Berlusconi jr: «Più moderni della Rai La prima serata ripartirà alle 21.10»

Paolo Giordano

da Milano

In una lunga intervista, pubblicata oggi da Tv Sorrisi e Canzoni, il vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi ha fatto il punto della situazione proprio all’indomani della chiusura del periodo di garanzia di Mediaset. E lo fa partendo innanzitutto dalla questione del momento, che ha suscitato tante proteste dei telespettatori: l’ora di partenza dei programma di prima serata, spostata sempre più avanti fino ad arrivare quasi a ridosso delle 22. «Dall’11 dicembre - annuncia Berlusconi jr. - torneremo agli orari classici di chiusura dei programmi che seguono il telegiornale e quindi di partenza della prima serata. Il via al prime time di Canale 5 sarà sempre alle 21,10. È un atto di fede che facciamo con tranquillità, prendendo per buono ciò che ha annunciato la Rai».
Negli ultimi mesi, infatti, la dilatazione della fascia di access prime time (per intenderci quella di Affari tuoi e Striscia la Notizia) ha suscitato molte polemiche ma ora si tornerà, come dice Berlusconi, «a orari più agevoli». «Noi non ci saremmo mai trovati in una situazione del genere - continua nell’intervista a Sorrisi - se alcune scelte Rai non ci avessero costretto (...). È stato certamente un gioco a due. Però c’è una sostanziale differenza, noi siamo una tv commerciale, tutto quello che offriamo è gratuito, non facciamo pagare il canone e gli unici nostri ricavi provengono dalla pubblicità. Quindi dobbiamo difendere l’ascolto dei break pubblicitari più importanti della giornata. La Rai, invece, che ha anche il canone, dovrebbe principalmente rispettare i doveri del servizio pubblico. Insomma, questa situazione noi l’abbiamo subita. Più volte abbiamo teso la mano per tornare alla normalità. E infatti ora che la Rai ha annunciato di voler tornare indietro, noi ci prepariamo a fare altrettanto».
Anche Antonio Ricci, che si è trovato «costretto» a questa battaglia, «ha subito condiviso la nostra linea».
Dopo aver affrontato anche il dilemma Auditel («La Rai inizia a fare ascolti importanti solo dai 55 anni in su. In sostanza Mediaset fa la tv più moderna» perché «dai 4 ai 54 anni la nostra leadership è assoluta»), un Berlusconi molto chiaro e determinato affronta anche il rapporto con la tv satellitare, che oggi è in una «situazione di monopolio, senza limiti di affollamento pubblicitario diversi da quelli che regolano le tv generaliste».
Per il vicepresidente Mediaset, la tv a pagamento è «come un megafrigorifero con tanti alimenti preconfezionati. Mediaset e Rai fanno una tv che ha la capacità di parlare al paese, mentre è difficile che la satellitare possa essere un punto di aggregazione della società». Insomma, «noi produciamo, non traduciamo. Questo è un grande valore poco riconosciuto».
E così, giusto il tempo di aprire qualche spiraglio sul futuro assetto dei palinsesti («Stiamo studiando nuovi modelli di prima serata con programmi brevi, di un’ora al massimo») poi Berlusconi jr. risponde alle domande sul toto mercato, sulle star che potrebbero arrivare a Mediaset. «Fiorello? Magari! Farei qualunque cosa per averlo, però, giustamente, è trattato molto bene in Rai che non ha i vincoli della tv commerciale: può fare un programma una volta ogni tanto, gli mettono poca pubblicità...». Poi è la volta di Simona Ventura, che ha il contratto in scadenza con la Rai. Però Mediaset «non sente la necessità». «Abbiamo talenti femminili - dice Berlusconi - come Maria De Filippi, Michelle Hunziker, Alessia Marcuzzi, Paola Perego, Barbara D’Urso. E Federica Panicucci, giovanissime come Cristina Chiabotto...».
Infine Flavio Insinna «conduttore d’intrattenimento» e «bravo attore»: «Alcuni produttori di fiction ce lo hanno indicato come possibile protagonista. Mi fermo qui».