Berlusconi: "Insieme cambiamo l'Italia" Fini: "13 aprile nuova festa di liberazione"

Il leader di An: "Quello che ci chiedono, dal Nord al Sud, è una
società in cui va avanti chi è bravo, chi si impegna&quot;. Il Cavaliere: &quot;Non abbiamo la bacchetta magica ma ci daremo da fare per rimediare ai disastri della sinistra&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=246511">Intanto cresce il vantaggio del Pdl sul Pd</a></strong>: 3,6 milioni di voti in più

Milano - L'entusiasmo è quello di sempre. La storia sembra tornata indietro di 14 anni quando nacque Forza Italia e il Polo delle Libertà. Ne è passato di tempo ma l'energia del Cavaliere pare aumentata. Per capirne la ragione non occorre scomodare esperti di comunicazione o psicologia. E' sufficiente tenere conto di un dettaglio: Berlusconi è riuscito a dare corpo al suo grande sogno, creare un unico grande partito che unisca gli elettori moderati che si ispirano al Partito popolare europeo. Mettere insieme la concretezza di un programma di governo ai comuni ideali e valori. In un giorno così importante il Cavaliere sente anche il peso della responsabilità. "Sono un po' preoccupato - ammette il leader del Pdl iniziando a parlare al Palalido di Milano - perché, da come siamo accolti quando andiamo in giro per l’Italia, si vede che c’è una grandissima aspettativa della gente perché pensano che noi possiamo fare moltissimo per rimediare ai disastri fatti dalla sinistra in questi 20 mesi. La mia preoccupazione però, nasce dal fatto che non abbiamo la bacchetta magica, nessuno ha la bacchetta magica". Fatta questa premessa, fugata ogni possibile accusa di aver fatto promesse da marinaio, il leader del Pdl dà una grande iniezione di fiducia al suo popolo. Snocciola dati, programmi, idee. Diffonde ottimismo. E non mancano, ovviamente, le stoccate a chi ha governato negli ultimi due anni e tenta oggi di riproporsi come "nuovo".

"Per governare bene due legislature" "Per governare bene un paese una legislatura non basta, ne servono almeno due. La stessa signora Thatcher - rivela il Cavaliere - mi disse che la sua prima legislatura era servita per capire i problemi del paese e solo con la seconda ha potuto realizzare i programmi che si era prefissata. Noi siamo stati ancor più bravi perchè abbiamo fatto di più grazie anche al programma che avevamo già preparato quando eravamo all’opposizione".

Più poliziotti e carabinieri nelle città "Aumenteremo i poliziotti e i carabinieri di quartiere per averli in tutte le città italiane dai 15 mila abitanti in su. La sinistra invece - afferma - non ha saputo mai sottrarsi al suo convincimento di considerare poliziotti e carabinieri traditori della loro classe, che per soldi si sono venduti allo stato borghese fondato sulla proprietà. E per questo hanno sempre bloccato i fondi".

Meno tasse su famiglia, lavoro e imprese "Meno tasse sulla famiglia, sul lavoro, sulle imprese". Il Cavaliere ribadisce la sua "ricetta liberale". Dopo aver confermato l’intenzione di aumentare le pensioni minime e la volontà di eliminare gli enti inutili, l’ex premier parla della campagna elettorale della sinistra. "La campagna elettorale della sinistra si è quasi esaurita. Sono terminati i fuochi di artificio di Veltroni", osserva l’ex premier.

Nelle liste del Pd gli stessi di sempre "Nelle liste del Partito democratico - accusa il leader del Pdl - ci sono sempre gli stessi e ci sono tutti: Prodi, in politica da 45 anni; D’Alema, da 45 anni in politica, primo in lista a Napoli per coprire Bassolino; Veltroni, l’innovatore, il sindaco moderno, da 40 anni in politica; poi ci sono due giovani, Rutelli e Franceschini, in politica da soli 30 anni". Berlusconi ha fatto i conti e rivela che nel Partito democratico è candidato "il 70 per cento dei ministri, dei viceministri e dei sottosegretari che ci hanno portato questa eredità, a partire dai rifiuti della Campania. Sono sempre loro".

Appello al voto utile A un certo punto più che un comizio il discorso di Berlusconi sembra una piccola lezione di diritto costituzionale. Facendo riferimento all’attuale legge elettorale e alle soglie di sbarramento alla Camera e Senato, "di fatto le uniche due forze politiche che possono ottenere la maggioranza sono il Pdl o il Pd, con le forze apparentate". Per questo "se si vuole impedire la vittoria del Pd - è l’appello del Cavaliere - l’unica via efficace è votare Popolo delle Libertà. È chiaro? Altri voti non sono efficaci, vanno dispersi e fanno il gioco dell’altra parte politica".

Fini: "Nascerà un grande partito comune" "Il Popolo delle Libertà non è un cartello elettorale, ci saranno gruppi e parlamentari comuni e poi in autunno nascerà un grande partito comune legato al Partito Popolare Europeo". Lo ha detto Gianfranco Fini, intervenendo sul palco del Palalido. All’inizio del suo discorso il leader di An rende omaggio a Berlusconi "che è un grande innovatore della politica, ha creato il bipolarismo in Italia e ha fatto fare un passo avanti a questo Paese verso un aspetto politico europeo".

"Guardiamo al futuro" "Abbiamo deciso di mettere da parte il simbolo di un partito, ma certamente non la nostra storia. Abbiamo deciso di guardare al futuro. Ci sono momenti - ha aggiunto Fini - in cui c’è bisogno di coraggio, momenti in cui una classe dirigente è tale se accende una speranza e non si limita a difendere ciò che è stato acquisito". Fini ha quindi precisato che "il Pdl è nato per la volontà di andare avanti".

Rivoluzione conservatrice Fini promette una "rivoluzione conservatrice" in caso di vittoria. "L’Italia ha la possibilità di dar vita alla rivoluzione dei meriti". Al Paese, ha proseguito, serve una "moderna rivoluzione conservatrice che ci impegnamo a realizzare quando torneremo al governo. Quello che ci chiedono, dal Nord al Sud, è una società in cui va avanti chi è bravo, chi si impegna". Fini ha citato i valori "dell’identità nazionale" e quelli della "meritocrazia".

Uniti a Palazzo Chigi "A Palazzo Chigi non ci saranno uomini e donne di questo o quel partito, ma uomini e donne del Partito della Libertà, e con te sottoscriveremo un patto perchè con te si vince, si governa e si cambia l’Italia. Se ha un senso ciò che abbiamo fatto - ha concluso Fini - anche dopo il 13 aprile dovremo continuare a collaborare".

Palalido strapieno Il Palalido di Milano, dove ha preso il via la campagna elettorale del Popolo della Libertà con gli interventi di Berlusconi e Fini, era completamente esaurito. I due leader sono tornati insieme su un palco come non facevano dal 2 dicembre 2006, a Roma, nella celebre manifestazione di piazza San Giovanni. I militanti avrebbero preferito una struttura molto più grande. L'entusiasmo è alle stelle. Dalle gradinate e nel parterre sventolano le bandiere con il logo del nuovo partito.

Gadget per militanti: il "Silviodanaio" C’è anche il "Silviodanaio" tra i gadget venduti all’esterno del Palalido. Ai militanti viene venduto un salvadanaio che ricorda, ma in modo buffo, il viso di Berlusconi. La fessura per introdurre le monete è di fatto una bocca sorridente con in evidenza i denti. Chi lo vende ha sottolineato che il Silviodanaio è "il leader dei salvadanai. Il posto sicuro in cui mettere i risparmi".