Berlusconi lancia il governo larghe intese

Veto per un governo tecnico perché «oggi la politica non può farsi da parte». Favore invece per un esecutivo «d'interesse nazionale» e di «grande accordo, nel quale io non entrerei» che porti il Paese «alle elezioni in 12-24 mesi». Silvio Berlusconi delinea gli scenari del dopo-Prodi, eventualità alla quale più o meno velatamente pensano anche diversi membri della maggioranza. Il leader azzurro ricompatta tutti i partiti della Cdl, incassa il sì di Udc e An, mentre la Lega è un po’ più fredda. E il Cavaliere dà appuntamento agli alleati il 2 dicembre a Roma per la grande manifestazione unitaria contro la legge finanziaria.