Berlusconi: «L’Ue investa di più nel nucleare»

L’Italia vuole recuperare il «tempo perduto» e invita Gran Bretagna e Francia a collaborare su nuove centrali ed energie alternative

nostro inviato a Londra
Silvio Berlusconi e Gordon Brown sembrano in piena sintonia quando si presentano ai giornalisti dopo un pranzo di lavoro al numero 10 di Downing Street. Un incontro, quello tra il Cavaliere e il primo ministro inglese, nel quale si è discusso soprattutto di energia e di come contrastare il caro petrolio. Sia per Brown che per Berlusconi la soluzione è l'energia nucleare e per questo - spiega il capo del governo britannico - «avvieremo una collaborazione stretta tra le aziende italiane e quelle inglesi». Una cooperazione - dice il Cavaliere - che «accettiamo con grande piacere». E che vedrà da una parte la disponibilità della Gran Bretagna «a condividere con noi il know how per lo sviluppo di queste tecnologie» e dall'altra l'impegno dell'Italia «a partecipare con i nostri capitali anche a progetti di costruzione di centrali» in Inghilterra.
Il punto - il premier lo lascia chiaramente intendere - è che sul nucleare l'Italia è rimasta decisamente indietro rispetto a quasi tutti i partner dell'Ue («16 dei 27 paesi europei - spiega Brown - producono o stanno per produrre energia nucleare»). Negli anni Settanta, dice Berlusconi ricordando i tempi di Enrico Fermi, «eravamo all'avanguardia nel settore e avevamo due centrali pronte a partire». Poi, «l'opposizione dei Verdi e il referendum hanno bloccato tutto». Il vento, però, ora è cambiato. «La grande maggioranza degli italiani - spiega - ha accettato il fatto che il nucleare è il mezzo ecologicamente più appropriato per produrre energia e vogliamo recuperare il tempo perso». D'accordo Brown, convinto che l'energia dell'atomo sia «indispensabile per garantire sicurezza energetica e per combattere il cambiamento climatico».
L'obiettivo di Gran Bretagna e Italia - non lo nascondono i due primi ministri - è quello di ridurre il consumo di petrolio. «Occorre creare un mercato dell'energia stabile e indipendente dalla volatilità dei prezzi che hanno avuto ripercussioni in tutto il mondo», dice Brown. Ancora più chiaro Berlusconi: la decisione dell'Opec di tagliare immediatamente la produzione di greggio ai primi abbassamenti dei prezzi del petrolio conferma «la componente speculativa in atto» che non interessa solo il settore dell'energia ma anche «il mercato dei beni alimentari». Per questo l'Italia seguirà la via della cooperazione non solo con la Gran Bretagna ma, dice il Cavaliere, anche con la Francia. Con un auspicio: che si arrivi a «una politica unica dell'Ue sul nucleare e sulle energie rinnovabili».
Nel bilaterale a Downing Street si parla anche della crisi nel Caucaso. E tutti e due i premier auspicano che la Russia rispetti gli accordi internazionali. Anche se - assicura Berlusconi rispondendo ai giornalisti - «non c'è dubbio» sul fatto che la Russia continuerà a far parte del G8. Un cronista, poi, chiede a Berlusconi se ci siano state delle frizioni con la Casa Bianca per via della troppo familiarità tra lui e Vladimir Putin. Il Cavaliere smentisce categoricamente, ricorda il faccia a faccia di due giorni fa con Dick Cheney e l'invito ricevuto da Bush per un ultimo saluto alla Casa Bianca prima di fine mandato.
Sulla crisi economica, invece, il Cavaliere è ottimista: «Credo di essere presidente del Consiglio di un Paese molto solido con un alto livello di vita e benessere». E via con un lungo elenco di «primati» italiani, dal numero di famiglie che hanno la casa di proprietà (l'83%) all'alta densità di monumenti (il 72% di quelli catalogati in Europa, circa il 50% del pianeta). Per finire con il fatto che l'Italia è ancora campione del mondo in carica. Un assist che Brown raccoglie, ricordando che l'allenatore della nazionale inglese è pur sempre un italiano.
Finisce con una stretta di mano e un breve fuori programma nel quale Berlusconi presenta al collega inglese la stampa italiana. Con un auspicio finale: «Conoscete tutti l'amicizia che mi lega al suo predecessore Tony Blair. Tra me e Brown sta nascendo una buona intesa e spero che presto si possa parlare di amicizia». Cosa che peraltro il premier britannico aveva fatto proprio in apertura di conferenza stampa presentando il Cavaliere come «il mio carissimo amico Silvio».