Berlusconi: "Kakà è e resta del Milan Ha scelto col cuore"

Colpo di scena: l'asso brasiliano resta rossonero. Berlusconi: "E' stato il mio intervento ma anche il suo: E' un grande uomo... i soldi non sono tutto". Andato a vuolto l'assalto degli emissari dello sceicco Al Mansour in una giornata frenetica. La lunga attesa dei tifosi sotto la casa del giocatore

Milano -"Kakà è e resta al Milan". Lo ha detto Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente al 'Processo di Biscardi'. Poi poi aggiunto "Per Kakà i soldi non sono tutto". Berlusconi ha spiegato che "é stato il mio intervento ma anche il suo. Quando mi sono sentito dire che da lui che preferiva restare, che non avrebbe pensato di aver perso un'occasione per uno stipendio più alto e privilegiava i valori della bandiera, i valori della vicinanza e dell'amicizia, il calore e l'affetto che gli hanno dimostrato anche in questi due giorni tutti i tifosi, io ho detto 'evviva' e ci siamo idealmente abbracciati. Kakà è e resta al Milan". Capitolo chiuso, parola di Berlusconi? "Io dò la parola sulle cose che dipendono da me. Alla fine di questo contratto io non so se sarò ancora presidente del Milan, tanto che adesso non lo sono più...".

Kakà non ha un prezzo ha poi detto Berlusconi intervenendo al telefono a Sky Sport 24. "Lui si è tolto dal mercato con questa sua decisione di restare legato al contratto che ha con il Milan. Un contratto firmato su una carta da bollo ma da ora in avanti possiamo ben dire firmato sul sentimento, firmato con il cuore". "Abbiamo messo la parola fine. Sono veramente felice di aver mantenuto Kakà al Milan. E' un grande campione e un grande uomo, Ha rinunciato alle offerte del Manchester privilegiando il Milan". Berlusconi ha poi sottolineato "Kakà resta con noi e ne siamo felici. I soldi sono importanti ma ci sono anche altre cose più importanti. Da tifoso sono molto felice". Secondo il premier, quella di Kakà "che ha rinunciato a guadagnare un sacco di soldi", è "una decisione da ammirare".

Quella di oggi è stata una giornata di fitte trattative per tentare di eliminare tutti gli ostacoli lungo la strada, asfaltata di milioni di euro, per portare Ricardo Kakà al Manchester City. Come era nelle previsioni, dal Brasile è arrivato l'ingegner Bosco Leite, papà e procuratore ddel giocatore, per tirare le fila di un discorso che, secondo molti, lui avrebbe iniziato a intavolare già da prima che lo sceicco Mansour uscisse allo scoperto con un'offerta da oltre 100 milioni di euro che il Milan sta ponderando ormai da qualche giorno.

Per prima cosa Bosco Leite ha incontrato il figlio nella sua abitazione milanese in zona Cadorna. E' rimasto con lui fino a metà pomeriggio, mentre nelle stesse ore Adriano Galliani a sua volta partiva alla volta di Arcore per incontrare, a colazione, il patron Silvio Berlusconi. Il giocatore e il padre avrebbero messo a punto le condizioni alle quali sarebbero disposti al trasferimento, mentre i vertici di via Turati hanno cercato di trovare la miglior exit strategy da una trattativa che ha scatenato le proteste del popolo rossonero.

E, infatti, anche oggi i tifosi hanno organizzato una massiccia protesta sotto la sede del club. Oltre cinquecento voci a gridare che 'Kaka' non si vendé e un lungo striscione con un esplicito messaggio che aveva due destinatari: 'E' una questione di cuore: società non vendere. Kakà non chiederé. Si dice che Bosco Leite fosse pronto a chiedere il quinto ritocco dell'ingaggio in cinque anni, condizione per far saltare il trasferimento. Un'ipotesi però improponibile - come ha spiegato nei giorni scorsi lo stesso Berlusconi - per il Milan. E così le parti si sono incontrate per un faccia a faccia, assolutamente necessario visto che Bosco Leite aveva "molte cose da chiarire" con Galliani.

Top secret il luogo e tale resterà il contenuto della discussione, almeno finché non sarà ufficiale l'esito della vicenda. "Se il Milan vuole aprire una trattativa col Manchester City, allora Kakà prenderà la sua decisione - faceva sapere Diogo Kotschko, il portavoce del brasiliano - e questa decisione dipende anche dalla squadra che il City vuole costruire. Visti i soldi che hanno o che si dice che abbiano, possono crearne una forte molto in fretta".

Nel frattempo il forcing del Manchester City si è fatto sempre più pressante. Il tecnico Mark Hughes avrebbe telefonato a Kakà e, anche grazie alla traduzione di Robinho, lo avrebbe rassicurato circa i progetti futuri del club, che iniziano a prendere forma con l'ingaggio di De Jong e Bellamy. Parole che il milanista avrebbe ascoltato e ringraziato ma senza sbilanciarsi. In serta c'è stato un blitz a Milano di Garry Cook, direttore generale del City, che sembrava dover rimanere in stand by in Inghilterra in attesa che Kakà e il Milan arrivassero a un accordo. Invece è venuto a parlare di persona con le parti in causa.

"Ancora non c'é nessuna novità", aveva detto Carlo Ancelotti. Ma gli irriducibili tifosi che nonostante la pioggia sono rimasti ore sotto casa di Kakà a dedicargli cori affettuos e lo hanno visto affacciarsi alla finestra, battersi la mano destra sul cuore e sventolare una maglietta rossonera, hanno continuato a sperare fino all'ultimo.