Berlusconi: "L’ultrasinistra porterà il governo a fare scelte sempre più estreme"

Il Cavaliere: "Come dimostra la riforma delle pensioni i veterocomunisti influenzano tutti i provvedimenti dell’esecutivo". Veltroni a capo del Pd? "Ridicolo presentare come nuovo chi fa politica da quarant'anni"

Roma - Chi si aspettava l’affondo contro Walter Veltroni sarà rimasto deluso. Perché nonostante tutto - le voci circolate negli ultimi giorni e i sussurri di alcuni dei suoi più stretti collaboratori - la giocata d’anticipo a poche ore dall’investitura di Torino che oggi consacrerà il sindaco di Roma segretario in pectore del Partito democratico non c’è stata. A dispetto dell’agenda e di chi lo voleva trascinare a piazza Farnese per lanciare il suo j’accuse contro quello che potrebbe essere lo sfidante del futuro nella corsa a Palazzo Chigi, Silvio Berlusconi decide infatti la via della cautela. E alla manifestazione contro la droga organizzata a Campo de’ Fiori dai giovani di Forza Italia si presenta solo a tarda sera, quando sono abbondantemente passate le nove e i tg sono già un ricordo lontano. Un po’ perché la piazza non è propriamente gremita (a fare il sopralluogo si presentano verso le sette Paolo Bonaiuti, Sestino Giacomoni e Roberto Gasparotti), ma soprattutto perché l’ex premier non ha alcuna intenzione di fare il primo passo e lanciare il guanto della sfida a Veltroni. Secondo il Cavaliere, infatti, non è il caso di enfatizzare l’appuntamento, soprattutto sotto il profilo mediatico. Perché, spiega ai suoi più stretti collaboratori, «non dobbiamo essere proprio noi a lanciargli la volata» e legittimarlo come leader del centrosinistra. D’altra parte, aggiunge, «i sondaggi parlano chiaro: che ci sia Veltroni o no per me non cambia nulla».
Così, arrivato a piazza Farnese alle nove e passa invece che alle sette, Berlusconi sale sul palco e punta il dito contro il ddl Turco-Ferrero che «vuole depenalizzare il consumo di droghe». E per tutto l’intervento si attiene rigorosamente al tema della manifestazione organizzata dai giovani azzurri guidati da Beatrice Lorenzin, ragazzi - dice il Cavaliere - che «non sfasciano le vetrine, non attaccano la polizia, non lanciano le molotov e sono fatti di tutt’altra pasta» rispetto ai giovani che «hanno normalmente l’attenzione delle televisioni». La politica del governo sulle droghe - attacca l’ex premier - è «schizofrenica» e «paradossale» perché «un giorno annuncia di voler aumentare la quantità consentita di cannabis, il giorno dopo di voler mandare nelle scuole addirittura i Nas e quello dopo ancora di voler liberalizzare le droghe leggere». Insomma, «un messaggio assolutamente equivoco».
Poi, sceso dal palco e incalzato dai giornalisti, Berlusconi non si sottrae. Anche se su Veltroni non fa altro che ribadire quanto già aveva detto venerdì lasciando Palazzo Grazioli. «Per me - spiega - lui o altri pari sono. Il tema non è chi va a guidare un partito o un governo ma che la sinistra non può essere di governo». Perché, aggiunge, «ha al suo interno una sinistra antagonista comunista che si rifà al marxismo ortodosso con cui segna ogni provvedimento». Ma secondo Piero Fassino, dice un cronista, «Veltroni è il volto fresco dell’Unione». Risposta lapidaria: «L’aria fresca non è quella di chi fa politica da 40 anni. È un’assurdità, è ridicolo presentarlo come nuovo».
Prima di lasciare piazza Farnese il Cavaliere parla anche della politica economica del governo e ironizza sul cosiddetto tesoretto. «Hanno sempre detto - attacca l’ex premier - che i conti erano un disastro, ma adesso c’è stata una moltiplicazione dei miliardi». Insomma, sul fronte economico «c’è stata una gestione caotica e incoerente, un continuo cedimento alle richieste della sinistra estrema». Cedimento che Berlusconi vede anche sul fronte pensioni. «La sinistra estrema - è il suo leit motiv - detta la linea al governo».