Berlusconi: "Immigrati, niente marcia indietro"

In una conferenza stampa con il presidente egiziano Mubarak il premier nega di aver cambiato idea in materia di clandestini. Ora la parola passa al parlamento. In arrivo interventi e aiuti per facilitare il rimpatrio degli irregolari. I 19 articoli del ddl sui clandestini. Bossi: "Nessuna lite nella maggioranza"

Roma - Sul reato di immigrazione clandestina "non ho fatto nessuna marcia indietro". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, risponde così ad una domanda nella conferenza stampa al termine del bilaterale Italia-Egitto. "Non ho nessuna preoccupazione - sottolinea il premier - e non ho fatto nessuna marcia indietro e mi dispiace che i giornali abbiano commentato in assoluta malafede una mia dichiarazione". Berlusconi spiega che "sul reato di clandestinità non ho fatto nessuna marcia indietro, ho espresso una mia opinione personale e, anzi, la norma proprio per un mio intervento anziché nel dl è stata inserita nel ddl per essere sottoposta al vaglio del parlamento e ad un approfondimento circa la sua concreta applicabilità". Dunque, conclude Berlusconi, "sarà il parlamento, come era nella mia volontà, ad approfondire. Mi spiace si continui in questa moda di fare un caso su ciò che caso non è".

"Una norma che preveda il carcere per, mettiamo caso, 4 mila immigrati clandestini che entrano al giorno, vuol dire avere tantissimi magistrati capaci di operare, altrettante carceri dove ospitarli. È un fatto che non ha nessuna concretezza".

Politiche di rimpatrio "Come fatto nei cinque anni in cui sono stato al governo, riprenderò i contatti con i Paesi rivieraschi del Mediterraneo: penso anche all’apertura di scuole in modo da preparare professionalmente le persone che possono venire in Italia a darci una mano in settori occupazionali dove siamo deficitari". "Il nostro scopo - aggiunge Berlusconi - è intensificare i tantissimi accordi che già esistono, aumentare la nostra presenza sul piano economico, penso a Eni, Enel e Finmeccanica, a diffondere il nostro know-how e la nostra grande ricchezza, che è il talento imprenditoriale. Insieme a loro possiamo portare benessere e sviluppo. Non è solo un dovere di solidarietà ma abbiamo anche la convenienza, perchè solo diffondendo benessere potremo avere pace".

I 19 articoli del ddl sui clandestini Si compone di 19 articoli il testo del ddl sicurezza all’esame del Senato. La bozza è stata trasmessa oggi dal Governo al parlamento. Il testo, che potrebbe essere assegnato all’esame della prima e seconda Commissione, e dovrebbe essere pubblicato in giornata, introduce il reato di immigrazione clandestina in Italia. La disciplina del nuovo reato è stabilta dall’articolo 9. Si prevede che "lo straniero che fa ingresso nel territorio dello Stato, in violazione delle disposizioni del presente Testo Unico, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni" e per questo "reato" si prevede come "obbligatorio l’arresto dell’autore del fatto e si procede con il rito direttissimo". Il testo prevede quindi che "il giudice, nel pronunciare la sentenza di condanna, ordina l’espulsione dello straniero".

Bossi: "Nessuna lite" "Sono sicuro che troveremo una linea. Non c’è nessuna lite all’interno della maggioranza, basterebbe copiare quello che fanno in Germania oppure nella cattolicissima Francia. Quello a noi andrebbe bene". Così il leader della Lega Nord Umberto Bossi, lasciando la sede del ministero, risponde a chi gli chiede un commento sulle dichiarazioni del premier Berlusconi in merito al reato di clandestinità.