Berlusconi lascia libertà di coscienza sui Pacs

</B>Non ho alcuna intenzione di mollare perché ho pochi ricordi ma tantissimi progetti

da Roma

Famiglia, Pacs, unioni varie: dopo le aperture di Gianfranco Fini, ora arriva la decisione di Forza Italia di dare libertà di coscienza ai suoi parlamentari. «Il nostro - dice Silvio Berlusconi - è un partito liberale e che quindi, su questi problemi, lascia ai suoi componenti la facoltà di rispondere a seconda della propria sensibilità». Già all’epoca del referendum sulla procreazione assistita Fi non aveva dato indicazioni particolari. Ora il bis, che apre pure un altro motivo di tensione con l’Udc. Il perché di questa decisione il Cavaliere lo spiega prima durante un pranzo con i senatori azzurri: «Noi rispettiamo le scelte individuali sui temi morali». Poi lo ripete in serata: «Siamo liberali». In passato, Berlusconi si era detto «favorevole ad accordi garantiti dal codice civile per le coppie di fatto», anche se «intervenire con una legge rischia di indebolire il matrimonio». Dunque una questione difficile, per la quale è necessaria, come sostiene adesso, la libertà di coscienza.
L’ex premier lascia la sede di via dell’Umiltà zoppicando vistosamente. «Ho sbattuto il ginocchio - scherza -. Deve essere stato un mobile comunista». Comunque meglio il suo incedere claudicante, insiste, che quello di Prodi, al quale per altro Fassino ha chiesto pure un cambio di passo. «Una volta - commenta - avevo anch’io un cavallo che non era sempre al top. Glielo abbiamo chiesto tante volte di cambiare passo, ma quando il cavallo non ce l’ha, c’è poco da fare». In ogni caso per Berlusconi non ci sono crisi di governo in vista. «Penso che la sinistra si coagulerà e troverà i voti. Sarebbe troppo grave la non approvazione di una Finanziaria. Credo che la colla che unisce questi sette partiti divisi su tutto, quella di restare al potere, funzioni ancora». Inutile, spiega ai suoi senatori, cercare sponde nei settori moderati dell’Unione, inutile sperare nella Margherita. «Defilarsi sulla manovra vorrebbe dire suonare il de profundis. Dubito che vogliano farlo. Piuttosto, attendo la maggioranza su tutti gli altri temi su cui sappiamo esserci differenze profonde all’interno della sinistra, come Pacs e pensioni».
Se la spallata non c’è stata, resta però un aspetto positivo. «L’opposizione ha fatto un grande lavoro sia alla Camera che al Senato. Siamo riusciti a convincere la controparte ad apportare numerose modifiche al testo originale della legge». Certo, aggiunge, «resta pessima perché impone agli italiani dei sacrifici inutili, visto che, come afferma l’Unione Europea, sarebbe bastata una manovra di 15 miliardi di euro». Ma almeno «grazie al nostro operato sono stati apportati dei miglioramenti».
Dunque, la strada giusta è questa: opposizione, opposizione, opposizione, ma con l’idea di cercare sempre il bene del Paese. «Dite che Casini ha scelto una via diversa? - chiede Berlusconi -. Bene, ma io non capisco quale sia». E tira fuori gli ultimi sondaggi. «In questo momento godiamo di un consenso straordinario. Secondo i più recenti rilevamenti, la Casa delle libertà è al 57 per cento, di cui solo il 3,8 è dell’Udc». Insomma, poco più della metà rispetto alle elezioni. «E Fi è oltre il 32». Il distinguo quindi non porta nulla. Nessuna polemica con il leader dei centristri, però, spiega ai senatori di Fi, «la scelta di Pier Ferdinando non paga». Pagano invece, non solo la manifestazione del 2 dicembre a San Giovanni, ma anche «l’affetto che la gente dimostra a me e al mio partito». Tutto ciò prova che la linea è quella giusta: «A me sembra che il centrodestra abbia scelto la strada di un’opposizione ragionata e interessata sempre e soltanto all’interesse di tutti i cittadini. Appoggeremo tutti i provvedimenti utili all’Italia».
Un modo come un altro per riaffermare la propria leadership. «Uno è vecchio - conferma - quando ha tanti ricordi e nessun progetto. Io invece, forse perché dicono che sono un po’ smemorato, di ricordi ne ho pochi, ma di progetti tantissimi. Non ho alcuna voglia di mollare». Porte aperte al figliol prodigo: «Un suo ritorno nella Cdl? Bene, ma deve avvenire in tempi rapidi».
Quanto al Professore fischiato, se ne faccia una ragione. «Sono sinceramente dispiaciuto per le contestazioni nei confronti del presidente del Consiglio. Anch’io ho sopportato i fischi quando ero a Palazzo Chigi. Allora però le proteste erano organizzate mentre adesso sono spontanee. Tutti fischiano, solo sette o otto lo difendono» e questo è il segno «del malessere» che c’è nel Paese. «Speriamo che Prodi resti a lungo. Stanno facendo la figura degli incapaci. Con quel margine risicato anche noi avremmo avuto difficoltà. Non tutti i mali vengono per nuocere».
Chiude ringraziando lo stato maggiore di Forza Italia. Pagelle alte per tutti. Da Sandro Bondi, «la persona più onesta e trasparente che abbia mai conosciuto», a Fabrizio Cicchitto, «commovente per come segue la politica: ogni mattina alle 7.30 mi arriva la sua prima telefonata», a Giulio Tremonti, «che ci fare sempre bella figura in televisione».