Berlusconi: l’obbiettivo è votare entro maggio. Poi rilancia il partito unico

Il Cavaliere sprona gli alleati alla massima unità per mandare presto a casa il governo Prodi

Roma - La morsa dell’afa stringe al collo la Capitale. Ma Silvio Berlusconi decide di sfidare gli oltre 40 gradi che soffocano Roma e lasciare per un giorno la Sardegna, dove sta trascorrendo le vacanze estive, per partecipare al matrimonio di Elio Vito. Un attestato di amicizia verso il capogruppo di Forza Italia alla Camera, appassionato e iperattivo parlamentare che ha condiviso la parabola politica del partito azzurro fin dal 1994.

Il Cavaliere giunge nella propria residenza romana di Palazzo Grazioli intorno alle 17 di domenica scorsa e prende parte, alle 18, alla cerimonia. Vito, che sposa Silvia Cirocchi, riunisce i suoi familiari e qualche collega parlamentare (Donato Bruno, Antonio Leone, Simone Baldelli, Gianfranco Conte, Paola Pelino, Pieralfonso Fratta Pasini, Adriano Paroli e la vicepresidente della Camera, Giorgia Meloni) in una chiesa nel centro della Capitale, per tenere poi in serata un ricevimento in un albergo ai Parioli. L’occasione è conviviale e il presidente azzurro non perde occasione per distribuire battute, passando per i vari tavoli, «coadiuvato» da due spalle come Leone e Baldelli, specializzato quest’ultimo nelle imitazioni dei parlamentari: una gag che suscita l’aperta ilarità dell’ex premier.

Berlusconi racconta delle sue vacanze, segnate dall’affetto della gente e divise tra la Sardegna e Milano, dove è tornato più volte per stare vicino a Mamma Rosa. «Sta molto meglio. E qualche giorno fa mi ha detto: “Silvio, non ti preoccupare che mi sto rimettendo in forma per starti vicino durante la campagna elettorale”. Anche lei ritiene che si andrà presto al voto». Berlusconi manifesta «soddisfazione» per l’invito ricevuto da Clemente Mastella che lo ha chiamato a partecipare alla festa di Telese. E, rivolto ai sei parlamentari seduti al tavolo, chiede: «Avete letto l’intervista di Casini al Messaggero?». La risposta è un coro di no. «Allora è inutile che ve la commenti» ribatte Berlusconi. «Dentro c’era di tutto e di più».

Il presidente di Forza Italia si sposta poi su un terreno più serio e invita i parlamentari a serrare le file in vista della ripresa dei lavori. «Bisogna mettere in campo tutti gli sforzi per mandare a casa il governo tra novembre e dicembre. La Casa delle libertà deve sforzarsi di produrre la massima unità. Dobbiamo creare le condizioni per la caduta di Prodi per arrivare possibilmente alle elezioni in aprile o maggio». Poi riferito ai vari progetti di Grande Centro che periodicamente tornano ad occupare le pagine dei giornali, Berlusconi fa una profezia. «L’Udc è stata con noi al governo e con noi tornerà perchè non hanno margini di manovra». La convinzione è che alla fine il partito di Casini ritornerà nella Cdl rinunciando al progetto di un nuovo polo moderato. Ma non è finita qui perché il presidente di Forza Italia si spinge addirittura oltre e ritorna a perorare la causa del partito unitario del centrodestra. «Io non capisco perché non si faccia. È davvero un peccato restare così, su un binario morto. Dovrò riparlarne con Fini e con gli altri alleati. Mi dicano qual è il problema».

Le ultime battute sono per i sondaggi. «La crescita elettorale di Forza Italia non ha ancora toccato la vetta massima» dice Berlusconi. E per il rapporto con la gente. «Sembra incredibile ma ogni anno che passa l’affetto verso di me diventa sempre più forte. È una sensazione che mi rafforza nella convizione di fare politica».