Berlusconi: Italia indebolita contro il terrorismo

E Bondi replica a Rutelli: sull’Irak dimentica l’11 settembre

Adalberto Signore

da Roma

Silvio Berlusconi segue dalla Sardegna l’evolversi della situazione internazionale. E lo fa in silenzio, perché almeno fino a Ferragosto vorrebbe andare avanti con la sua pausa di riflessione, alle prese con un po’ di riposo e la lettura delle tante relazioni chieste ai dirigenti di Forza Italia in vista della riorganizzazione del partito. Il 25 agosto, infatti, dal palco del Meeting di Rimini dovrebbe iniziare a sciogliere qualche riserva e abbozzare la linea da seguire in vista dell’autunno caldo, sia per quanto riguarda la strategia dell’opposizione sia sul futuro del movimento azzurro.
A chi lo ha sentito nelle ultime 48 ore, però, il Cavaliere non nasconde la sua preoccupazione per i fatti di Londra. Anche perché, è il suo ragionamento, dopo il caso Abu Omar e l’inchiesta a carico del direttore del Sismi Niccolò Pollari, i nostri Servizi «rischiano di non essere all’altezza della situazione». «Con quello che sta succedendo - spiega ai suoi Berlusconi - noi ci ritroviamo con l’intelligence delegittimata». Insomma, «il Paese è scoperto». Una situazione ancora più grave perché in questi ultimi mesi «il nostro rapporto con gli Stati Uniti si è andato indebolendo». E quindi, ragiona l’ex premier, anche dagli Usa le informazioni filtrano in maniera più farraginosa di prima. Non è un caso che Fabrizio Cicchitto dica apertis verbis che «l’assalto giudiziario di cui è stato oggetto il Sismi ha creato serissimi problemi alle attività di intelligence».
Sono molte, poi, le perplessità sulla politica del governo sul fronte terrorismo. Come era prevedibile, Berlusconi non ha gradito le esternazioni di Francesco Rutelli («stiamo pagando il prezzo della guerra in Irak»). E infatti Sandro Bondi replica al vicepremier che «dimentica l’11 settembre e le altre stragi che hanno come unica causa il terrorismo islamico».
Così come l’azzurro Benedetto Della Vedova punta il dito contro la scelta di ritirare le truppe perché «se il processo di pacificazione dovesse davvero fallire la responsabilità sarà anche del governo Prodi». Il Cavaliere, poi, non nasconde il suo stupore per la scelta di Romano Prodi di trascorrere il day after dello sventato attentato a Londra e dell’assassinio del volontario italiano a Gerusalemme tra una pedalata e qualche battuta infelice in quel di Castiglion della Pescaia («e pensare che quando ero a Palazzo Chigi lavoravo 18 ore al giorno»).
A replicare al buonumore del Professore («sono qui per divertirmi, oggi è una giornata di disoccupazione», diceva ieri schivando i cronisti) ci pensa l’azzurro Osvaldo Napoli: «Divertirsi con quello che sta succedendo... Qualcuno lo fermi, perché è evidente che non si rende conto di essere presidente del Consiglio».
Mentre Gianni Letta si occupa di tenere aperti i canali «diplomatici» con la maggioranza, Berlusconi con i suoi non nasconde le perplessità sul fronte immigrazione e indulto. «Ridurre a cinque anni il tempo minimo per ottenere la cittadinanza - spiega - è un grave errore, soprattutto in questo momento». Il Cavaliere non ne fa tanto una questione di principio, quanto di contingenza. Insomma, «in Parlamento quella legge va rivista» perché «non può passare così com’è». Conferma l’azzurra Isabella Bertolini: «È improponibile. In Aula Forza Italia farà resistenza e darà battaglia». E pure sull’indulto - riflette Berlusconi - «c’è stata leggerezza nel come è stata gestita legge». Che rischia di portare fuori moltissimi immigrati vicini all’estremismo islamico e dunque facili prede del terrorismo.