accompagneranno il Lingotto da qui a fine anno rimane. Oltre al cda di oggi (gli analisti hanno ipotizzato un utile netto consolidato intorno ai 200 milioni, mentre il rosso per l’Auto dovrebbe dimezzarsi: è stimato dal mercato tra i 120 e i 150 milioni contro i 282 milioni del 2004), il 3 agosto si terrà a Roma la riunione con governo e sindacati sull’aggiornamento al piano di rilancio, mentre alla fine di settembre le banche entreranno nell’azionariato del gruppo. Intanto sono stati comunicati i dati trimestrali di Cnh, società quotata a New York che produce macchine agricole e movimento terra, che ha registrato nel secondo trimestre un utile netto pari a 114 milioni di dollari rispetto agli 83 milioni dello stesso periodo del 2004. «L’utile netto è stato leggermente migliore delle attese, nonostante un più accentuato deterioramento rispetto alle stime del mercato sudamericano», ha detto l’amministratore delegato di Cnh, Harold Boyanovsky. Alla vigilia del cda, infine, l’azione Fiat ha frenato (meno 1,8%) tornando sotto i 7 euro, tra scambi ancora intensi che hanno riguardato poco meno del 3% del capitale. Da parte sua Bnp Paribas, una delle due banche straniere del convertendo (l’altra è Abn Amro), ha portato la sua quota in Fiat al 2,009 per cento.\