Berlusconi: intesa nel Polo sulla legge elettorale

Il Cavaliere annuncia l’accordo sulla proposta di riforma. «L’Udc?
Siamo rassegnati all’assenza, ma lasciamo le porte aperte». Vertice iad
Arcore con i leader di An e Lega. Decisi i candidati alle prossime
amministrative e il patto con il Partito dei Pensionati

Milano - Sfornato a mezzogiorno a Arcore, l’accordo Berlusconi-Bossi-Fini sulla legge elettorale nel pomeriggio è in corsa verso il Colle: proporzionale con sbarramento e premio di maggioranza nazionale anche al Senato. «Siamo d’accordo, siamo uniti e siamo maggioranza nel Paese» commenta Silvio Berlusconi, ben soddisfatto di aver ospitato ad Arcore i leader di An e della Lega, come non accadeva ormai da tanto tempo. «Abbiamo ripreso a lavorare come abbiamo fatto per lunghi anni», dice l’ex premier. Indugia sui contenuti della proposta comune («siamo aperti anche a due o tre richieste delle sinistre») prima di raggiungere i pensionati del partito di Fatuzzo, che in un hotel milanese siglano per acclamazione la nuova intesa elettorale con la Cdl.
«Pensionati, all’attacco ma dalla parte giusta» li arringa il Cavaliere, ricordando la loro alleanza con l’Unione corresponsabile della sconfitta del centrodestra alle politiche. Adesso, recuperati gli over sessanta delusi dalla finanziaria del governo Prodi, punta a riportare a casa Pier Ferdinando Casini e amici, anche se non fa un dramma della loro temporanea lontananza. Ad Arcore è presente Gianfranco Rotondi della Dc e Berlusconi insiste sui sondaggi che danno un centrodestra «in vantaggio tra i 9 e i 15 punti» e quindi in qualche modo autonomo da Casini. L’unità della Cdl rimane però un obiettivo importante. «Siamo rassegnati all’assenza dell’Udc, a cui però lasciamo le porte aperte» ripete Berlusconi. È un buon punto di partenza l’intesa per le amministrative del 27 e 28 maggio: «Anche l’Udc sarà presente con noi. Appoggeremo i suoi candidati e loro appoggeranno i nostri».
Fini e Bossi parlano la stessa lingua. «L’incontro è andato molto bene», il commento del segretario della Lega, più fiducioso anche sulla scelta del candidato a sindaco di Verona. «Incontro molto fruttuoso», dice anche il presidente di An. «Non poteva andare meglio» assicura il portavoce, Paolo Bonaiuti. La proposta di legge elettorale è stata studiata per salvare l’unità del centrodestra davanti al referendum (la Lega è contrarissima, An favorevole), ma la speranza della neo Cdl è anche trovare sponde nel centrosinistra. «La pistola del referendum è carica ed è sul tavolo», ricorda Fini, che non esclude il ricorso alle urne per modificare il sistema di voto. Berlusconi conferma la metafora della pistola ma non è convinto che possa sferrare il colpo decisivo: «Il referendum cambia la legge ma richiede anche un ulteriore atto legislativo. Credo che allora sarebbe molto meglio andare a votare con questa legge». L’ex premier ne difende la validità e ripete che le difficoltà di palazzo Madama dipendono da un intervento di modifica richiesto da Ciampi: «La legge elettorale che abbiamo fatto credo sia buona, ha consentito una buona governabilità alla Camera, non è accaduto al Senato perché il disegno originale è stato cambiato per un’interpretazione voluta dal Quirinale di allora».
Berlusconi è in pieno clima elettorale, in vista delle amministrative del 27 e 28 maggio che è deciso a politicizzare al massimo. Così, ecco l’accordo con il Partito dei pensionati di Carlo Fatuzzo, che in assemblea nazionale recita il mea culpa per aver sostenuto l’Unione di Prodi, con cui è ora in rotta a suon di ricorsi alla Corte costituzionale. «La sinistra si è dimenticata dei pensionati anche prima del 2001. Noi abbiamo fatto una politica sociale» rivendica Berlusconi in un discorso di quaranta minuti, durante il quale arriva tra gli applausi la critica ai «patronati sindacali che approfittano delle persone anziane».
Scherza anche su Fausto Bertinotti, che dopo una trasmissione tv gli ha confessato di puntare ancora all’abolizione della proprietà privata: «Non so che proprietà abbia, ma so che ha tante giacche di cachemire che gli stanno benissimo... ». I pensionati italiani sono venti milioni ed è a costoro che si rivolge quando parla già dei contenuti dell’accordo politico con Fatuzzo: l’abrogazione graduale del cumulo dei redditi tra anziani sposati e la pensione anticipata per chi assiste un famigliare non autosufficiente. Sintesi finale su Prodi e compagni: «È un governo capace di agire solo in negativo, che esprime odio politico e invidia sociale». Gli applausi non mancano.