Berlusconi: "Intercettato ancora? Lascio l’Italia"

Il Cavaliere poi avverte il popolo dei moderati: "I voti a Udc e Destra sono letteralmente gettati via"

Ancona - «E ora andate tutti a casa a convincere gli infedeli. Diffondete il verbo, il verbo della libertà». Sono quasi le otto di sera quando Silvio Berlusconi chiude il comizio in piazza del Plebiscito, gremita all’inverosimile al punto che pure le scalinate che portano alla chiesa di San Domenico sono praticamente inaccessibili. Un colpo d’occhio che fa un certo effetto, tra bandiere che sventolano e gente che si sbraccia. Al punto che già in macchina diretto all'aeroporto di Falconara per tornare a Roma, il Cavaliere è costretto a scendere e improvvisare una sorta di bis in piazza della Repubblica, con il solito strascico di foto, strette di mano, baci e abbracci. Al limite del tumulto, se quello che gli uomini della scorta chiamano ormai «il mucchione» vacilla pericolosamente più d'una volta. Un’accoglienza piuttosto calorosa, dunque, tanto che né gli scroscioni che si ripetono prima del comizio né la pioggia che accoglie il Cavaliere sul palco scoraggiano la piazza. «Mi pare - attacca a parlare Berlusconi - che il comizio sia già terminato causa intemperanze causate dal governo...». Battuta evidentemente di buon auspicio se di lì a qualche minuto smetterà di piovere.

E proprio dalle Marche, una delle regioni dove il partito di Pier Ferdinando Casini potrebbe incassare un buon risultato, l’ex premier torna sulla necessità del voto utile. «Tutti, ma proprio tutti i sondaggi - dice - ci danno 8-10 punti di vantaggio. E quindi dovremmo veramente raggiungere la vittoria, salvo la possibilità di brogli che dobbiamo assolutamente sconfiggere». Però, «chi al Senato votasse per l’Udc o per la Destra getterebbe letteralmente via il voto e potrebbe determinare una situazione in cui vi è il rischio di far eleggere, in determinate regioni in bilico, un senatore del Pd anziché uno del centrodestra». Insomma, «serve una vasta maggioranza» perché «non possiamo operare avendo pochi senatori» visto che «la sinistra avrà dalla sua i senatori a vita».
Torna poi sull’eccessiva pressione fiscale, su cui si era soffermato a lungo in mattinata a Roma durante un incontro con gli imprenditori edili. «Se le tasse sono troppo alte, al 50-60%, l’evasione o l’elusione fiscale», aveva detto, «sono giustificate». Parole che aprono l’ennesima querelle e che il Cavaliere spiega nel dettaglio visto che, scherza, «sono stato male interpretato dalle agenzie di stampa di sinistra». Evadere le tasse, chiarisce, «è sempre ingiusto» ed è lo Stato ad essere «criminogeno» facendo sentire i cittadini «autorizzati a non pagare le tasse che ritengono ingiuste». Insomma, «aliquote giuste, contribuenti onesti».

Durissima, invece, la presa di posizione sulle intercettazioni. «Continuo a usare il telefonino con la più ampia libertà, ma se escono di nuovo fuori delle registrazioni lascio questo Paese», attacca il Cavaliere spiegando di avere pronta una legge in materia. «Permetteremo le intercettazioni - dice - solo per reati di terrorismo e criminalità organizzata». Il nuovo provvedimento prevederà infatti «cinque anni di carcere» per «chi le ordina», per «chi le fa» e per «chi le diffonde», oltre «a multe salatissime per gli editori che le pubblicano».

Sulla possibilità di un rinvio delle elezioni dopo la sentenza del Consiglio di Stato sull’ammissibilità del simbolo della Dc di Giuseppe Pizza, pochi dubbi: sarebbe «l’ultimo regalo a Prodi» perché «con la par condicio noi abbiamo solo il 7% dello spazio su radio e tv». Insomma, «se per caso rinviassero le elezioni tutti i piccoli andrebbero su, mentre noi e il Pd andremmo giù». Di qui, l’appello a Pizza: «Mi auguro che dia un segno di responsabilità che lo premierebbe anche elettoralmente».

Poi, torna a criticare Walter Veltroni. «Il re - dice - è nudo visto che non è riuscito a ingannare gli italiani». Dopo aver detto di essere «il nuovo», attacca l’ex premier, «viene fuori che sia lui che Antonio Di Pietro sono due pensionati della politica». «E viene fuori - aggiunge - che questo oculato amministratore ha accumulato come sindaco di Roma nove miliardi di debiti e ha aumentato del 243% le consulenze». Insomma, «questo è il finale di chi pensava di poter ingannare gli italiani, ma nemmeno il signor Veltroni poteva farlo così a lungo e per così tanto tempo». «Il re - conclude - è nudo. Certo, magari è bello...». E alla signora che dalla piazza gli urla di «no», il Cavaliere ribatte alzando le braccia. «Questo lo dice lei...».